Quote by Spettacolo Howard, Marquette morde Nova

Marquette è la squadra che esce meglio dalla settimana, avendo archiviato rapidamente la sconfitta con St. John’s con un successo fondamentale ai danni di Villanova. La situazione generale nella Big East è sempre la stessa da ormai tre settimane: Wildcats al comando, Golden Eagles a inseguire e tutte le altre a guardare dal basso di un record che non tocca il 50% di partite vinte.

Xavier è l’unica a distinguersi dal gruppone, ma in negativo: la sua striscia di sconfitte consecutive è salita a quota 6 e, visto il calendario, rischia seriamente di non vincerne più una da qui alla fine della stagione. Per i Musketeers, l’occasione migliore per scongiurare questa prospettiva deprimente collima col prossimo match, in casa contro Creighton.

 

Tutti ai piedi di Markus Howard

Come dicevamo, Marquette aveva iniziato la settimana con una sconfitta in casa coi Johnnies (70-69), partita nella quale la Tripla H dei Golden Eagles – Howard, Hauser & Hauser – non era riuscita ad andare oltre un magro 11/36 dal campo. La vittoria con Villanova (66-65), fra le varie cose, ha certificato il momento straordinario che Sacar Anim sta vivendo. Eccetto qualche acuto, il junior non ha mai goduto di molti riflettori, ma nelle ultime tre partite è andato sempre in doppia cifra con un’efficienza al tiro da lustrarsi gli occhi (18/27 in totale). I suoi 18 punti contro Nova sono stati pesantissimi, con un paio di canestri negli ultimi cinque minuti che hanno frustrato il tentativo di rimonta ospite.

Anim a parte, non si può non parlare di Markus Howard. La point guard di Marquette ha messo a segno ben 38 punti (8/13 da due, 5/11 da tre, 7/7 ai liberi) mostrando per l’ennesima volta dei lampi di onnipotenza cestistica che ormai lo proiettano sempre di più come prossimo POY della Big East. Per il ragazzo dell’Arizona si tratta della settima partita sopra i 30 punti quest’anno, bottino che, ricordiamolo, conta anche i 53 contro Creighton e i 45 contro Kansas State e Buffalo.

 

I lavori in corso a Villanova

La sconfitta con Marquette lascia l’amaro in bocca a Villanova per non aver portato a termine la rimonta (i Cats avevano toccato il -15 a inizio ripresa) e Phil Booth avrà certamente i suoi rimpianti per essersi lasciato confondere dal tappeto rosso steso volutamente dagli avversari sull’ultimo possesso: lui più di ogni altro non può permettersi errori del genere. Ad ogni modo, la squadra di Jay Wright continua ad apparire molto solida al netto dell’inesperienza che deve scontare e, piano piano, ci sono attori che mandano sempre più frequentemente segnali positivi alle spalle del duo veterano Booth-Paschall.

Collin Gillespie ha steccato a Milwaukee ma, in generale, è un buon terzo violino in attacco che sta migliorando nella propria metà campo; Saddiq Bey ha i suoi alti e bassi, ma rimane il miglior underclassman della squadra insieme a Gillespie; Dhamir Cosby-Roundtree non è certo uno cui si possa chiedere d’inventare in attacco ma rimane un gregario utile. Infine, c’è Jermaine Samuels: con lui occorre molta pazienza ma l’impressione è che, quando finalmente esploderà, il botto sarà fragoroso. La partita con Marquette (9 punti, 5 rimbalzi, 2 stoppate, 1 recupero in 26 minuti) è stata la sua migliore con la maglia dei Wildcats e, per lui che non è un tiratore, è un bel segnale il fatto che esiti sempre di meno quando riceve palla intorno alla linea da tre. Nelle ultime 5 gare, ha sempre rifilato almeno una stoppata e a Philadelphia sanno bene quanto serva uno capace di proteggere il ferro adeguatamente.

 

St. John’s, chiamatela Penelope

I Johnnies continuano a fare e a disfare: questo il leit motiv di una stagione dove la truppa di Chris Mullin appare sempre poco “squadra”. Di recente, il lungo Sedee Keita ha organizzato una riunione per soli giocatori con l’obiettivo di guardarsi negli occhi, parlarsi e analizzare insieme i video di qualche partita. La cosa è avvenuta prima della trasferta contro Marquette (gara nella quale St. John’s ha fatto un bel lavoro nel togliere fiato al tridente avversario), ma l’effetto positivo dell’iniziativa è svanito in un attimo, con una sconfitta casalinga di 14 punti contro una squadra non irresistibile e piena di problemi come Providence. Riusciranno mai a cambiare rotta? Più passa il tempo, meno sembra probabile.