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Colossi e unicorni nella Atlantic 10

Autore: Paolo Mutarelli
Data: 17 Set, 2018

Probabilmente siamo ancora lontani dai fasti del 2014, quando l’Atlantic 10 ha portato ben sei squadre al torneo Ncaa (record per la conference), ma qualcosa si sta muovendo e la A-10 sta tornando ad essere una delle più interessanti tra le non Power 5. Nonostante sia stata saccheggiata di tutti i suoi migliori allenatori, ultimo della lista Dan Hurley, quasi tutti gli atenei hanno messo a segno buoni reclutamenti e hanno dato battaglia per dei transfer molto talentuosi.

Duquesne, dopo aver sorpreso lo scorso anno, ha portato ben undici facce nuove (di cui cinque sopra i 201 cm) tra freshman e transfer. Tra i più interessanti troviamo Dylan Swingle, un orso ballerino che sfiora i 7 piedi, sottovalutato in sede di recruiting. Nonostante il fisico massiccio (136 kg al momento della firma), ha un’agilità fuori dal comune, grazie a una mobilità eccellente, e ha una mano morbida che gli consente di trovare facilmente il canestro. Ha viaggiato nell’anno da senior a 26 punti e 13 rimbalzi di media ed è stato il primo commitment di Keith Dambrot, coach di Duquesne che al primo anno in Atlantic 10 ha portato i Dukes ad un sorprendente record di 16-16.

Dylan Swingle, al centro, al momento della scelta per Duquesne

Tra i trasnfer da segnalare c’è invece Frankie Hugues, guardia tiratrice proveniente da Missouri. Ama tirare, ma sta ancora litigando con la selezione di tiro (nell’anno da freshman ai Tigers ha viaggiato con il 27% con sei tentativi a partita), ma ha una buona stazza e, secondo Dambrot, che lo seguiva fin dai tempi di Akron, ha ampi margini di miglioramento da sviluppare nei restanti tre anni.

Un altro team che ha sviluppato il binomio freshmen-transfer è la favorita Saint Louis di Travis Ford che ha costruito il futuro, portando ben cinque freshmen di livello, e poi ha calato il poker, aggiudicandosi uno dei graduate transfer più ambiti sulla piazza, Tramaine Isabell, al terzo college in carriera, dopo Missouri e Draxel. Ford ha battuto la concorrenza di università del calibro di Louisville e Georgia e probabilmente farà di Isabell il fulcro dell’attacco dei Billikens.

Rimanendo alle favorite, Bob McKillop porta a Davidson una nuova infornata di europei, tra cui l’intrigante ala britannica Nelson Boachie-Yiadom, trascinatore due anni fa nella cavalcata fino alla finale nell’Europeo Under 18 Division B. Il suo arrivo darà profondità al reparto lunghi, donando atletismo, intelligenza tattica e difesa. Se riuscirà ad aggiungere qualche chilo di muscoli al proprio fisico, diventerà il prossimo capolavoro di McKillop.

Restando in tema Ali interessanti, Massachusetts, per consolidare il suo status di sleeper, si è aggiudicata Samba Diallo. Il senegalese sarà un incubo per tutti i difensori perché unisce un fisico scultoreo a doti da ball handler degne di una point guard, e ci si aspetta contribuirà a rendere l’attacco dei minuteman scoppiettante.

Il grande ciclo di Rhode Island sembra ormai volgere al termine, con l’addio di Hurley e di cinque dei migliori sei realizzatori, più il nostro Nikola Akele. David Cox ripartirà però dal centro Jermaine Harris, 4 star e top 100 Espn. Ancora da capire se potrà partire vicino a Cyril Langevine o dietro, ma avrà molti minuti grazie alla sua capacità di giocare sia internamente che sul perimetro.

Obadiah Toppin, invece, sembra già a suo agio con talenti stellari del calbiro di C.J McCollum e Carmelo Anthony. Infatti, il redshirt freshman di Dayton ha mostrato le sue capacità da unicorno in un pickup game con le stelle Nba. Complice una crescita improvvisa negli ultimi due anni che lo ha portato da 1,90 a 2,10, Toppin unisce capacità dal palleggio e letture da guardia in un corpo da centro.

Infine, una menzione per George Mason, dove giocherò il transfer da Virginia Jared Reuter che grazie al suo corpaccione da centro sottodimensionato, potrà chiamare raddoppi e attenzioni per liberare spazio al talentuoso Otis Livigston II.

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