Quote by Morant, Nunn e Clarke. I migliori rookie Nba

13/11/2019

Il miglior rookie per net rating? In testa Cody Martin di Charlotte (che però flirta settimanalmente con la G-League) con 9.1, seguito dalla rivelazione di Boston Grant Williams (5.7) e poi da Jarrett Culver di Minnesota (4.5) che è però primo tra i rookie che giocano almeno 20 minuti a gara. Se invece parliamo di atleti che hanno tanti minuti in campo, cioè sopra i 28 a gara, il net rating premia Kendrick Nunn (3.1), davanti a Tyler Herro (2.4) entrambi di Miami e poi De’Andre Hunter di Atlanta con 1.9.

Il net rating è il differenziale tra Offensive Rating (punti per 100 possessi) e Defensive Rating (punti concessi al diretto avversario su 100 possessi). È una delle voci statistiche “avanzate” più interessanti della Nba, ma anche delle più discusse. In sostanza, tra punti fatti e concessi, parliamo di giocatori che finora hanno avuto un impatto positivo.

 

Va detto che si tratta di una voce che spesso riflette l’andamento complessivo della squadra. Boston sta giocando bene e vince e quindi Williams è ai primi posti.  Singolare, in questo contesto, la posizione di Hunter che ha net rating positivo pur a fronte di un record di 3-6 degli Hawks. Va chiarito anche questo, in Nba al momento han giocato solo una decina di partite. Poche per trarre conclusioni, ma abbastanza per le prime suggestioni sui giocatori al primo anno.

Quanto ci manchi Zion

I fari erano ovviamente puntati su Zion Williamson, ma il suo infortunio (a proposito, il giocatore ha recentemente confermato che a dicembre dovrebbe tornare in campo) ha privato molti tifosi del loro beniamino o comunque del giocatore più sotto i riflettori. In attesa di Williamson abbiamo fatto il punto su quelli che si stanno facendo notare di più.

I più efficienti in attacco sono Nickeil Alexander-Walker, che gioca poco (12.3 minuti a gara) ma bene, avendo il miglior OffRtg con 112.5 punti. Subito dopo ci sono Eric Paschall e Ky Bowman di Golden State, rispettivamente a 111.9 e 107 punti su 100 possessi, che stanno sfruttando l’annata da rifondazione degli Warriors, con spazio e minuti in campo.

 

In difesa invece spiccano il lungo di OKC Darius Bazley e di nuovo Cody Martin, che è anche primo nel rapporto assist/palle perse (4.5). Non solo, quanto ad assist rate in relazione al minutaggio Martin è al 92esimo percentile della Lega, davanti a un sacco di giocatori più esperti e più quotati. Caratteristica peculiare di Martin, che ha giocato finora 80 possessi (pochi, va detto) e sempre schierato da ala piccola, è quella che ha la seconda miglior percentuale di rimbalzi difensiva ed è terzo per percentuale a rimbalzo.

Clarke, la scuola Gonzaga non mente

Tutte le cifre riguardanti i rookie sono calcolate tenendo conto dei giocatori che sono stati schierati in almeno 9 partite e per almeno 12 minuti a partita, dati che permettono un minimo riscontro statistico. Tornando alle statistiche avanzate e rimanendo sotto i tabelloni, il più efficiente a rimbalzo, risulta essere Brandon Clarke di Memphis (in testa anche in valori assoluti con 6.6 rimbalzi a partita). Clarke guida anche la classifica per “true shooting percentage” con il 66% e per stoppate (1.4 a gara) il tutto su più di 22 minuti a partita, a testimonianza di un ottimo inizio di stagione da parte dell’ex Gonzaga.

La coppia Nunn-Morant

Molto interessante il fatto che le statistiche confermino l’impressione avuta sul campo riguardante il buon inizio di Grant Williams a Boston e soprattutto di Kendrick Nunn a Miami (entrambi citati nelle nostre pagelle di inizio stagione).

Nel primo caso, la mobilità e la capacità di lettura del lungo ex Tennessee lo rendono ottimo per la difesa piena di cambi dei Celtics. Anche se non è un top scorer, in campo sa innescare bene i compagni, come dimostra il suo 1.83 nel rapporto assist/palle perse, che lo posiziona al primo posto tra i lunghi. Se invece parliamo di dinamicità e attacco al ferro, la prima parte della stagione è stata targata Nunn in coppia con Ja Morant. I due sono, per inciso, al primo posto per punti segnati a partita, rispettivamente con 16.6 e 17.8.

La PG di Memphis è primo per assist rate con un ottimo 33.1%, mentre Nunn è quinto col 16.5%. Nei punti da palle perse, invece, la PG di Miami è in testa a tutti (3.6, e non a caso è primo tra i rookie per rubate con 1.6 per gara) mentre Morant si piazza terzo (2.3).

Incredibilmente, l’ex giocatore di Murray State è primo sia per punti in contropiede (e questo deriva dalla sua velocità), ma anche primo per “punti in area” (10.7, staccando Paschall) a testimonianza della sua propensione ad attaccare il ferro e subire fallo, caratteristica nella quale è secondo solo a RJ Barrett.

Barrett e Garland, luci ed ombre

Ecco, in chiusura, vediamo come stanno andando i giocatori più attesi. Di Zion e Morant abbiamo già detto, Barrett a New York è quello che sta vedendo di più il campo e si sta assumendo maggiori responsabilità, ma questo fa sì che sia anche quello più nel mirino delle difese avversarie. Il risultato sono 35.3 minuti in campo (più di tutti gli altri giocatori al primo anno), ma evidentemente con più difficoltà. Restano agli atti 15.5 punti per gara, ma con un OffRtg di 98.2 (17esimo) e con il peggior Net Rating tra i rookie.

Chi sembra un po’ in difficoltà, tra i primi chiamati, è Darius Garland che sta avendo minuti a Cleveland (28.3 a partita), ma non sta performando in linea con le attese di una quinta chiamata assoluta. Sta tirando malino da 3 (26.7%) e sta facendo fatica in difesa. Si salva la voce statistica degli assist, dove con 3.9 si piazza dietro a Morant, con un assist rate da podio con il 19.2%.