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Talento a Nova, dita incrociate a St. John’s

Autore: Riccardo De Angelis
Data: 14 Set, 2018

I roster della Big East presentano un gran numero di volti nuovi quest’anno, ma quali sono i giocatori che rappresentano le novità migliori, quelli capaci di avere maggior impatto? Ve li presentiamo qui, suddivisi in due Top 5, una per i freshmen e una per i transfer eleggibili.

 

TOP 5 FRESHMEN

1. Jahvon Quinerly – Villanova

Non solo la recluta più forte della Big East, ma anche una delle più importanti in DI fra le guardie. Quinerly è una PG con fisico (1.85 d’altezza) e atletismo non impressionanti, se considerati attraverso i parametri da top prospect ma, a parte ciò, non è affatto a corto di armi. Giocatore con intelligenza e feel for the game che sa esprimere in entrambe le metà campo, può mettere in croce i difensori sia col jumper che scherzandoli dal palleggio. Quella lasciata da Jalen Brunson è un’eredità pesantissima che non molti sarebbero in grado di reggere: Quinerly sembra proprio essere fra quei pochi.

 

2. Cole Swider – Villanova

Benché la recruiting class di Nova sia piena zeppa di talento, non abbiamo dubbi nel preferire il ragazzo del Rhode Island ad altri compagni. Perfettamente capace di dividersi fra gli spot 3 e 4, Swider difficilmente sarà un fattore in difesa, ma è un tiratore micidiale – per alcuni, addirittura il migliore in assoluto dell’intera classe 2018 – che avrà minuti importanti (probabilmente partendo dalla panchina) in una rotazione a 8-9 giocatori.

3. David Duke – Providence

Anche nel caso di Providence, siamo di fronte a una recruiting class forte e profonda, pur stando, qui, un paio di gradini sotto in quanto a qualità rispetto a quella di Nova. Fra le matricole di Friartown, David Duke fa la parte del leone. Alto 1.95, la combo guard dovrebbe avere minuti da titolare e parecchi possessi a disposizione, mettendo al servizio dei Friars la sua visione di gioco, le sue accelerate e un alto tasso di atletismo. Il tiro in sospensione è da costruire, ma potrà fare malissimo con le sue zingarate in area, non solo in transizione ma anche a difesa schierata, a patto che ci sia qualcuno che si occupi di allargare il campo.

 

4. AJ Reeves – Providence

La Providence della scorsa stagione era disperatamente priva di pericolosità perimetrale e Reeves è uno di quei volti nuovi che potrebbe cambiare qualche carta in tavola. Compagno di Duke in AAU, la guardia/ala porta in dote un ottimo range di tiro, capacità nel creare le proprie conclusioni e un potenziale fisico da giocatore d’élite, assolutamente perfetto per il tasso d’atletismo richiesto da coach Ed Cooley nella metà campo difensiva. Partirà dalla panchina e il suo impatto sarà cruciale per stabilire quanto effettivamente questi Friars potranno essere pericolosi e profondi.

5. James Akinjo – Georgetown

Ci dispiace lasciare fuori Mac McClung (sicuramente una gran highlight machine, forse anche qualcosa di più), ma preferiamo virare sul suo compagno a Georgetown per riempire l’ultimo gradino di questa Top 5. Point Guard che supera di poco l’1.80 d’altezza, il californiano avrà in mano le chiavi degli Hoyas e promette di avere impatto sin da subito, vista la sua bravura nel riconoscere e sfruttare situazioni di gioco offensive sia come finalizzatore che come suggeritore. Occhio ai suoi repentini cambi di passo e alla capacità di concludere con una certa scioltezza anche con la mano debole.

 

TOP 5 TRANSFER

1. Mustapha Heron – St. John’s

Ecco, fate conto che accanto al nome di Heron ci sia un gran bel asterisco, perché ancor oggi non si sa se l’ex stella di Auburn sarà o meno eleggibile. Le speranze dei Johnnies di completare finalmente una stagione vincente nell’era Mullin sono in gran parte legate a lui: se abile e arruolabile, Heron andrebbe a formare un terzetto di esterni devastante per repertorio offensivo e potenza di fuoco, assieme a Shamorie Ponds e Justin Simon – per non parlare dei punti che Mikey Dixon, transfer da Quinnipiac, potrebbe portare dalla panchina. Dita incrociatissime nel Queens.

 

2. Taurean Thompson – Seton Hall

L’ex Syracuse torna sul parquet dopo un anno seduto a bordo campo (come da regolamento) e dovrà rimpiazzare Angel Delgado sotto i tabelloni. Compito affatto facile, se pensiamo all’impatto enorme avuto dal suo predecessore. Thompson dovrà dimostrare di essere un rimbalzista e rim protector affidabile: quel che è certo però, è che porterà molta pericolosità in area nella metà campo offensiva e un gioco dal mid range assolutamente sviluppato. Se poi dovesse anche espandere il repertorio fino alla linea da tre, saranno dolori per tutti.

3. Joe Cremo – Villanova

La guardia in uscita da Albany è stato uno dei grad transfer più corteggiati dell’estate. Efficienza al tiro devastante (45.8% da tre l’anno scorso), Cremo può garantire molti punti in pochi minuti come primo cambio delle guardie, con un tipo d’impatto che forse non sarà poi così distante da quello avuto dal sesto uomo DiVincenzo, pur non appartenendo allo stesso livello come “prospetto”. Da non sottovalutare le doti di passatore e la capacità di destreggiarsi in post basso, cosa peraltro assai gradita a Villanova, che l’anno scorso ha beneficiato enormemente dalle iniziative di Brunson in quella zona del campo.

 

4. Ryan Welage – Xavier

Uno stretch-four alto 2.06 e che tira da tre col 42.9%, non di rado da distanza NBA: Welage è di gran lunga la novità più intrigante nel roster dei Musketeers. Il grad transfer da San José State è una sentenza quando servito coi piedi per terra, ma non bisogna sottovalutare la sua abilità nel creare soluzioni personali dal palleggio in situazioni d’emergenza e persino come ball handler dal pick and roll. Tanti auguri a chi dovrà difendere su di lui.

5. Jordan Tucker – Butler

Visto lo spazio quasi nullo, Tucker se n’era andato via da Duke a gambe filate nel bel mezzo del suo anno da freshman e dovrebbe trovare ora un ambiente molto più congeniale per esprimere il proprio talento. Eleggibile da metà dicembre, è un’ala di 2.01 impiegabile sia da 3 che da 4 ed è famoso in primis per le sue abilità di tiratore, anche se non sembrano mancare buone qualità di passatore. Il suo impatto immediato non è assicurato, ma non mancano i motivi per seguirlo con molto interesse.

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