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5 squadre che possono tornare al Torneo Ncaa

Trayce Jackson-Davis Indiana Torneo Ncaa
Autore: Riccardo De Angelis
Data: 17 Ago, 2021

Nella stagione passata abbiamo visto grandi nomi assenti al Torneo Ncaa: Duke, Kentucky, Louisville hanno qualcosa da farsi perdonare quest’anno e i mezzi per tornare ai livelli abituali. Quello che per loro è stato uno scivolone raro, per altri è invece un ostacolo ricorrente: vi presentiamo cinque squadre che mancano da anni all’appuntamento più importante della stagione ma che stavolta potrebbero farcela.

 

Indiana

Ultima apparizione al Torneo Ncaa: 2016

Per un allenatore senza esperienze pregresse da head coach nel college basketball non è semplice prendere le redini di una panchina nuova, specie in un ambiente scontento ed esigente. Mike Woodson ha però navigato con successo le acque turbolente del recruiting in questa offseason, mettendo quindi in archivio il primo (e più difficile) capitolo della sua avventura. Per IU, un solo addio di rilievo (Armaan Franklin, andato a Virginia) e tanti rinforzi per allungare le rotazioni. Si riparte da uno dei migliori lunghi della Ncaa, Trayce Jackson-Davis, e un quartetto di transfer nel quale spicca il nome di Xavier Johnson, PG con ottime medie da junior a Pitt (14.2 punti, 5.7 assist) e col compito di mettere in pratica lo stile Nba voluto dal coach, oltre a rifornire TJD con costanza. Occhio ai giovani rampanti: c’è un Khristian Lander in cerca di riscatto e soprattutto il freshman Tamar Bates che ha abbastanza talento da strappare un posto da titolare fra gli esterni.

Memphis

Ultima apparizione al Torneo Ncaa: 2014

Penny Hardaway non ha convinto nei suoi primi due anni da capoallenatore dei Tigers, né col suo gioco (brutto), né con la sua opera di sviluppatore di prospetti (Moussa Cissé, chi l’ha visto?). Va però dato atto all’ex stella Nba di aver chiuso la scorsa stagione in crescendo, portando a casa la vittoria finale nel NIT. Cosa ancora più importante, c’è una nuova infornata di talento d’élite capace di fare la differenza: Jalen Duren potrebbe tirarsi dietro l’amico Emoni Bates (ufficialmente ancora indeciso) e formare così la miglior coppia di freshmen dell’intera Ncaa. Ci sono le premesse adatte per rimettere in piedi una difesa asfissiante (#1 per Adj. Efficiency l’anno scorso in Division I), ma per completare l’opera occorre un attacco meno ignorante e sprecone (#343 su KenPom per percentuale di perse non forzate).

Colorado State

Ultima apparizione al Torneo Ncaa: 2013

Fra una San Diego State sempre competitiva e una Nevada lanciatissima, non sarà facile farsi largo nella Mountain West: Colorado State ha però i mezzi per imporsi. Innanzitutto, c’è grande continuità in una rosa che ha mostrato ottime cose: i Rams tornano sostanzialmente in blocco, riproponendo i sei migliori scorer dell’anno scorso tra cui l’ultraversatile David Roddy (15.9 punti, 9.4 rimbalzi, 2.6 assist) a illuminare il frountcourt e a fare la differenza in entrambe le metà campo. L’attacco è ben rodato e con discrete bocche da fuoco fra gli esterni: a queste si aggiunge adesso Chandler Jacobs, guardia che viaggiava a oltre 20 punti di media in Division II. Niko Medved è all’inseguimento della sua prima March Madness da head coach e questo sembra essere il gruppo giusto per tagliare il traguardo.

Richmond

Ultima apparizione al Torneo Ncaa: 2011

Rimanendo in tema di mid-major esperte che giocano una grande pallacanestro offensiva, l’anno buono di Richmond sembrava dover essere quello passato (e noi ci credevamo tantissimo). Gli infortuni hanno però minato una squadra rivelatasi troppo corta, limitandola a un record modesto nell’Atlantic 10 e a un’uscita immediata dal torneo di conference. L’anno di eleggibilità supplementare garantito dalla Ncaa in via straordinaria regala però agli Spiders una preziosa (e irripetibile) seconda chance: dal rubapalloni da record Jacob Gilyard al lungo di classe Grant Golden, c’è un quintetto infarcito di grad student che, se sarà un po’ più fortunato, potrà mantenere certe promesse.

Loyola Marymount

Ultima apparizione al Torneo Ncaa: 1990

Dopo l’inarrivabile Gonzaga e una BYU con la quale fare i conti, nella West Coast può esserci spazio per una terza forza. Più di una squadra è da seguire con attenzione (la San Francisco di Gabriele Stefanini, ad esempio), ma Loyola Marymount sembra la candidata principale. Stan Johnson ha compiuto un bel lavoro al suo primo anno losangelino e ora avrà fra le mani un roster ancora più undersize (non c’è il gigante Markusson) ma anche più profondo e talentuoso. C’è sempre Eli Scott a dominare nel reparto ali (18.0 punti, 8.2 rimbalzi, 3.6 assist) e il peso dell’attacco ora sarà distribuito diversamente, data la presenza di Cam Shelton in regia (19.2 punti e 4.2 assist a Northern Arizona). Occhio anche ad altri due transfer che hanno mostrato ottimo potenziale, la combo forward Kwane Marble (Wyoming) e il lungo tiratore Alex Merkviladze (Cal State Northridge).

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