Quote by Marcus Paige e gli altri, che fine hanno fatto?

Taurean Prince, F, Atlanta Hawks

Tutti i fan del college basketball ricorderanno la grande performance di Prince in sala stampa, quando rispose a un giornalista che gli chiedeva cosa avesse permesso a Yale di superare Baylor (che, peraltro, non ne sente la mancanza, stando all’ultimo ranking AP) a rimbalzo in uno degli upset più clamorosi della scorsa March Madness.

 

L’ala divenne la scelta #12 per gli Atlanta Hawks, una situazione allo stesso tempo molto interessante e poco promettente. Interessante perché Mike Budenholzer è uno dei migliori allenatori in circolazione e i suoi assistenti hanno dimostrato di saper valorizzare i giocatori con cui hanno lavorato (basti pensare alle carriere di DeMarre Carrol, oggi a Toronto, Jeff Teague, oggi agli Indiana Pacers, e Kent Bazemore). Il miglioramento è assicurato, se Prince saprà “lasciarsi allenare”. Non che questo sia mai stato un problema con lui. In quattro anni di college i suoi numeri sono sempre cresciuti, anche se, con l’aumentare dei tiri a disposizione, sono scese le percentuali. Tutto normale.

Le cose si sono complicate quando Prince si è ritrovato con altri 6 giocatori che potevano potenzialmente occupare lo stesso ruolo, molti dei quali veterani e parte del gruppo che aveva vinto 60 partite in Regular Season due anni fa. Le speranze di giocare erano poche. Al momento è entrato in campo in poco più della metà delle partite stagionali (22 su 38) con un minutaggio ridotto (10.6 minuti a partita) e non ha fatto nulla per convincere coach Bud a dargli più spazio. Le statistiche perdono di significato quando si ha a disposizione un campione così ridotto, ma il 32.1% da tre sicuramente non gli fa guadagnare minuti in campo, e neanche il numero di palle perse (0.7 a partita in 10.6 minuti).

Soprattutto, uno dei grandi problemi riscontrati è la difesa lontano dal pallone. In una brevissima parentesi in D-League (4 partite dal 29 dicembre al 6 gennaio), ha tenuto medie notevoli (21.8 punti, 8.5 rimbalzi, 2 assist e 1.5 rubate in 30 minuti a partita) ma dopo la trade di Kyle Korver gli Hawks hanno deciso di richiamarlo prima del previsto, senza che questo gli abbia fatto guadagnare minuti in Nba. Per alcuni giorni è sembrato che gli Hawks avessero deciso di smantellare la squadra, liberando minuti per lui e DeAndre Bembry, l’altro rookie a roster, ma ora si parla di un nuovo cambio di rotta e di una rinnovata attenzione verso le vittorie immediate e non al draft di giugno. La confusione certamente non aiuta.