Quote by Tradizione e pressione Villanova cerca repeat

La tradizione dei numeri

Se volete però sapere da dove passano, ancora una volta, le possibilità di repeat di Nova non soffermatevi sui singoli giocatori, ma vedeteli sempre nel loro contesto di squadra perché, al di là degli uomini, la forza dei Wildcats risiede nel collettivo. Se volete vedere il concetto di gioco di squadra elevato alla sua massima espressione, non potete non guardare una loro partita. Uno dei basket più bilanciati che possiate osservare, con il giusto mix in attacco, lo giocano i ragazzi di coach Wright, con la palla che non si ferma mai, sempre alla ricerca del passaggio per il tiro a maggior percentuale di successo. Nova è, infatti, la seconda squadra della nazione per efficienza offensiva, con 119.6 punti segnati su 100 possessi, a dispetto dell’essere la 330esima per ritmo di gioco, proprio a causa della ricerca costante del miglior tiro che rallenta i tempi d’attacco. E in ogni caso, nonostante i problemi in fase difensiva nel pitturato di cui abbiamo parlato, Villanova resta sempre nella top10 delle squadre con miglior efficienza difensiva con 91.3 punti concessi agli avversari su 100 possessi.

Alla strenght of the numbers, aggiungeteci l’esperienza del collettivo con i giocatori che fanno parte del quintetto titolare che l’anno scorso hanno disputato tutte le 40 partite del cammino che ha portato i Wildcats al trionfo di Houston. Da “The Shot Man” Kris Jenkins, che si è presentato, dopo l’offseason, con 15 kg in meno e che continua a essere il giocatore più pericoloso dall’arco per Nova, a Phil Booth che, dopo la career night proprio in occasione della finale contro UNC, è diventato la guardia tiratrice titolare, senza dimenticare il nuovo Philly-guy Donte DiVincenzo, guardia bianca con faccia tosta e un perfetto jumper (vi ricorda qualcuno?)

Si, perché a Villanova è sempre questione di tradizione: da Arcidiacono a DiVincenzo, da Hart a Bridges, da Jenkins a Paschall, da Massimino a Wright, il tutto senza sentire il peso della pressione. E quindi c’è chi è pronto a scommettere che non passeranno altri trentuno anni prima di alzare un nuovo banner al Pavilion.