Quote by Kansas nel mirino della Ncaa

L’unica incertezza a questo punto è che tipo di sanzione verrà inflitta ma, dopo settimane di indiscrezioni (che peraltro avevano già anticipato l’arrivo di cattive notizie), lunedì 23 settembre Kansas è stata ufficialmente giudicata colpevole dalla Ncaa. L’accusa è la violazione di regole, molte delle quali riguardanti i reclutamenti. Presto, quindi, arriverà la punizione da parte dell’associazione collegiale.

A Kansas si contestano la “mancanza di controlli” mentre a coach Bill Self la “violazione delle regole dell’head coaching” (che sostanzialmente prevedono la supervisione delle attività, una sorta di “responsabilità oggettiva”). La comunicazione della Ncaa in ogni caso contiene 5 violazioni di Livello 1 (le più serie) e altre due di Livello 2, ma legate al programma di football.

Kansas adesso avrà 60 giorni per rispondere alla Ncaa e ha già annunciato che si difenderà, anche se tutti gli ultimi casi simili che hanno riguardato il confronto tra associazione e università ha poi portato a delle sanzioni.

Bill Self si difende

”È chiaro che la Ncaa sta vivendo sotto pressione per dare un segnale dopo le inchieste che hanno coinvolto il mondo del college basketball. Ma nel tentativo di riprendere il controllo della situazione ha però creato una falsa narrativa su me e sul programma”, ha commentato coach Self. “Una narrativa – ha proseguito – basata su deduzioni, mezze verità e interpretazioni scorrette. Continuerò a difendere il mio operato e quello di Kansas, ma rispetterò in ogni caso le decisioni della Ncaa”. L’università a sua volta ha difeso le scelte e il lavoro dell’allenatore, definendo “inutilmente aggressiva” la risposta dell’Ncaa alle pressioni ricevute dopo le inchieste dell’anno scorso con una Notice of allegations (Noa, l’atto formale di accusa che viene comunicato ai college) “infondata che verrà duramente contestata”.

Bill Self e Silvio De Sousa

Bill Self e Silvio De Sousa

La “tangente” per De Sousa

Tutto è nato dall’inchiesta della Fbi che ha svelato una serie di accordi e pagamenti illegali tra un manager di Adidas e alcune università. L’obiettivo era favorire il reclutamento di giocatori. Nel corso del processo, in un dibattimento in aula di ottobre, un rappresentante dell’imputato James Gatto (il manager Adidas maggiormente coinvolto) ha dichiarato che Kansas avrebbe pagato 20.000 dollari per il reclutamento di Silvio De Sousa, lungo dei Jayhawks in teoria ancora a roster ma che al momento è stato sospeso dalla Ncaa, e circa 90mila dollari alla madre di Billy Preston, la cui carriera collegiale di fatto non è mai iniziata visto che è stato subito allontanato da Lawrence per violazioni disciplinari.

In più, in uno scambio di messaggi che sono stati intercettati, risalenti al settembre 2017, Self scriveva al consulente Adidas TJ Gassnola (anche lui imputato al processo) congratulandosi per l’estensione del contratto tra Kansas e Adidas (14 anni per 196 milioni di dollari) che sarebbe stata firmata 3 giorni dopo e in risposta Gassnola mandava un messaggio ambiguo all’allenatore sui vantaggi che ne avrebbe tratto il college.

Le accuse mosse nella Noa sono molto serie, anche se la giustizia dell’Ncaa è tutt’altro che lineare e tutto può succedere. Le possibili pene per Kansas possono essere le più varie, dal post-season ban  alla perdita di scholarship ma, nel caso verrà giudicata colpevole, sarebbe il college più prestigioso colpito dalle conseguenze dell’inchiesta dell’Fbi.