Sono 26 le ragazze italiane che giocheranno in NCAA nella stagione 26-27, 26 percorsi anche molto diversi tra loro: chi affronta l’ultimo capitolo della sua carriera collegiale, chi cerca la consacrazione dopo una stagione di apprendistato e chi sbarca negli Stati Uniti con le incognite e l’entusiasmo della matricola. Tra chi ha scelto la continuità nonostante le difficoltà, chi ha cambiato strada sfruttando il transfer portal e chi arriva oltreoceano dopo essersi messa in mostra nei campionati nazionali e con le selezioni giovanili, vi portiamo alla scoperta delle giocatrici italiane della nuova stagione del college basket femminile.
Le senior: Villa, Blasigh, Di Stefano e DeChent
Le due figure di riferimento di questa spedizione sono Vittoria Blasigh ed Eleonora Villa. Entrambe sono all’ultimo anno di college, ma lo affrontano dopo aver preso due scelte diverse, dovute a esigenze e contesti differenti.
Dopo due stagioni a South Florida e il successivo passaggio a Miami, Vittoria Blasigh si trasferisce a Orlando per vestire la maglia di UCF. Frenata in maglia Hurricanes da un sistema offensivo sfavorevole e da un minutaggio ridotto, per il suo ultimo anno di college la guardia friulana ha scelto di rimettersi in gioco ritrovando coach Gabe Lazo – già conosciuto ai tempi di South Florida – e la garanzia di un ruolo centrale.
A consegnarle una marcia in più c’è l’estate con la Nazionale maggiore: protagonista ai Mondiali Femminili di Berlino– dove si è fatta notare soprattutto negli ottavi di finale contro l’Australia – Blasigh arriva al via della stagione collegiale rigenerata e pronta a riprendersi la scena.
Eleonora Villa ha scelto invece di rimanere a Washington State. Nel panorama attuale, dove il transfer portal ha reso quasi normale cambiare maglia ogni stagione, la sua è stata una decisione ponderata e per nulla scontata. La guardia brianzola arriva all’ultimo anno forte di una crescita individuale netta, pur in un contesto di squadra complesso chiuso con appena 9 vittorie e 25 sconfitte in WCC. Ma i numeri di Eleonora parlano di una giocatrice leader del suo gruppo: 16.5 punti di media in quasi 35 minuti sul parquet, con percentuali solide dal campo.
Il dato più interessante risiede però nell’evoluzione tecnica. Quella che in Italia era soprattutto una tiratrice concentrata sui movimenti senza palla ha iniziato a interpretare il ruolo di creatrice di gioco, gestendo palloni pesanti e assumendosi responsabilità inedite da vera veterana.

Da seguiere è anche Laura Di Stefano a Tulsa. Dopo i due anni a Salt Lake Community College e una prima stagione a Tulsa un po’ in sordina, la senior avrà più minuti in campo e spazio per far valere il suo valore.
Last but not least, Eva DeChent. L’ italo-americana, reduce da due stagioni a New Hampshire dopo il primo anno a Rhode Island. la scorsa stagione è stata inserita nel secondo quintetto della America East e ha chiuso la stagione con 18,1 punti, 5,5 rimbalzi, 1,9 recuperi e 2,1 assist di media, arrivando seconda nella conference per punti segnati. Ora passa a San Diego State da senior.
Sophomore e junior, la stagione delle conferme
Se le senior gestiscono l’ultimo tratto del loro percorso universitario, le ragazze appena più giovani affrontano una fase diversa, fatta di nuove responsabilità, obiettivi maggiori e ruoli in evoluzione.
Martina Fantini ne è un classico esempio. Reduce dalla March Madness con Arizona State e da un primo anno vissuto ai margini delle rotazioni, la sophomore ha scelto la continuità. Niente portal: l’obiettivo, nel suo secondo anno, è conquistare un ruolo più stabile.
Un percorso analogo a quello di Greta Ramon. Confermata a North Alabama dopo una prima stagione di inserimento, ora troverà un’alleata preziosa sotto i tabelloni: Emma D’Este. L’arrivo della lunga classe 2007, cresciuta alla Reyer Venezia e protagonista al Basketball Without Borders, rappresenta uno dei trasferimenti più intriganti tra le nuove matricole.
In questo blocco spicca anche la crescita di Candy Edokpaigbe. Dopo il positivo impatto iniziale a Seattle, la guardia napoletana ha vissuto una stagione di altissimo profilo a San Francisco, chiudendo con 17.9 punti di media che l’hanno catapultata nella top 50 delle best scorer della NCAA. La sfida, ora, non è più quella di mettersi in mostra, ma di confermarsi come punto di riferimento offensivo della squadra in una stagione chiave.
Completano il quadro delle conferme Anita Franchini a Texas A&M, Giorgia Gorini a Ball State e Fiamma Serra alle Hawaii, Emma Zuccon ad Albany e Valentina Penna a UC Santa Barbara, tutte chiamate a consolidare il proprio impatto.
Menzione speciale per Ludovica Sammartino, una delle giocatrici che arrivano negli Stati Uniti con la maggiore esperienza di basket senior. La lunga siciliana arriva da Sassari, dove nell’ultima stagione ha giocato anche in EuroCup, dopo aver costruito numeri importanti in Serie A2 con Moncalieri. La sua sfida sarà trasferire quella fisicità e quell’esperienza nella SEC.
Le rotte del Portal
Il transfer portal rappresenta l’ormai classica strada per trovare un sistema più adatto al proprio gioco.
Matilde Motta, per esempio, è una delle ragazze che ha deciso di cambiare in cerca di minuti e anche stabilità. Dopo una stagione a George Mason caratterizzata da pochissimo spazio sul campo, la giocatrice cresciuta a Costa Masnaga ha scelto di ripartire da McNeese. Non si tratta di cancellare il passato, ma di individuare un contesto in cui il lavoro quotidiano possa tradursi in minuti effettivi.
Caterina Piatti ha optato invece per una continuità basata sulle relazioni umane, seguendo coach Kelly Rae Finley nel passaggio da Florida a Virginia, inserendosi così in un altro contesto competitivo come quello dell’ACC.
Sempre attraverso il portal, ma con l’obiettivo di salire di livello, si è mossa anche Sofia Ceppellotti. Dopo un’annata da protagonista a North Alabama con 11.5 punti e 4.9 rimbalzi di media, Ceppellotti si sposta a Texas State per misurarsi con un programma dalle ambizioni più grandi nella difficile Big12.
L’impatto delle matricole, da Francesca Baldassarre alle nuove scommesse
Il capitolo delle matricole porta in dote l’energia e la curiosità del primo impatto americano. Su tutte, i riflettori sono inevitabilmente puntati su Francesca Baldassarre.
La guardia cresciuta cestisticamente a Battipaglia arriva a Virginia Tech dopo un anno vissuto su ritmi intensi: la maturità scolastica, l’impegno in A1 e la consacrazione estiva con la maglia azzurra agli Europei U18, chiusi da protagonista tra le migliori realizzatrici della competizione. A dispetto della giovanissima età, la pugliese classe 2008 porta in un programma di primissimo piano in ACC un’esperienza già consolidata.

Il plotone delle rookie azzurre annovera anche Olivia Ostoni a La Salle, nel prestigioso contesto delle storiche Big 5 della Pennsylvania; Laura Del Sole a Loyola Chicago e Gaia Castelli, talentuosa playmaker bolognese, a Northern Kentucky; Sveva Bernasconi vestirà invece la maglia di Davidson e Carlotta Cocuzza quella di Cal State Northridge.
Dall’A2 italiana passa al college Princess Amy Jakpa forte dell’esperienza anche in A1 con il Faenza: la sua destinazione sarà la UNC Greensboro nelle Southern Conference.
Il blocco di San Diego State si tinge ulteriormente di azzurro: ai già presentiTorresani e Vincini si aggiunge anche l’italo-americana Eva DeChent.
Infine Matilde Baron. Qui la parola freshman sarebbe fuorviante: la giocatrice vicentina arriva a NJIT come graduate student, dopo il proprio percorso universitario a Southern New Hampshire. Cambia quindi soprattutto il livello: dalla Division II alla Division I e alla America East.
Tra chi chiude il cerchio e chi lo apre per la prima volta, la mappa del basket femminile italiano in NCAA si conferma super interessante anche nella prossima stagione.


