Quote by Tradizione e pressione Villanova cerca repeat

Il giocatore fatto tradizione

Chi incarna perfettamente lo spirito Wildcats è Mikal Bridges, uno che ha dichiarato “Villanova is a part of me”, giocatore che sta vivendo la sua breakout season, candidandosi al ruolo di miglior sesto uomo della nazione. Arrivato nel 2014 a Nova, coach Wright gli ha concesso un anno da redshirt per mettere su i chili necessari a trasformarlo in uno dei migliori difensori della Division I. Mikal non ha battuto ciglio, nessuna protesta e così si è presentato pronto la scorsa stagione per il suo anno da freshman, dove si è fatto apprezzare come specialista difensivo, capace di neutralizzare i migliori attaccanti avversari, risultando decisivo nei momenti clutch della stagione (per informazioni chiedere a Buddy Hield che, in semifinale alle Final Four, è stato limitato a soli 9 punti).

Quest’anno, però, oltre a mettere la solita energia in difesa uscendo dalla panchina, è chiamato a dare il suo contributo anche in attacco, e al momento sta ripagando con 11 punti a partita (raddoppiato il fatturato dell’anno scorso con soli 9 minuti in più di media) e risultando una pedina fondamentale nel set offensivo di Nova. Valore attestato dai numeri con l’offensive rating più alto di tutti in casa Wildcats (149.3 secondo KenPom) e il 39esimo di tutta la Division 1.

Atletismo ne abbiamo?

 

Il suo fisico, l’apertura alare e le doti difensive gli permettono, poi, di andare forte a rimbalzo (5.3 di media) e di giocare qualche minuto anche da 5, come ha fatto nella finale del Charleston Classic marcando il giocatore più alto dell’Ncaa: Tacko Fall. I mock draft del 2018 lo danno già tra le prime venti chiamate del primo giro grazie ad un potenziale da 3&D che tanto piace ai gm dell’Nba. Aggiungeteci una gran visione di gioco (3.2 assist a partita) e i costanti miglioramenti delle percentuali dall’arco e capirete il perché di tutto l’hype che lo circonda.

Il prossimo Hart? Non bisogna reclutarlo, Nova ce l’ha già in casa.