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Week 13, le pagelle – Darryn Peterson n.1, la rinascita di Florida

Kansas BYU schiacciata Peterson

Il tanto atteso big match tra Kansas e Byu ha dato un verdetto non definitivo: Darryn Peterson è il più forte giocatore del college basket, ma per l’ennesima volta ha avuto problemi fisici che lo hanno tenuto in panchina nel secondo tempo. Florida torna grande massacrando Alabama, Kentucky dà un dispiacere al suo ex coach John Calipari e Saint Louis rimane imbattuta nell’Atlantic 10.

Ecco le pagelle della week 13.

Michigan – Il derby con Michigan State è stata una vera battaglia. All’inizio non segnava nessuno. Poi sono saliti in cattedra il solito Yaxel Landeborg ma, soprattutto, Trey McKenney. Il primo non ha giocato in maniera appariscente ma alla fine ha messo su numeri importanti: 26 punti, 12 rimbalzi e 2 stoppate. Il secondo è sempre più incisivo e decisivo, con pochi canestri (10 punti finali) ma sempre dal grande peso specifico. Altro freshman da seguire.

Florida – Attenzione perché i Gators stanno tornando. Con la roboante vittoria 100-77 ai danni di Alabama (costretta al record stagionale di 18 palle perse, spesso trasformate in schiacciate 1 vs 0) Florida è al momento la candidata numero uno per vincere la SEC, che non è esattamente una Conference abbordabile. E se Xaivian Lee prosegue con i suoi alti e bassi, c’è lo sloveno Urban Klavzar che sta crescendo per minuti e contributo in campo.


Darryn Peterson  (Kansas) – Quando è in campo, è senza se e senza ma la scelta numero 1 al draft, e lo ha ampiamente dimostrato contro AJ Dybantsa che lo ha marcato senza prenderlo mai: 18 i punti segnati in 17’ del primo tempo compresa una schiacciata da ricordare in faccia ai due lunghi di Byu. Peccato che nella ripresa sia uscito dopo 3’ con problemi fisici e i 40 scout presenti all’Allen Fieldhouse si sono segnati l’ennesima prestazione a metà del talento di Bill Self che ha saltato 10 delle 21 partite della stagione e per la quarta volta è in dubbio per la prossima.

Otega Oweh (Kentucky) – Gli manca l’affidabilità al tiro da fuori, ma al netto di questo (non trascurabile) dettaglio è un giocatore dall’inesauribile energia che, se non col tiro da fuori, trova sempre mille modi per rendersi utile e portare punti alla causa. I suoi 24 punti con 9/11 da 2, cui ha aggiunto ben 8 rimbalzi (alla faccia della guardia) hanno contribuito alla vittoria nella sfida contro Arkansas, che ha avuto poche risposte.

Lamar Wilkerson (Indiana) – A vedere il tabellino della partita l’eroe della vittoria in casa di UCLA sembrerebbe Reed Bailey con i suoi 24 punti dalla panchina. Ma in realtà i due canestri più pesanti nel secondo overtime portano la firma di Wilkerson che sta disputando una super annata. E ora gli Hoosiers portano il filotto di vittorie consecutive a tre e soprattutto alzano la testa nella combattiva Big Ten.

Saint Louis – C’è solo una squadra che è riuscita a sconfiggere i Billikens in stagione ed è Stanford. Chiariamo, Saint Louis non ha affrontato nessuna corazzata, quindi il record va messo nel giusto contesto, ma al momento è imbattuta in Atlantic 10 ed è proiettata per chiudere la stagione regolare con un record di 30 vittorie e 1 sconfitta, che sarebbe la miglior stagione di sempre nella storia dell’università.


Utah State – Gli Aggies han tirato malino da 3, e la partita è stata di quelle molto tirate, ma con un rush finale sono riusciti ad avere la meglio sui grandi rivali di conference di San Diego State, che hanno sconfitto negli ultimi tre incontri diretti. Con questa vittoria Utah State si è issata in testa alla Mountain West, che è una di quelle conference che definire “mid” a volte è riduttivo, visto il livello medio delle squadre.


Fletcher Loyer (Purdue) – I suoi 29 punti con 4/6 da 3 punti sono stati fondamentali nella vittoria a valanga contro la non irresistibile Maryland. Ma non basta. La prestazione in singola gara ovviamente sarebbe da più di 6, ma dov’era il senior dei Boilermakers nelle precedenti partite quando Purdue cercava disperatamente qualcuno che mettesse punti a referto?

Texas Tech – Come buttare alle ortiche il credito guadagnato. Dopo aver vinto una battaglia all’ultimo canestro contro Houston nell’arco di una settimana finisce sconfitta da UCF. La colpa di sicuro non può essere di JT Toppin, che ha registrato l’ennesima prestazione mostruosa (31 punti con 10/13 da due e 2/4 dall’arco, più 10 rimbalzi).


Sanada Fru (Louisville) – La vittoria contro SMU impedisce al voto di scendere ulteriormente. Ma Fru (insieme ai compagni di squadra Khalifa e Zougris, anche se in misura minore) è stato fatto a fette dal front court di Duke. Molli a rimbalzo, inefficaci in difesa, un vero campanello d’allarme per Louisville che non solo ha già abbandonato i toni entusiastici dell’inizio dell’anno, ma adesso deve fare i conti anche con un tallone d’Achille evidente a tutte le avversarie.

Georgia – L’inizio di stagione aveva un po’ illuso, così come la vittoria all’esordio della SEC contro Auburn. Ora i Bulldogs sono alla terza sconfitta consecutiva (per carità contro squadre di grande livello come Texas, Tennessee e Texas A&M) e coach Mike White dovrà capire come invertire la rotta. Perché in una conference come la SEC è un attimo ritrovarsi in fondo alla classifica.


BYU – Rimontare disperatamente nel finale non basta contro le big e non è bastato neanche all’Allen Fieldhouse ed ecco arrivata la seconda sconfitta di fila (terza nelle ultime 4) in una settimana che ridimensiona le ambizioni dei Cougars. E lo stesso dicasi per AJ Dybantsa: 12/36 contro Arizona e Kansas e netta sconfitta nel match up con Peterson per la numero 1 al draft. Ritchie Saunders da solo non basta e la panchina non produce nulla. E se gli avversari corrono pure di più, c’è un bel problema nello Utah.

Dug Mc Daniel (Memphis) – Una palla persa in un momento importante della gara contro Tulane, la mira imprecisa e un po’ di tensione. I Tigers di questa stagione girano se gira il loro mini playmaker. Altrimenti la squadra rischia anche figuracce. La sconfitta in casa contro i Green Wave (che venivano da 5 sconfitte consecutive) fa male e allontana Memphis dalla vetta della American Athletic.


Richmond – Per il secondo anno consecutivo gli Spiders stanno facendo fatica. La March Madness del 2022 in cui Richmond aveva persino superato un turno del Torneo sembra davvero lontana. La sconfitta in casa contro Davidson porta a 5 consecutive le L di Richmond che non ha stelle ma non riesce nemmeno a tenere botta in difesa che invece negli ultimi anni era stato un punto di forza della squadra allenata da Chris Mooney.

 

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