Quote by Seton Hall, passi avanti oltre a Powell

Nella Big East è ormai troppo tardi per sperare di vedere una vera e propria terza forza accanto a Villanova e Marquette. Eppure qualcosa si muove: nel weekend, St. John’s ha sorpreso proprio i Wildcats con un secondo tempo impressionante e, per la prima volta dopo tre settimane, ci sono più di due squadre con un bilancio vinte-perse pari o superiore a .500.

I Johnnies non sono soli però: al loro fianco con record 7-6 c’è una Seton Hall che ha vinto quattro delle ultime cinque partite (e l’unica sconfitta è arrivata per appena due punti sul campo di Butler).

La stagione super di Myles Powell

Giusto i trentelli di Markus Howard e le prove dominanti di Shamorie Ponds potevano adombrare quel che Myles Powell sta facendo quest’anno. Secondo miglior marcatore della conference, 21.9 punti di media in stagione, aggiunge anche 2.5 assist e 2.0 recuperi a partita: c’è ben poco che il junior dei Pirates non sappia fare sul parquet, specialmente nella metà campo offensiva.

Cuore grande – a detta dei compagni – sorriso smagliante, quasi da bambino, ma anche tanta cattiveria agonistica: Powell è un tiratore pericolosissimo che incanta per la facilità e la rapidità con la quale mette i piedi a posto in uscita dai blocchi. Le sue percentuali da tre (35.7%) non rendono giustizia al suo talento: se sono in ribasso rispetto all’anno scorso, è semplicemente perché Seton Hall ha faticato nel proporre giocatori che potessero alleggerire il peso della pressione difensiva su di lui.

Fisicamente è più che adatto ai rigori della Big East (ma può crescere ancora molto) e sa come destreggiarsi nell’area avversaria: letture ed equilibrio sono invidiabili e infatti si traducono in un gran bel 61.9% nelle conclusioni al ferro.

 

In cerca di una spalla affidabile

Al di là dell’ottimo Powell, le vittorie arrivate in settimana contro Georgetown e Creighton possono indurre un po’ di ottimismo circa la qualità offensiva dei Pirates. Certo, le difese delle due avversarie in questione non sono proprio fra le migliori della conference, ma Seton Hall ha mostrato buona fluidità, alcuni buoni spunti off-the-ball e un controllo del pallone – suo grande tallone d’Achille – nettamente migliore rispetto ad altre occasioni. La questione principale rimane sempre la stessa: chi può indossare seriamente le vesti di secondo violino?

Molto probabilmente l’alternativa a Myles… è un altro Myles. Ovvero Myles Cale. Il sophomore viaggia a quota 10.1 punti a partita e nelle ultime due uscite ha messo a segno rispettivamente 17 e 20 punti. Pericoloso in campo aperto, contro la difesa schierata è bravo nel punire i close out e non mostra titubanza nell’attaccare il canestro. A ciò aggiungete la specialità della casa, cioè delle percentuali dall’arco ottime (38.9%), le migliori all’interno della squadra. Durante l’ultimo mese circa si è mostrato più efficiente al tiro ed affidabile col pallone in mano. Deve continuare così.

 

Mamu può dare la svolta

Generalmente meno considerato rispetto ad altri compagni di squadra, Sandro Mamukelashvili (8.8 punti e 7.3 rimbalzi di media) ha avuto diverse ottime giornate quest’anno, pur nel mezzo di parecchi alti e bassi. C’è una cosa che non sembra essere mai puntualizzata ma che occorre tenere a mente per capire l’ex Biella e Montverde: sebbene sia alto 2.08 metri, Mamu non è un 5 (sicuramente non nel senso classico) e adattarsi all’assetto di Seton Hall richiede molto sacrificio da parte sua.

Ciò lo si vede soprattutto in fase difensiva: è sostanzialmente migliorato rispetto alle primissime uscite di quest’annata e non fa mancare quasi mai la sua quota-stoppate (1.4 di media) ma le sbavature persistono e talvolta fa molta fatica contro i lunghi avversari.

In attacco però la sua mobilità può essere molto preziosa e il georgiano potrebbe finire per rappresentare un punto di svolta per la squadra se riuscisse a trovare più continuità dall’arco (36.2% in stagione) e, quindi, allargare il campo in maniera costante in favore delle scorribande delle guardie. Il 6 su 9 collezionato nella scorsa settimana fa ben sperare.