Quote by Smart anno terzo, Texas ci riprova

Dopo due anni in Texas, il lavoro di Shaka Smart è ancora nella fase embrionale. Ci si aspettava molto dal suo passaggio ai Longhorns nel 2015 ma la seconda stagione è stata anche peggio della prima, e sì che aveva a disposizione un roster certamente giovane, ma completamente reclutato da lui: 11 vittorie in tutto, solo 4 (e ultimo posto) nella Big 12 e molti punti interrogativi su tutto il programma.

Per dare due numeri, la difesa di Texas è la 21/a della nazione secondo kenpom, ma è 193esima per palle perse forzate, il che stride parecchio con il marchio di fabbrica della sua VCU che è stata per anni la prima per distacco in questa speciale classifica. Il grande problema di questa squadra è stato un attacco composto da tanti giocatori ipercinetici e super atletici, ma a cui è mancato un playmaker, oltre a una buona dose di tiro da tre punti: per capirci, la loro percentuale al tiro dalla lunga distanza è stata la 346/a su 351 squadre della Division I.

Ma il clima intorno a Smart non è dei peggiori, e ora vediamo il perchè.

I nuovi

Diciamo che se coach Smart stesse giocando un partita di poker, ora sarebbe rimasto con poche fiches ma con una buona sequenza di carte in mano. Lo starting five è stato migliorato con tre innesti ed è di gran lunga più equilibrato rispetto allo scorso anno. La chiave di questa svolta è stato l’arrivo del play Matt Coleman, recruit quattro stelle soffiato a Duke, che sembra fatto su misura per entrare nel sistema Smart. Sa tirare, sa gestire un attacco anche ad alti ritmi, è un buon difensore sulla palla e, soprattutto, ha un ottimo tempismo nel rubare i palloni.

Mohamed Bamba (Texas)

Mohamed Bamba (Texas)

L’innesto più importante e clamoroso è quello di Mohamed Bamba, numero 3 della top 100 di Espn. Nell’ultimo periodo, i tifosi di Texas sono rimasti con il fiato sospeso per una bizzarra storia americana: il fratellastro di Bamba, Ibrahim Johnson, ha postato un video su Facebook assicurando che Bamba non avrebbe giocato quest’anno perchè ineleggibile a causa di soldi e vari benefit ricevuti da Greer Love, che sarebbe poi il classico ‘mentore’ o tutor che si occupa di ragazzi in difficoltà con un programma chiamato “Locke’s Lions”. Love avrebbe convinto Bamba ad andare in Texas a suon di ‘regali’ ma il board della Ncaa, dopo una settimana di colloqui e ricerche, ha deciso di non prendere provvedimenti poiché la conoscenza tra Love e Bamba risale a molti anni fa e non è stata decisiva per il suo arrivo ai Longhorns.

Fatto sta che ora Smart potrà avere un Bamba senza distrazioni e, soprattutto, potrà avere un giocatore con un fisico Nba-Ready, potenzialmente una versione migliore, più intelligente e più costante di Jarret Allen. Ne parleremo più a fondo in un articolo a lui dedicato, perchè è non solo uno dei giocatori ma anche una delle teste pensanti più interessanti della prossima stagione di college basketball. L’ultima faccia nuova in quintetto è quella di Dylan Osetkowski, ex lungo di Tulane, che dovrebbe essere il più pronto poiché proviene da un anno passato già alle dipendenze di Smart, pur non avendo giocato. Jericho Sims e Royce Hamm sono gli altri due lunghi reclutati da Smart che partiranno sicuramente dalla panchina.

E i vecchi

Se le perdite di Allen e di Shaquille Cleare sono state tamponate dal recruiting, la perdita di Tevin Mack in direzione Alabama sembra disastrosa, dato che era il miglior scorer e l’unico tiratore decente e continuo che i Longhorns avevano in squadra. Il miglior realizzatore rimasto, che probabilmente partirà anche in quintetto, è Andrew Jones, 32% dall’arco per lui, che dopo aver fatto un giro alla Combine Nba, ha saggiamente deciso di giocare il suo anno da sophomore. Come tutti, lo scorso anno ha giocato sotto il par, ma può fare giocate come questa.

 

L’ultimo spot da titolare sarà conteso da Kerwin Roach e Eric Davis Jr entrambi pessimi tiratori, entrambi molto atletici e buoni difensori. Il favorito sembra Davis che ha un gestione migliore della palla e potrebbe dare un tocco di playmaking in più, mentre Roach ha una straordinaria elevazione che lo esalta in transizione, assieme alla facilità nel superare il difensore con un primo passo fulmineo. Contro una difesa che collassa in area si vede però la bassa qualità delle sue letture che lo fa partire decisamente indietro in questa corsa. Dalla panchina si alzeranno Jacob Young, altro esterno iperattivo con un pessimo tiro, i due freshmen di cui sopra e James Banks, centro di riserva

La squadra sembra decisamente migliorata rispetto agli scorsi anni e l’approdo di Bamba ha già attirato l’attenzione di tutti i media nazionali. La squadra sembra un po’ corta nel reparto esterni e potrebbe finire in debito d’ossigeno verso febbraio/marzo, ma con Coleman, Bamba e l’esplosione di uno dei tanti atletici esterni, i Longhorns potrebbero tornare in carreggiata velocemente. Soprattutto se si vedrà finalmente il tocco di Shaka Smart.