Quote by Prospetti NBA, i 5 orfani di Zion Williamson

La post-season è appena iniziata, i tornei di conference sono “underway”, come direbbero dall’altra parte dell’oceano. I migliori giocatori dell’NCAA hanno le ultime possiblità di stupire qualche scout per guadagnarsi una chiamata al draft. La lotteria si prospetta interessante, con chiamate piene di talento e di “what if?”. Vediamo un po’ come si sono comportati nell’ultimo periodo questi giocatori, senza però parlare di Zion Williamson, fuori da cinque partite consecutive, 6 considerato quella dell’infortunio contro North Carolina.

Ja Morant, Murray State Racers

Con 24.6 punti, 10.0 assist e 5.5 rimbalzi, è una delle guardie più prolifiche dell’NCAA. I Racers non possono che dipendere completamente da un giocatore del genere. Non a caso, Morant ha giocato nelle ultime tre partite tutti e 40 i minuti, senza mai lasciare il parquet. Nella partita contro Belmont, ha segnato 36 punti, portando Murray State al titolo della Ohio Valley Conference e quindi alla Big Dance. Nelle due partite precedenti, non si è fatto mancare nulla, con prestazioni da 29 e 27 punti. La sua capacità di arrivare al ferro e di guadagnarsi tiri liberi è fenomenale, anche se dovrà lavorare ancora sul tiro da fuori. Le sue percentuali, ad ora, non sono ancora irresistibili (33% da tre punti).

RJ Barrett, Duke Blue Devils

Se c’è un giocatore di Duke che ha provato a salire in cattedra in assenza di Zion Williamson, quello è proprio RJ Barrett. Fin dalla partita contro Syracuse ha messo in chiaro che il leader unico ora è lui e ha messo insieme 30 punti e 7 assist al Carrier Dome per vincere una partita difficilissima. Contro North Carolina, invece, non è riuscito a rovinare la festa dei Tar Heels. La prestazione singola è buona, da 26 punti e 12 rimbalzi ma gli altri giocatori di Duke non trovano ritmo quando la palla la tiene in mano sempre e solo lui. Si attende quindi il ritorno di Zion perchè nelle ultime sei partite sono arrivate tre sconfitte, nonostante le ottime prestazioni del canadese, che in stagione mantiene medie altissime (23.4 punti, 7.5 rimbalzi, 4.2 assist).

Jarrett Culver, Texas Tech Red Raiders

Dopo la sconfitta con Duke, Texas Tech ha vinto dieci partite consecutive, il titolo della Big12 e punta ora a vincere il torneo di conference. Buona parte del merito della grande stagione dei Red Raiders è di Jarrett Culver, il giocatore più forte di questa squadra e più pronto a passare tra i professionisti. Ultimamente non ha sbagliato un colpo. Le sue partite sono sempre solide: nonostante le percentuali un po’ altalenanti, riesce sempre a trovare un modo per incidere sulla partita. Nell’ultima partita contro Iowa State è arrivata una prestazione fantastica da 31 punti con 4/8 da tre punti per agguantare il titolo di conference. Per ‘colpa’ dei fenomeni di Duke, al draft potrebbe scalare di qualche posizione, ma gli scout sono molto attenti e un giocatore come lui sicuramente verrà scelto in alto.

Romeo Langford, Indiana Hoosiers

La guardia di Indiana è sempre molto osservata dagli scout perchè la sua stagione non ha detto chiaramente che tipo di giocatore sia. Dopo una partita incredibile contro Wisconsin, vinta con il doppio overtime, in cui ha segnato 22 punti e preso 7 rimbalzi, ha avuto diverse difficoltà nelle due partite successive. Il suo 28% dal campo contro Michigan State non ha impedito agli Hoosiers di vincere per un punto, mentre nella partita successiva, blowout contro Illinois, ha segnato solo 10 punti. L’ultima partita della stagione, anch’essa vinta per un’Indiana in striscia, porta anche la sua firma, con 20 punti e 6 rimbalzi. Queste quattro partite rappresentano a pieno la sua stagione: troppo spesso incostante, non trova mai continuità in positivo. Si tratta di un giocatore ancora acerbo, che non ha capito la propria dimensione, perchè se dal midrange e al ferro sa giocare, senza palla e difensivamente ha lacune spaventose.

Nassir Little, North Carolina Tar Heels

Forse il freshman più deludente tra quelli dai quali ci si aspettava una stagione fenomenale. Ciononostante, ha fatto vedere lampi di talento, così come era abituato a fare all’High School. Probabilmente non ha fatto abbastanza per guadagnarsi una scelta Top 5, come ci si sarebbe aspettato durante il suo recruiting, ma potrebbe tranquillamente finire ancora in lotteria. Non va oltre i 10 punti di media, con Roy Williams che, viste le difficoltà ad inserirsi nel sistema ha sempre preferito farlo uscire dalla panchina, così da portare più energia al secondo quintetto. Ovviamente quando la squadra corre sulle ali dell’entusiasmo è un giocatore inarrestabile. Per i restanti 30 minuti di partita, però, non comunica bene con i compagni in difesa e ha problemi di letture in attacco. Qualcuno spenderà una scelta per un fisico del genere, ma sicuramente ci sarà da lavorare tantissimo.