Quote by Wes Clark, a Brindisi dopo aver sfidato Ayton

Tra i 4 volti nuovi giunti in Italia direttamente dalla Ncaa, Wes Clark è un giocatore intrigante e con un grande potenziale. Il playmaker classe ’94. dopo tre stagioni a Missouri. si è trasferito a Buffalo perché fortemente voluto da Nate Oats, suo allenatore all’high school. BasketballNcaa lo ha intervistato in occasione del Trofeo Città di Caserta disputato a Maddaloni e vinto proprio dalla Happy Casa.

 

Brindisi è la tua prima esperienza da giocatore professionista. Come mai hai scelto l’Italia?
Il mio agente mi aveva proposto più opzioni, alcune in Germania, ma dopo averle valutate ho deciso di accettare l’offerta di Brindisi con la quale abbiamo subito trovato l’accordo. Mi è stato consigliato di venire in Italia perché sicuramente sarebbe stata un’esperienza fenomenale, e devo dire che Brindisi è un posto bellissimo.

Che stagione ti aspetti, sia dalla tua squadra sia a livello personale?
A Brindisi ho avuto un ottimo approccio relazionale con lo staff e i compagni, per questo sono contento. Siamo una squadra molto compatta e che lavora duro, non conosciamo ancora il valore di tutte le avversarie ma siamo consapevoli di poter lottare ogni partita. Non vediamo l’ora che inizi la stagione.

Quando eri a Missouri, hai affrontato la Kentucky dei record. Cosa ti ha impressionato di quella squadra?
Quella era una squadra fantastica, con tanti giocatori che erano già delle stelle. Con il talento infinito che avevano erano davvero imbattibili, dei veri e propri killer in campo che, oltre a sapere di essere bravi, avevano già grande fiducia nei propri mezzi.

All’ultimo torneo Ncaa con Buffalo hai battuto Arizona, prima vittoria per l’università al Torneo. Cosa hai provato?
Abbiamo sfoderato una grande prestazione giocando bene le nostre carte. Sapevamo che Arizona oltre a Deandre Ayton aveva tanti esterni molto pericolosi, e siamo stati bravi a limitarli. Io e i miei compagni siamo rimasti concentrati per tutta la gara, e man mano abbiamo acquisito fiducia. È stata una vittoria bellissima in cui abbiamo sfruttato al massimo le nostre possibilità.

Hai citato Ayton. Condividi la sua chiamata come prima scelta assoluta al draft Nba?
Assolutamente sì. È un giocatore che abbina alle dimensioni eccezionali un tocco sopraffino. È un colosso, ed è stato anche divertente potergli stare vicino. Grazie all’ottimo piano partita preparato dal nostro allenatore siamo riusciti a limitare lui così come tutta Arizona, ma a livello di talento non si discute.

 

Secondo te chi può vincere il titolo Ncaa in questa stagione?
Tante squadre hanno i mezzi per poter vincere, come Duke, Kansas o Kentucky. Sicuramente io tiferò affinché Buffalo possa fare quanta più strada possibile. I Bulls sono ancora una buona squadra ed hanno la grande possibilità di andare oltre il secondo turno.

Tutti parlano di Zion Williamson. È giusto perché è forte oppure è sopravvalutato?
Zion Williamson è un giocatore speciale per tutte le cose che riesce a fare. Potenzialmente non ha limiti in campo. Con quel fisico fa delle cose assurde, e può ancora salire di livello. E poi gioca in una squadra come Duke che ha un gruppo di giocatori fantastici e ambisce ad arrivare sino in fondo alla stagione.

Chi è stato il giocatore più forte che hai marcato al college?
A Missouri quando ero freshman ho giocato contro Trevor Releford di Alabama (oggi in Germania al Mitteldeutscher, ndr), e credo che sia stato proprio lui il giocatore più difficile su cui difendere. Era veloce, rapido, non aveva paura di tirarti in faccia, e soprattutto aveva l’abilità di leggere la difesa e trovare sempre il punto debole.

Qual è stato il palazzetto più caldo in cui hai giocato?
Sicuramente la Rupp Arena. Quando giochi contro Kentucky il palazzetto è fantastico, provi delle sensazioni uniche. Il tifo dei fan e l’atmosfera è ingigantito, e sembra come atterrare su di un altro pianeta. Senza alcun dubbio è la migliore arena dove poter giocare.

BasketballNcaa - Wes Clark

Wes Clark in azione in amichevole

Clark lo abbiamo ammirato soprattutto all’ultimo torneo Ncaa, ma per conoscerlo meglio abbiamo fatto qualche domanda anche al suo attuale coach Frank Vitucci.

Che giocatore è Clark, e come si è calato nella realtà di Brindisi?
Siamo estremamente contenti di Wes, del suo approccio nel nostro contesto. È un giocatore giovane e quindi andrà aspettato, ma abbiamo puntato tanto su di lui. Si tratta di un atleta piuttosto completo, forte fisicamente, che difende, ha un buon tiro dalla media e cui piace molto penetrare. Quando punta il canestro il più delle volte riesce nel suo obiettivo di segnare, ma deve imparare a capire quando l’area è troppo intasata.

Può essere la sorpresa del campionato italiano?
Tra i tanti stranieri arrivati in Italia può essere una grande sorpresa. Speriamo che riesca a maturare in fretta, e da questo punto di vista sarà di certo aiutato dagli altri esterni che abbiamo come Jeremy Chappell, Adrian Banks, Riccardo Moraschini. Ha davvero un grande potenziale che nel giro di 3-4 anni potrebbe portarlo ad altissimo livello in Europa.