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Uragano Adem Bona e note sparse sugli Europei U20

Autore: Riccardo De Angelis
Data: 25 Lug, 2022

Una macchina da highlights, un gregario promettente, un regista strano e tanto altro ancora: da Adem Bona a Max Shulga, passiamo in rassegna alcuni dei nomi NCAA che hanno partecipato agli Europei U20 di Division A.

 

Bona roba per UCLA

Unico rappresentate del mondo NCAA a guadagnarsi un posto nel quintetto del torneo, Adem Bona ha messo su numeri impressionanti – 17.0 punti, 10.9 rimbalzi, 2.4 stoppate di media – che forse nemmeno restituiscono l’esatta misura del suo dominio intorno al canestro. Grosso come un armadio e potente come un’auto da corsa: la futura matricola di UCLA è stata una forza trainante per una Turchia altrimenti non troppo convincente.

Alto solamente 206 cm, in difesa Adem Bona oscura la vallata grazie a un wingspan di circa 220 cm, una montagna di muscoli scattanti e capacità di elevazione che gli permettono di stoppare ogni tipo di conclusione, tiri a parabola altissima compresi. Potenza, la sua, che si esprime anche orizzontalmente e che gli permette, ad esempio, di accettare cambi nei blocchi sulla palla (più con la minaccia di una stoppata su tentativo di penetrazione che altro, a dirla tutta). Certo, le guardie di un Europeo U20 non sono quelle di una high-major conference, ma da questo punto di vista il Bruin sembra passare l’eye test.

In attacco non chiedetegli di prendere un jumper né aspettatevi un footwork sempre impeccabile quando riceve in post basso. C’è però parecchio altro che lo rende una minaccia di alto livello: rollante prorompente e difficilissimo da ostacolare, corre il campo stupendamente (perfino palla in mano!) ed è perfetto da imbeccare per un alley-oop, può procurare e realizzare seconde opportunità in serie, possiede un tocco insospettabilmente morbido e ha anche mostrato dei flash mettendo palla a terra frontalmente.

Potrebbe e dovrebbe avere impatto altissimo nella Pac-12, conference i cui lunghi non sono ruvidi come quelli della Big Ten o esplosivi come quelli della SEC.

Buoni minuti da Diaz-Graham

Passiamo a un giocatore che, in un certo senso, è l’antitesi dell’appena descritto Adem Bona. Guillermo Diaz-Graham, spagnolo diretto a Pitt – insieme al gemello Jorge, forte anche lui ma evidentemente non abbastanza per la Roja campione di quest’anno – è infatti lungo lungo (211 cm), secco secco (88 kg) e, per esempio, gli piace allontanarsi fuori dall’arco per il piazzato da tre punti. Ha però in comune col turco delle notevoli capacità di rim protector: 1.7 stoppate di media (insieme a 6.4 punti e 2.4 rimbalzi) per lui in un ruolo relativamente secondario (14.1 minuti) nelle profondissime rotazioni della Spagna.

Valido contributo dalla panchina per un giocatore dal potenziale sul medio-lungo termine davvero notevole nella ACC, visto che possiede un repertorio offensivo piuttosto versatile e che comprende delle discrete capacità di coinvolgere i compagni, per quanto il suo sia ancora un profilo abbastanza verde nel complesso (il fattore fisico pesa un po’).

Marčiulionis, stavolta poca croce e molta delizia

La sorprendente Lituania d’argento ha trovato in Mantas Rubstavicius il suo volto-copertina, ma anche il gruppetto NCAA dei baltici ha fatto la propria parte. Ci riferiamo soprattutto al lungo Ugnius Jaruševičius (potrebbe avere buon impatto sin da subito a Cal State Bakersfield) e ad Augustas Marčiulionis.

Quest’ultimo arrivava all’appuntamento con la nazionale dopo una stagione da freshman travagliatissima con Saint Mary’s: lampi notevoli all’inizio, un posto nello starting five conquistato e poi perso, finendo addirittura per scomparire quasi del tutto dalle rotazioni. Cose che succedono se sei una point guard con un rapporto assist-perse e percentuali al tiro da lacrime agli occhi. Era una matricola, ci sta, specie in una squadra d’alto livello.

Però il figlio di Šarūnas è proprio un giocatore strano, capace di giocate dal palleggio stupende, letture da urlo e passaggi al bacio, ma anche di decisioni difficilmente comprensibili. Questo Europeo ci ha però restituito un Marčiulionis che ha preso una buona china, decisamente più affidabile in regia (4.9 assist). Se sistemerà il tiro – siamo ancora sotto il 20% da tre – potrà diventare un nome importante di suo.

Canka rimandato a novembre

L’Europeo U20 dell’Italia, piazzatasi al 9° posto, non è stato quello che speravamo di vedere. E lo stesso vale per il torneo di Abramo Canka, partito come meglio non poteva (21 punti molto pesanti contro un Portogallo che non mollava mai) ma poi abbastanza balbettante nelle gare successive all’esordio. I numeri finali, di per sé, non sono affatto malvagi, anzi (9.4 punti in 18.9 minuti) e abbiamo negli occhi diversi lampi notevoli, ma anche delle decisioni sconsigliabili e decisive in negativo, come nel tirato finale con Israele in una sconfitta rivelatasi non di poco conto, visto che ci ha regalato una Croazia mazzolatrice negli ottavi di finale. Talento a palate, lo abbiamo già detto, ma la recluta di UCLA dovrà mostrare più lucidità nel futuro prossimo.

Sul fronte NCAA azzurro, Morgan Rashed ha rappresentato una nota positiva nelle ultime tre gare (22 punti in 54 minuti complessivi) in un ruolo di gregario in uscita dalla panchina, a partire da quella con la Repubblica Ceca che ci ha fortunatamente – avverbio affatto casuale, qui – risparmiati dal tritacarne della lotta-salvezza. Sarà interessante vedere che piega prenderà il suo reclutamento durante l’anno da sophomore al junior college.

Delusi ma forti, anzi fortissimi: Cruz e Shulga

Il Portogallo non è riuscito a mantenere il proprio posto in Division A, battuto nello spareggio finale dalla Polonia e punito in primis proprio da due giocatori di college, le ali Kacper Klaczek di Saint Joseph’s (19 punti, 8 rimbalzi, 2 stoppate) e Igor Miličić di Charlotte (15 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, 3 recuperi, 2 stoppate). Potrà provare a risalire l’anno prossimo, o anche in quello ancora successivo, visto che il prospettone Ruben Prey e l’interessante Diogo Seixas (classe 2023 che andrà in una prep school in Florida) sono nati rispettivamente nel 2005 e 2004.

Non ci sarà invece André Cruz, grande rivelazione di questo Europeo U20. Rivelazione, ovviamente, per chi non ha dimestichezza col mondo dei junior college, visto che la seconda metà del suo anno da freshman a Western Wyoming era stata da circoletto rosso, pur non abbastanza da scomodare offerte da college di Division I. Offerta arrivata e accettata, invece, proprio durante l’Europeo: sarebbe stato interessante vederlo un altro anno in JUCO e presumibilmente fare incetta di offerte di buon livello, ma Cruz ha deciso di compiere subito il salto in D1 e giocare nella Southland (conference non irresistibile) per Incarnate Word (squadra ancor meno irresistibile).

17.1 punti, 8.0 rimbalzi, 2.0 assist di media per questa guardia/ala poco sotto i 2 metri che adora sfrecciare per il campo palla in mano, slalomeggiare fra gli avversari e provare conclusioni a effetto attaccando il ferro. Non è conosciuto per il suo jumper, ma ha comunque piazzato un bel 41.2% da tre nel torneo. Giocatore di grande carattere, anche, perché nella suddetta gara con la Polonia ha praticamente riaperto i giochi da solo nel terzo quarto dopo che i suoi erano scivolati fino a -21.

Un altro retrocesso eccellente è Max Shulga, guardia che sarà al suo terzo anno di college a Utah State nella stagione a venire. Secondo per punti (18.3) e settimo per assist (4.4) nella competizione, l’ucraino ha dato dimostrazione di ottime capacità di scorer sia on che off the ball e, secondariamente, di una certa abilità nell’imbeccare i compagni, anche con un pizzico di fantasia. Tutte cose in realtà già viste o intraviste in maglia Aggies ma nelle vesti di giocatore non centrale nelle rotazioni (4.4 punti e 1.0 assist in 13.7 minuti da sophomore). La musica potrebbe cambiare quest’anno. E anche parecchio.

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