Nel panorama sempre più globale della NCAA, Neoklis Avdalas rappresenta una delle figure più interessanti tra i prospetti europei approdati negli Stati Uniti negli ultimi anni. Guardia perimetrale di ben 205 centimetri per quasi 100 kg, il classe 2006 non è arrivato a Virginia Tech come semplice scommessa internazionale: cresciuto cestisticamente nel Panathinaikos, ha esordito non solo nel campionato greco ma anche in Eurolega a soli 15 anni per poi andare in prestito in club minori, disputando ovviamente tutti i campionati giovanili con la nazionale.
Nato sul mare del Peloponneso e cresciuto poi ad Atene, ha una comprensione del gioco ben superiore alla media dei coetanei e ha scelto l’anno scorso di ritirarsi dal draft e di utilizzare l’Ncaa come tappa fondamentale per completare il suo percorso di sviluppo, con l’obiettivo di arrivare pronto in NBA.
Seguendo le orme del padre
La pallacanestro non è solamente passione per “Neo”, fa parte del suo DNA e per questo bisogna ringraziare papà Dimitris, ala di 2 metri con un passato da pro all’Aris e lo Sporting. Cresciuto nella cittadina di Kalamata – a due ore e mezza di distanza dalla capitale – con il basket come attività quotidiana, Neoklis ha preso il pallone in mano sin da piccolissimo per non mollarlo mai più. Il padre è stato una figura centrale sia nell’approccio al gioco sia nella sua comprensione. In casa Avdalas il basket non era spettacolo, ma lavoro: studio degli spazi, rispetto dei ruoli, responsabilità individuale all’interno di un contesto collettivo.
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— EuroLeague (@EuroLeague) January 16, 2024
Un imprinting che oggi emerge nelle letture del 19enne, nel modo in cui accetta le consegne tattiche e nella sua capacità di muoversi all’interno di sistemi strutturati. Sin dalle giovanili, ha mostrato una predisposizione naturale per il controllo del ritmo e per la gestione del pallone. Non era il classico talento istintivo, ma un giocatore che cercava di capire il perché delle cose, di anticipare le situazioni piuttosto che subirle. La sua crescita non è stata lineare in termini di esplosività o dominio fisico, ma estremamente solida sul piano tecnico e cognitivo.
Adattarsi, crescere, prendersi responsabilità
L’approdo a Blacksburg, alla corte di coach Mike Young, rappresenta uno snodo cruciale nella sua carriera. La scelta della NCAA non è stata casuale, né tantomeno dettata esclusivamente da soldi o visibilità. Avdalas e il suo entourage hanno individuato negli Hokies un ambiente capace di valorizzare esterni intelligenti, versatili e disposti a lavorare all’interno di un sistema.
Il passaggio alla pallacanestro universitaria comporta sempre un periodo di adattamento, soprattutto per i giocatori europei: ritmi più elevati, maggiore atletismo, spaziature diverse e una fisicità costante sono elementi che mettono alla prova anche i prospetti più pronti. Avdalas, tuttavia, ha affrontato questa transizione con maturità, senza forzare il proprio gioco e senza cercare scorciatoie.
A Virginia Tech il suo ruolo si è definito progressivamente. Non è stato utilizzato come scorer primario, ma come esterno capace di dare ordine all’attacco, di leggere le difese e di muoversi con intelligenza on-ball e off-ball. La sua capacità di giocare pick and roll, di coinvolgere i lunghi e di punire le rotazioni difensive lo ha reso una pedina preziosa nel sistema di coach Young.
Uno degli aspetti da sottolineare è la crescita nella gestione dei contatti: contro difensori più fisici e aggressivi, Avdalas ha dovuto adattare il proprio gioco, migliorando l’uso del corpo, la protezione del pallone e la capacità di assorbire i colpi senza perdere equilibrio. Difensivamente, gli viene chiesta maggiore continuità e intensità. Neoklis non è un difensore élite per atletismo, ma compensa con posizionamento, letture e comunicazione; la sua versatilità gli consente di cambiare su più ruoli, specialmente sul perimetro.
Un pedigree acquisito in Grecia
Per poter diventare un nome rilevante nel panorama NCAA, Neoklis Avdalas si è formato in uno dei contesti più competitivi e selettivi d’Europa: il basket greco. Il suo percorso tra Panathinaikos, Karditsas e Peristeri è stato una crescita graduale, costruita attraverso esperienze diverse ma complementari. Il Panathinaikos ha rappresentato la base formativa. Inserito in un settore giovanile di altissimo livello, ha avuto accesso a strutture, allenatori e competizioni che hanno accelerato la sua maturazione. Non sono mancate le soddisfazioni personali come appunto il debutto in Eurolega o vincere il primo trofeo, la Supercoppa di Grecia nel 2021.

Tuttavia, sono state le esperienze al Karditsas e al Peristeri a farlo salire ancora di livello. Qui ha avuto l’opportunità di maturare e conquistarsi minuti importanti, fattori che lo hanno portato a una selezione per l’All-Star Game della Lega greca (2023), a diventare per due volte consecutive il miglior giovane del campionato (2024, 2025) e al più recente premio di ‘Most Improved Player‘ (2025). Queste tappe sono state fondamentali per costruirsi una sua identità e far crescere le sue doti da leader. Avdalas ha imparato ad accettare ruoli, a contribuire senza voler monopolizzare i possessi e a comprendere l’importanza delle piccole cose: un passaggio extra, una rotazione difensiva, una scelta corretta anche senza premio immediato.
Nessun soprannome, semplicemente “Neo”
Gli hanno chiesto se i nomignoli come ‘Matrix’ o ‘The Next Greek Freak’ gli andassero a genio – la student section degli Hokies lo ha più volte chiamato “Greek Luka” con chiaro riferimento a Doncic e “The Greek God of College Hoops” –, ma la sua risposta è stata semplice: “No, voglio essere semplicemente Neo”.
L’estate passata, coach Young ha temuto di non averlo a disposizione nonostante gli accordi presi con l’agente del ragazzo greco, Alex Saratsis. Il suo nome sembrava tra i più gettonati per una chiamata a fine secondo giro del draft ma poi il ragazzo si è convinto di poter puntare più in alto e che, con l’esperienza a Virginia Tech, le sue chance di primo giro sarebbero aumentate.
“Ero spaventato a morte dall’ipotesi che Neoklis lasciasse il suo nome tra i papabili per il Draft” ha dichiarato Mike Young, proseguendo con un lapidario commento sul suo roster: “Non ci sarebbe stato il modo di rimpiazzare ciò che lui avrebbe messo sul tavolo con il suo talento”
Gli Hokies non partecipano alla March Madness dal 2022 e hanno puntato forte sul ragazzo. Lui non sta deludendo le aspettative: in questi primi due mesi ha messo a referto 14.5 punti e 5 assist con 3.4 rimbalzi di media in circa 32.6 minuti di impiego a partita. In mezzo a questi numeri ci sono due gare con almeno 30 punti segnati – con un massimo di 33 contro Providence – che spiegano la sua crescita anche da un punto di vista realizzativo.
“La migliore opzione per me sarebbe stata quella di misurarmi con la pallacanestro collegiale” ha detto Avdalas in una recente intervista, aggiungendo come questa sia anche stata la miglior scelta della sua giovane carriera.
Neoklis non è un atleta élite, né un realizzatore istintivo, ma un giocatore estremamente funzionale per qualsiasi tipo di contesto. Legge bene le difese, sa quando attaccare il close out e quando rallentare il gioco. Il tiro è un aspetto in evoluzione: è affidabile sugli scarichi e in catch and shoot, mentre dal palleggio sta ancora cercando maggiore continuità, soprattutto contro difese fisiche. La meccanica è pulita e suggerisce margini di miglioramento concreti. Oltre allo stile di gioco, anche la struttura fisica permette al cestista ellenico di coprire più ruoli sul parquet, con un corpo che può ancora irrobustirsi; non è esplosivo, ma compensa con controllo e timing.
🇬🇷👀 Neoklis Avdalas is Greece’s next big thing and his game reminds us of someone… pic.twitter.com/18IrsAAmEr
— Eurohoops (@Eurohoopsnet) November 9, 2025
Non ci sono limiti nella testa di questo talentuoso 19enne, tutto si può raggiungere e tutto può migliorare con la passione e l’allenamento. Per non dimenticarsi mai quali siano i suoi obiettivi, “Neo” ha deciso di farsi tatuare due scritte che utilizza come mantra nella vita: “Non Desistas”, esortazione latina per “non mollare mai” e la parola giapponese “Ikigai” che rappresenta il concetto di “avere una ragione per cui svegliarsi al mattino”.
Per lui, la pallacanestro è un’ottima ragione.


