Quote by Marcus Paige e gli altri, che fine hanno fatto?

Marcus Paige, PG, Salt Lake City Stars

Paige viene da una stagione molto positiva, dopo aver guidato North Carolina alla finale persa contro Villanova. Ma ha dovuto attendere la chiamata #55 per sapere quale sarebbe stato il suo futuro in Nba. Un’estate passata con gli Utah Jazz, e poi il taglio e il passaggio ai Salt Lake City Stars, lo stesso percorso fatto da Yogi Ferrell con i Brooklyn Nets. La differenza tra la situazione di Ferrell e quella di Paige è che i Jazz sono una squadra molto migliore, più profonda e con più soluzioni per sopperire alla mancanza dei titolari. Paige, a differenza degli altri giocatori qui citati e di Ferrell, non ha una squadra Nba e non è chiaro se mai la avrà.

Con i SLCS non sta esattamente impressionando (12.6 punti, 2.4 rimbalzi, 2.2 assist in 33 minuti abbondanti) e passato il primo anno potrebbe trovarsi in Cina o in Europa, un esito sorprendente vista la sua carriera a UNC. Per chiarire, quando un rookie viene “tagliato” dopo il training camp estivo, la franchigia Nba ha un diritto di prelazione e può offrirgli un contratto con la franchigia D-League affiliata. Il vantaggio è l’accesso a un canale preferenziale con un roster Nba per coprire buchi dovuti a infortuni o simili, ma a fine stagione Paige, come tutti gli altri nella sua situazione, diventerà free agent.

Potrebbe essere l’ennesimo caso di star Ncaa che, arrivato in Nba, non riesce ad avere il successo che forse meriterebbe. A oggi, le cose non vanno bene per la squadra, che ha un record molto negativo, un attacco anemico e una difesa appena sufficiente (in una lega molto votata al gioco offensivo). Non bastano i continui stravolgimenti del roster a modificare il giudizio. Paige rischia di rimanere fuori dalla Nba e di dover emigrare oltre oceano. Se così dovesse essere, l’Europa lo attende a braccia aperte.