Quote by Rivoluzione Dante, Oregon vuole la Pac 12

È bastata una lettera del 13 agosto scorso pubblicata su The Players’ Tribune da N’Faly Dante a cambiare obiettivi e prospettive di un’intera stagione per Oregon. Non una lettera qualsiasi ma una lettera d’intenti, dedicata alla madre, con la quale il centrone, proveniente dal Mali, annunciava non solo la sua decisione di riclassificarsi per la class del 2019 ma la scelta di giocare proprio per i Ducks.

“A place where I will get a strong education and that has a family atmosphere”. Educazione e famiglia: due valori fondamentali per Dante e che ben riflettono l’enorme lavoro fatto da coach Dana Altman, capace di trasformare Oregon nel programma più ambito della Pac-12 a discapito di college dal sangue blu come Arizona e UCLA. A Eugene si ritrovano, così, per il terzo anno consecutivo, nella Top 5 delle migliori recruiting class della nazione, la seconda all-time nella storia dell’ateneo.

Il cambiamento di scenario è stato drastico, se si pensa alla situazione in casa Ducks ad aprile, quando coach Altman ha visto disintegrarsi il nucleo protagonista dell’incredibile cavalcata con il seed #12 fino alle Sweet 16, tra chi ha scelto di dichiararsi al Draft (Bol Bol, Louis King, Kenny Wooten), senior alla fine del proprio ciclo di studi (Ehab Amin, Paul White) e transfer (Miles Norris, Victor Bailey Jr).

Dante, 29° prospetto nella ESPN 100, con il suo fisico (211 cm per 100 kg), atletismo e apertura alare (226 cm) porta una nuova dimensione al gioco di Oregon, la quale potrà contare su una vera e propria ancora di salvezza nella difesa del ferro. Una macchina da doppia-doppia, capace di candidarsi già da matricola a Defensive Player of the Year nella conference. In attacco è un diamante grezzo, ma non sorprendetevi di vederlo presto in cima ai vari Mock Draft.

 

Altman si è confermato ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, uno dei migliori coach in circolazione. Ha allestito un roster equilibrato, saggiamente bilanciato tra backcourt e frontcourt, che farà proprio del gioco dentro-fuori (insieme alla solita temibile difesa a zona) la sua principale arma.

Leader e regista dei Ducks sarà ancora una volta il play Payton Pritchard, uno dei principali candidati a National Player of the Year e chiamato alla definitiva consacrazione nel suo anno da senior. Nella scorsa stagione è stato lui l’ago della bilancia dei Ducks che, dopo un inizio orrendo, hanno cambiato marcia proprio quando Pritchard ha alzato il livello del suo gioco, guidando i suoi ad un’inaspettata vittoria nel Torneo della Pac-12. Una prova? Basta guardare il grafico qui sotto.

Se Pritchard sarà il go-to-guy di Oregon altrettanta importanza avranno i suoi due nuovi compagni di reparto, i transfer Anthony Mathis e Chris Duarte. Il primo, già compagno di Pritchard ai tempi dell’High School, è un vero e proprio cecchino che ha chiuso la scorsa stagione a New Mexico con 14.4 punti di media ma, soprattutto, il 41.6% da tre (su otto tentativi a partita). Duarte è, invece, il grande colpo tra i JUCO transfer in NCAA. L’attuale NJCAA Player of the Year è una combo-guard capace di essere letale da qualsiasi zona del campo, ha punti nelle mani, mira (40% da tre) e visione di gioco. Altman conterà sui due non solo per le loro qualità da scorer ma anche per la capacità di togliere pressione a Pritchard in sede di playmaking.

 

Sempre nel backcourt, Will Richardson dovrà trasformare gli sprazzi di talento mostrati da matricola in un contributo più continuo. Si candida a sesto uomo dei Ducks il play incaricato di dirigere la second unit di Oregon, che potrà contare sul talento cristallino di C.J. Walker, ala piccola dall’atletismo straripante e prospetto numero 23 della ESPN 100. Lo vedrete spesso nella Top 10 di SportsCenter e potrebbe scalare facilmente le rotazioni di Altman, puntando dritto al prossimo Draft. Occhio anche al freshman Addison Patterson: guardia canadese che ha nel tiro e nella determinazione i suoi punti di forza e che ha già dichiarato di voler seguire le orme di un suo compatriota abbastanza conosciuto a Eugene, tale Dillon Brooks.

 

Freshmen e transfer, transfer e freshmen: la ricetta vincente di Oregon è sempre quella. A ricoprire lo spot di PF titolare ci sarà infatti l’ex UNLV Shakur Juiston. L’ex JUCO POY del 2017 ha chiuso la sua unica stagione completa in Nevada (se si escludono le sole otto partite dello scorso anno dovute a un infortunio) nel 2017-18 in doppia-doppia di media (14.6 punti, 10 rimbalzi). Porta energia e intensità sotto i tabelloni, tanto in attacco quanto in difesa. A completare il frontcourt, in uscita dalla panchina ci saranno il fisico e le doti da rim protector del sophomore Francis Okoro (possibile sorpresa dell’anno nella Pac-12) e la gioventù di due matricole dal grande potenziale (soprattutto difensivo) come Chandler Lawson e Lok Wur.

 

Fisico e talento, il giusto mix tra giovani e veterani, guidati da un leader come Payton Pritchard e allenati da uno dei migliori (e ancora troppo sottovaluto) coach di college: le premesse per una stagione da protagonisti ci sono. Che non rimangano solo intenti, come quella lettera di Dante con la quale potrebbe rivoluzionare il destino di Oregon.