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Preseason Top 25, Parte 2 – dalla #16 alla #20

Autore: Riccardo De Angelis
Data: 1 Lug, 2022

Seconda tappa del viaggio nella nostra Preseason Top 25: si va da una possibile mina vagante nella SEC a una nobile della Big East alle prese con un rebuilding inaspettato. (Qui la prima parte del ranking con le squadre dalla #21 alla #25)

 

16. Tennessee

I Vols finiscono sempre per convincere a metà (se non proprio a deludere del tutto). Questo è il motivo principale per il quale non li trovate più in alto nella nostra Top 25, perché altrimenti, sulla carta, ci sarebbero diversi aspetti che indurrebbero a intravedere una squadra da Top 10. Il play Zakai Zeigler, già ottimo da freshman, pare un candidato perfetto a un vero e proprio breakout year. Santiago Vescovi e il 5-star Julian Phillips convincono come esterni titolari. Josiah-Jordan James e Oliver Nkamhoua dovrebbero formare un frontcourt duo solido, specie se il secondo dovesse compiere quella crescita che sembrava imminente ma che è stata interrotta da un infortunio a metà stagione. Versatilità, un pizzico di estro in regia e qualche possibile sorpresa dalla panchina.

 

San Diego State17. San Diego State

Formazione che da circa quindici anni è sinonimo di difesa forte. E quella dell’anno scorso ha mantenuto la tradizione piazzandosi seconda nell’intera Ncaa per Adj. Efficiency difensivo. Coach Brian Dutcher ritroverà diversi dei protagonisti della stagione passata – alcuni addirittura al quinto anno di eleggibilità – e almeno un arrivo dal portal che dovrebbe incrementare la qualità di un attacco che aveva lasciato un po’ a desiderare (soltanto #167 su KenPom). Darrion Trammell (17.3 punti con Seattle U) dovrebbe infatti dare una gran mano a Matt Bradley (16.9 punti di media) nel reparto esterni. Tanta esperienza, una retroguardia tosta e un po’ di talento in più: ingredienti in teoria sufficienti per essere strafavoriti nella Mountain West.

 

18. Dayton

Probabilmente non si parla abbastanza del gran lavoro fatto da coach Anthony Grant l’anno scorso, che ha sfiorato l’ottenimento di un at-large bid al Torneo con la formazione più giovane dell’intera Ncaa. Ora quella squadra torna in blocco e sarà presumibilmente più smaliziata. Due i pezzi pregiati da seguire con particolare attenzione: Malachi Smith (da non confondere con l’omonimo passato a Gonzaga) in regia e il possente DaRon Holmes sotto canestro, entrambi (e specie il secondo) capaci di essere All-Conference players. L’ala grande Toumani Camara ha mandato piccoli ma interessanti segnali d’evoluzione nel suo repertorio offensivo e dovrebbe continuare a essere un fattore in entrambe le metà campo. Intrigante l’aggiunta di Mike Sharavjamts, 4-star dalla Mongolia.

 

19. UConn

Coach Dan Hurley riparte da una presenza molto importante sotto canestro (e candidato d’obbligo al premio di POY nella Big East) come Adama Sanogo e può contare su due giocatori che sembrano sul punto di esplodere, Jordan Hawkins e Andre Jackson. Il reparto guardie è il grande punto interrogativo del roster, se non altro perché c’è stato molto viavai. Gli Huskies però, sulla carta, sembrano aver pescato bene sul mercato dei transfer e possono rivelarsi molto solidi fra gli esterni, con la giusta amalgama. Tristen Newton da East Carolina (17.7 punti e 5.0 assist l’anno scorso) sarà chiamato a prendere il reparto per mano, mentre Nahiem Alleyne (Virginia Tech), Joey Calcaterra (San Diego) e Hassan Diarra (Texas A&M) avranno il compito di mantenere alto il livello delle rotazioni.

 

20. Villanova

Ventuno anni di gestione Jay Wright sono giunti al termine in modo brusco, proiettando il programma verso un rebuilding inaspettato e che non potrà poggiarsi su veterani come Collin Gillespie e Jermaine Samuels, per non parlare dell’incognita Justin Moore (forse tornerà in campo a metà stagione, forse no) ad accorciare ulteriormente rotazioni che paiono risicate. Chiuso il capitolo cattive notizie, ecco le buone: i Cats hanno due matricole estremamente intriganti (Cam Whitmore e Mark Armstrong) e alcuni returning players capaci di compiere un salto di qualità da gregari a protagonisti. A guidarli ci sarà Kyle Neptune, discepolo di Wright che, da head coach esordiente, ha fatto molto bene l’anno scorso in una piazza complicata come Fordham. Nova non sarà dominante, ma può competere.

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