Quote by Il colpo di Georgia e tutte le guardie on fire

Chi sale

Georgia. Anthony Edwards, guardia della classe 2019 che per molti sarà una delle prime tre scelte del draft Nba 2020, ha scelto di restare vicino a casa e di giocare per la squadra allenata da Tom Crean. È il prospetto più alto mai reclutato da Georgia, e il primo 5 stelle a giocare con i Bulldogs.

Houston. È una delle squadre più discusse della nazione. Ha una sola sconfitta come Tennessee e Nevada, ma molti pensano che questo sia dovuto a un calendario facile. Resta che in settimana hanno battuto senza patemi le due principali concorrenti in conference, UCF in trasferta e Cincinnati in casa.

Robert Franks (Washington State). I Cougars sono quelli che ci si aspetta di veder perdere ogni partita nella Pac-12: in settimana, invece, hanno battuto sia Arizona State che Arizona grazie ai due trentelli del loro senior.

Grant Riller (Charleston). Vi piacciono le guardie tutto pepe? Ecco a Charleston c’è un ragazzo della Florida che si sta segnalando a suon di prestazioni e che in settimana ha segnato 19 e 20 punti in due gare contro due contender per i vertici della Colonial Athletic Association. È lui a contendere la palma di mvp a Justin Wright-Foreman di Hofstra.

Justin Wright-Foreman (Hofstra). La sfida di Riller è lanciata. Ma non sarà facile togliere lo scettro al folletto di Hofstra, che contro William & Mary in settimana ha messo 48 punti con 9/12 da 2 e 7/12 da 3.

Markus Howard (Marquette). Restiamo tra le guardie tascabili tiratrici ed ecco il quarto marcatore della Division I con 25.2 a partita, 7 partite oltre i 30 punti, l’ultima (da 38) contro i campioni di Villanova per la prima sconfitta dei Wildcats nella Big East. Fermatelo voi se ci riuscite.

Jordan Caroline (Nevada). Altro unstoppable e altro giocatore interessantissimo per l’Europa: 19+10 con il 44.3% da 3 le sue medie, 40 punti tondi (di cui 30 nel secondo tempo) contro Colorado State, e poi vittoria di 29 punti contro Mexico State, unica squadra che finora ha battuto Nevada in stagione.

Loyola Chicago. Non ci siamo dimenticati dei Ramblers, la squadra protagonista della scorsa March Madness. Dopo una non-conference schedule piena di passi falsi, la squadra adesso è saldamente in testa alla Missouri Valley trainata nelle ultime due gare dal senior Marques Townes (32 punti contro la rivale Drake).

Siena. Gli allenatori della MAAC l’avevano votata come ultima nella preseason poll: i Saints adesso sono secondi nella conference, a un passo dalla capolista Monmouth. Chapeau al neoarrivato coach Jamion Christian – appena 36enne, ricordiamolo – per aver smentito in pieno i colleghi.

Giorgi Bezhanishvili (Illinois). Segnandone 35 contro Rutgers ha infranto il record all-time in casa Illini di punti in una gara segnati da un freshman. Mano morbida, ottimo ballerino (letteralmente), sempre sorridente: è troppo facile volergli bene.

Chi scende

Killian Tillie (Gonzaga). Il ragazzo è davvero sfortunato. Una lesione parziale al legamento del piede destro terrà fuori il lungo francese di sicuro per tutta la stagione regolare, dopo che un problema alla caviglia gli aveva fatto saltare 15 gare. Se va bene, Gonzaga potrà riaverlo in squadra in post season.

Kansas. Fuori un altro, e la lista inizia a essere davvero lunga e importante. Dopo Udoka Azubuike e Silvio De Sousa, Bill Self ha perso a tempo indeterminato anche Lagerald Vick per problemi familiari. Ora ci vuole un grande atto di fede per pensare che la striscia di vittorie consecutive in Big12 possa continuare.

West Virginia. Ne perde due del quintetto in un colpo solo Bub Huggins, ma la stagione dei Mountaineers è già bella che andata. Esa Ahmad e Wesley Harris sono stati sospesi per violazioni varie e ora l’ultimo posto nella conference è lì che li aspetta.

Virginia Tech. Senza Justin Robinson, la squadra ha perso due partite consecutive. Il problema è che il college non ha fornito indicazioni sull’infortunio della sua guardia, che al momento non si sa quando o addirittura se tornerà a giocare.

Indiana. La vittoria contro Michigan State sembra sia stato solo un fuoco di paglia. La squadra è 1-9 nelle ultime 10 gare e in settimana ha perso due partite in casa contro la sorpresa Iowa e contro la derelitta Ohio State. In conference solo Penn State attacca peggio e tira peggio da 3 punti.

Auburn. O il corri e tira di Bruce Pearl funziona alla perfezione, e allora anche Duke fatica a batterli, oppure è disastro. I Tigers oscillano pericolosamente tra le due possibilità, ma il record di 5-5 nella SEC dice che la vittoria nella regular season della conference resterà un ricordo dell’anno scorso.

Louisville. Una sconfitta in casa di Florida State ci può stare. Non ci stanno le sanguinose palle perse nel finale, quando la partita sembrava già vinta, una delle quali, sulla rimessa da fondocampo, ha permesso un facile layup del pareggio ai Seminoles. Troppa distrazione.

Brad Davison (Wisconsin). Il ragazzo comincia a essere segnalato troppo spesso per episodi censurabili: contro Minnesota ha sgambettato Jordan Murphy, restando impunito. Salutate il nuovo Grayson Allen.

WCC. Se la Pac12 sta vivendo una stagione poco esaltante, che dire allora della West Coast Conference dominata da Gonzaga con uno scarto medio di oltre 30 punti a partita? 93-63 contro la seconda BYU, 92-62 contro la terza San Francisco, 94-46 contro la quarta Saint Mary’s. Per una almeno vaga idea di equilibrio, ripassare il prossimo anno. Forse.