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U19, Team USA alla conquista del mondo

Autore: Riccardo De Angelis
Data: 1 Lug, 2017

Quando gli Stati Uniti del basket partecipano a una competizione internazionale – maschile o femminile, senior o under – una cosa è sicura: si presentano da favoriti assoluti e solo andando fino in fondo possono dire di aver assolto al proprio dovere.

La squadra messa insieme da John Calipari per i Mondiali U19 (Il Cairo, 1-9 Luglio) ha già mandato segnali decisi riguardo le proprie intenzioni durante i due scrimmage disputati in questa settimana, prima superando nettamente la Lituania (89-66) con un secondo tempo da schiacciasassi e poi battendo per 82-60 la Francia (campione d’Europa U18 in carica ma orfana di Frank Ntilikina) dopo aver chiuso virtualmente i conti già alla fine dei primi venti minuti.

Questa versione di Team USA è un misto di giocatori che nella prossima stagione saranno sophomore o freshman al college oppure all’ultimo anno di high school. Presumibilmente ci sarà spazio un po’ per tutti, specialmente nella prima fase che li vedrà affrontare Iran, Angola e la nostra Italia nel Gruppo D. Proprio le due amichevoli menzionate prima ci danno qualche indizio su chi dovrebbe avere un ruolo di primo piano: Hamidou Diallo, Cameron Reddish, PJ Washington e Austin Wiley sono infatti i quattro giocatori partiti in quintetto in entrambe le partite (Josh Okogie era nello starting five nella partita coi lituani mentre contro i francesi c’era Immanuel Quickley).

Passiamo ora in rassegna, uno per uno, i dodici ragazzi selezionati dal coach di Kentucky.

Hamidou DIALLO – G 6-5 University of Kentucky

Certamente uno degli elementi più attesi o che perlomeno che desta più curiosità: Diallo non ha messo piede in campo nella scorsa stagione (in quanto redshirt) e, pur dando buone impressioni al Draft combine, ha deciso di restare a Kentucky per un altro anno. È una guardia dall’atletismo travolgente, che rivestirà un ruolo centrale nei Wildcats 2017/18 ma ancora grezzo in diversi aspetti – tecnica di tiro e QI in primis – e che quindi necessita di qualche bel colpo di scalpello da parte di Calipari affinché possa essere pronto, impacchettato e spedito al primo giro del prossimo Draft.

Carsen EDWARDS – G 6-0 Purdue University

Nella passata stagione, era l’unico freshman nelle rotazioni dei Boilermakers e ha dato un contributo da protagonista che in cifre troviamo tradotto in 10.3 punti (quarto miglior realizzatore della squadra) e 1.8 assist in 23.3 minuti. È il più piccolo di Team USA per statura ma la cosa non gli creerà problemi in questo Mondiale così come non glieli crea minimamente al college. Porterà tanta energia, ritmi alti, forse qualche numero di prestigio ma anche qualche scelta rivedibile (il suo 38.2% dal campo testimonia un po’ la parte meno buona della sua sfrontatezza).

Kevin HUERTER – F 6-6 University of Maryland

Una delle note più liete in casa Terrapins nella scorsa annata: è un’ala piccola già ora molto versatile nella metà campo difensiva (è accoppiabile ad avversari di ruoli diversi) e che potrebbe spostarsi sempre di più verso il ruolo di guardia in un futuro forse non molto lontano. Le sue cifre da matricola sono discretamente interessanti (9.3 punti, 4.9 rimbalzi e 2.7 assist in 29.4) e sembrano destinate a salire sensibilmente in quella che sarà la Maryland post-Trimble.

Louis KING – F 6-8 Hudson Catholic HS

Quest’ala del New Jersey ha ancora un anno di high school davanti a sé e alcune pretendenti d’alto rango che lo vorrebbero reclutare: Kansas e Louisville sono fra i nomi che spiccano maggiormente ma c’è anche – guarda un po’ – una certa Kentucky. Dotato di un wingspan importante (oltre 213 cm), può ricoprire sia lo spot di 3 che di 4 e fa dell’atletismo una delle sue armi principali. In quanto a conclusioni, il suo range di tiro si attesta perlopiù intorno alla media distanza.

Romeo LANGFORD – G 6-6 New Albany HS

Passato recentemente per l’Eurocamp di Treviso, è una guardia dalla statura interessante per il ruolo ma soprattutto uno scorer d’alto livello e dal range di tiro molto elevato. Si tratta di uno dei prospetti maggiormente di spicco nella Class of 2018 (#5 nella ESPN 100) e perciò la lista di università disposte a offrire una borsa di studio è interminabile e conta tanti nomi illustri – c’è anche quello di quel college lì che adesso non mi ricordo come si chiama ma mi pare proprio che lo alleni Calipari anche se pare – pare, eh – che a essere in vantaggio siano dei loro rivali con la canotta rossa.

Brandon McCOY – F/C 6-11 Cathedral Catholic HS

Al college giocherà per UNLV e, dopo Mitchell Robinson di Western Kentucky, si tratta del freshman classe ’17 piazzato più in alto nella ESPN 100 (alla #15) ad aver scelto una mid-major. Si tratta di un big man difficile da contenere, tanto atletico quanto rapido e per giunta dotato di mani discrete.

Josh OKOGIE – G 6-4 Georgia Tech

Giocatore che ha iniziato la propria carriera nel college basket nel migliore dei modi, ossia da top scorer (16.1 punti a partita) dei sorprendenti – e promettenti – Yellow Jackets di coach Josh Pastner. Esterno estremamente duttile in difesa e che in attacco preferisce attaccare il ferro rispetto al tentare la sorte dalla linea dei tre punti (distanza dalla quale ha comunque tirato con un rispettabile 38.4%). Nel caso – diciamocelo, abbastanza remoto – di finale punto a punto, è consigliabile non perderlo di vista: se non ci credete, andate a chiedere a qualcuno di Notre Dame.

Payton PRITCHARD – G 6-2 University of Oregon

Preceduto da una certa fama a livello di high school proprio nell’Oregon (quattro titoli consecutivi vinti con West Linn), ha fatto stabilmente parte delle rotazioni (molto ridotte) dei Fighting Ducks  e ha chiuso la sua annata da freshman a quota 7.4 punti, 3.4 rimbalzi e 3.6 assist in 28.3 minuti. Playmaker dotato di grande ball handling, visione di gioco e carattere: ha insomma buone carte da giocare per farsi notare in questi Mondiali, nonostante la concorrenza interna non manchi di certo.

Immanuel QUICKLEY – G 6-3 The John Carroll School

Un altro Class of ’18 e, giunti a questo punto, non è nemmeno più il caso di ripetere la pappardella delle offerte provenienti da varie parti fra cui indovinate-un-po’-chi. Tanto, avete capito. Promette di diventare uno dei migliori playmaker – se non il migliore – fra quelli in entrata nella stagione Ncaa 2018/19. Struttura fisica intrigante, atletismo sopra la media e un QI che rivela la naturalezza con la quale ricopre il proprio ruolo: sarà molto interessante verificarne l’impatto a un livello superiore rispetto a quello delle high school.

Cameron REDDISH – F 6-7 Westtown School

Talento precoce, giocatore tuttofare – la definizione, a dire il vero un po’ abusata, di “guardia nel corpo di un lungo” gli si addice abbastanza – e che rientra nel novero dei prospetti più attesi della sua annata (#3 nella ESPN 100 dei Class of 2018). Il giornalista Dick Weiss, che al momento sta seguendo da vicino le vicende di Team USA, lo ha recentemente definito come “il più talentuoso dei quattro senior di high school nel roster e probabilmente il giocatore più versatile della squadra essendo capace di giocare in tutte e cinque le posizioni”. Solo questo basta e avanza per essere incuriositi, non credete?

PJ WASHINGTON – F 6-8 Findlay Prep

Giocatore in entrata a Kentucky che ricopre principalmente lo spot di ala grande, ha visione di gioco e QI sopra la media per il suo ruolo, può concludere in post basso così come dalla media distanza e il suo range di tiro sembra essere in espansione. Insomma, siamo ancora una volta in presenza d’un elemento capace di rendersi utile in molti modi nella metà campo offensiva e potete star certi che Calipari farà grande affidamento sulle sue doti.

Austin WILEY – F/C 6-9 Auburn University

Lungo imponente, esplosivo, infaticabile a rimbalzo e letale quando riceve in post basso: in questo Mondiale, chi se lo ritroverà davanti per contrastarlo avrà difronte una gran bella gatta da pelare, anche perché a detta di molti è apparso come uno dei giocatori più in forma di Team USA sin dal training camp di Colorado Springs. Coi Tigers ha giocato appena 23 partite dopo aver saltato le prime quattro settimane della stagione, viaggiando poi a quota 8.8 punti, 4.7 rimbalzi e 1.3 stoppate in 18 minuti.

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