Quote by Marcus Paige e gli altri, che fine hanno fatto?

Dejounte Murray, G, San Antonio Spurs

Dejounte Murray

Quanto detto per Jackson potrebbe valere anche per Murray, ma con una differenza: è stato scelto dai San Antonio Spurs. Murray entrava al draft con l’etichetta di grande talento e pessimo tiratore. La realtà è, ovviamente, più complicata di così. Nel suo unico anno a Washington non è sembrato pronto per la Nba, e infatti in molti sono rimasti sorpresi al suo ingresso al draft. I numeri al college non sono da dominatore (16.1 punti, 6 rimbalzi, 4.4 assist) e le percentuali al tiro terrificanti (28.8% da tre). Per avere il quadro completo, si aggiunga che il ruolo di PG è quello più difficile in assoluto e che i rookie considerati pronti a tentare il salto impiegano in media 3-4 anni per adattarsi definitivamente alla lega.

Ma gli Spurs sono un modello di organizzazione, efficienza e competenza per tutti. In stagione con gli Austin Spurs viaggia a medie di 17.7 punti, 7.7 rimbalzi e 6.4 assist, anche se si mantiene su un devastante 10.8% da tre punti. Ma non è solo questione di numeri. Bryn Forbes, rookie da Michigan State rimasto undrafted e firmato dagli Spurs in seguito, è il suo compagno di reparto con gli Austin Spurs e i due stanno mettendo a ferro e fuoco la D-League. C’è intesa, e tanto potenziale ancora inespresso. Sono entrambi molto giovani e stanno già crescendo insieme.

Murray è una scommessa per gli Spurs, sicuri di poter contare su Chip Engelland, lo shooting coach che ha trasformato il tiro di Kawhi Leonard dopo il suo arrivo in Nba, per sistemare le percentuali di tiro. Ma certamente l’ex Washington ha bisogno di irrobustire il fisico e di giocare per acquisire confidenza come PG. Murray non avrà un ruolo rilevante in Nba per diverso tempo, ma gli si prospetta un futuro come erede di Tony Parker, e se non saranno gli Spurs a rendere possibile questo futuro, allora non ci riuscirà nessuno. È nella situazione ideale, sta a lui non gettare alle ortiche l’occasione. E gli Spurs lo stanno facendo crescere accanto al giocatore che potrebbe essere il suo futuro compagno di reparto. Si diceva di organizzazione, efficienza, competenza.