Quote by I primi due mesi dei giocatori italiani

C’è chi sembrava dover esplodere ma poi ha rallentato, chi mette i tiri della vittoria, chi gioca poco ma bene e chi tra infortuni e scelte vede poco il campo. Da Mussini a De Nicolao, ecco il borsino degli italiani nel college basketball dopo i primi due mesi.

Federico Mussini

St. John’s Red Storm (Big East, 8-10) – 15 GP, 20.1 MIN, 8.6 PTS, 2.0 REB, 0.8 AST

Anche quest’anno, St. John’s è alle prese con una stagione complicata: la non-conference season ha riservato alcune brutte sorprese come le sconfitte con squadre poco quotate come Delaware State e LIU Brooklyn, o quella nettissima patita al Madison Square Garden contro Penn State. Proprio dopo quest’ultima, però, i Red Storm hanno infilato tre belle vittorie consecutive, massacrando Syracuse a domicilio, rifilando un upset inaspettato ai danni di Butler e infine passando sul campo di DePaul. Dopo il buon inizio in Big East, ecco di nuovo le sconfitte, tutte molto nette (Creighton, Xavier e Georgetown) e che hanno evidenziato i grossi limiti difensivi della squadra.

In tutto questo, Federico Mussini non se la sta passando benissimo. Intorno alla prima metà di dicembre aveva vissuto il suo periodo migliore, viaggiando costantemente in doppia cifra in cinque incontri consecutivi (14.2 punti di media) e tirando con un discreto 48% dal campo (51.5% da tre). Un’infezione l’ha però tenuto lontano dal parquet proprio nelle tre vittorie menzionate. Al rientro, il Musso è apparso assai distante dai livelli visti un mese fa, mettendo insieme un magrissimo 4/16 dal campo nelle ultime tre partite. St. John’s sta facendo una gran fatica nel trovare interpreti offensivi validi al di fuori dei due mattatori del backcourt, Marcus LoVett e Shamorie Ponds: coach Mullin, ora più che mai, ha bisogno del Mussini migliore per poter risalire la china in una conference così difficile.

Quote by Italians of the Ncaa, two months in