Quote by Nassir Little infiamma la Tobacco Road

Se c’è un evento liceale che è atteso come fosse l’All-Star Game della Nba, questo è il McDonald’s All-American, manifestazione che giunta alla sua 41esima edizione vede partecipare i migliori 24 giocatori delle high school del paese. Quest’anno il match si è disputato alla Philips Arena di Atlanta, e non ha disatteso le aspettative. Per la cronaca, ha vinto la selezione West sull’East per 131-128, guidata da un protagonista tutto sommato inaspettato.

L’Mvp che non t’aspetti

Mentre tutti i fari erano puntati sulla recruiting class di Duke, a prendersi la scena in maniera prepotente è stato Nassir Little (#10 Espn top 100). E visto che dal prossimo autunno giocherà per North Carolina, già s’infiamma il derby della Tobacco Road. L’ala di 2.02 cm nativa della Florida ha giocato con grande energia e, dopo un primo tempo nel quale si è reso protagonista solo di qualche giocata sopra al ferro, nella ripresa ha aggredito la partita aiutando il proprio team a vincere. Con 28 punti (12/17 al tiro) e 5 rimbalzi in 21 minuti ha conquistato il trofeo di Mvp e ha messo a segno la terza miglior prestazione realizzativa nella storia dell’evento alle spalle di Jonathan Bender (31) e Michael Jordan (30).

 

La Duke crew

Divisi in due per selezione, i futuri Blue Devils R.J. Barrett, Zion Williamson, Cameron Reddish e Tre Jones (rispettivamente #1, #2, #3 e #12 Espn top 100) si sono comunque ritagliati il loro spazio al McDonald’s. Barrett è stato quello che maggiormente ha insidiato Little per l’Mvp e, nel caso avesse vinto l’East, quasi sicuramente avrebbe alzato lui il premio al cielo. La prestazione del canadese è stata offensivamente dilagante, con 26 punti in 23 minuti tirando 10/14 dal campo. Williamson ha dato poco spettacolo rispetto a quanto ci si potesse aspettare, chiudendo con 8 punti e 5 rimbalzi e soprattutto con un infortunio al pollice della mano destra che gli ha fatto terminare in anticipo la partita. Reddish ha cercato di giocare di squadra senza strafare, mettendo in mostra le sue qualità da point forward. Non a caso oltre a 11 punti (5/10 al tiro) ha smistato 9 assist e recuperato 5 palloni in 22 minuti. Infine match poco appariscente per il fratello d’arte Jones che in 25 minuti ha collezionato 7 punti e 8 assist.

 

Ancora senza una destinazione

Non tutti i liceali che hanno preso parte a questa gara hanno scelto una università da frequentare, come la guardia Romeo Langford e il pivot Jordan Brown. Langford (#5 Espn top 100) ha messo in mostra un mix di forza fisica e potenziale balistico che lo rende tra i giocatori indecisi più appetibili. Atleta con anche una spiccata vocazione difensiva, in 21 minuti ha realizzato 19 punti (7/14 dal campo), 6 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi. Brown (#27 Espn top 100) si è destreggiato ottimamente in post basso, facendosi ammirare per i movimenti dinamici e il tocco raffinato. Al termine dell’incontro il suo box score recitava 26 punti (13/19 al tiro) e 8 rimbalzi in 22 minuti di gioco.

 

Non sottovalutate i lunghi

La classe 2018 sembra essere più ricca di esterni che di lunghi, eppure questi ultimi non vanno sottovalutati. Al McDonald’s All-American se ne sono messi in evidenza diversi, a iniziare dal già citato Jordan Brown. Il futuro LSU Nazreon Reid (#22 Espn top 100) ha fatto vedere di possedere delle abilità di palleggio piuttosto importanti e, con 7/16 dal campo, ha messo insieme una doppia-doppia da 15+11 rimbalzi in 20 minuti. Doppia-doppia anche per David McCormack (#28 Espn top 100), roccioso centro destinato a Kansas che ha realizzato 14 punti (7/11 al tiro) e raccolto 10 rimbalzi. Positive anche le prestazioni di E.J. Montgomery (#16 Espn top 100, 12 punti con 6/8 dal campo e 5 rimbalzi) che ha da poco scelto Kentucky, Reggie Perry (#23 Espn top 100, 15 punti con 6/11 al tiro e 7 rimbalzi, che vedremo a Mississippi State) e Moses Brown (#18 Espn top 100, 11 punti con 5/8 al tiro e 5 rimbalzi, impegnato con UCLA).