Quote by Arriva la famiglia Ball, rivoluzione al college

Giovedì 11 maggio sulla prima pagina di Forbes.com si poteva leggere un articolone in apertura che parlava dei risultati deludenti di Snapchat, il colosso dei social, le cui azioni a causa di conti sotto le attese erano in predicato di perdere valore a Wall Street. Forbes è uno dei siti di riferimento per la comunità economico-finanziaria mondiale, ed è la rivista che stila ogni anno la classifica degli uomini più ricchi del pianeta (nel 2017 c’è ancora in testa Bill Gates tallonato da Warren Buffett, così per la vostra curiosità).

Bene, sulla medesima prima pagina di Forbes lo scorso marzo è uscito questo articolo “LaVar Ball: genio del marketing, padre fuori controllo o entrambe le cose? (“LaVar Ball: Marketing Genius, Out Of Control Dad, Or Both?“). Il che, prima ancora del senso dell’articolo, peraltro molto chiaro fin dal titolo, ha spinto alcuni osservatori a tornare sul tema college-soldi, tanto dibattuto nel corso degli ultimi anni.

Nella sostanza, in un mondo in cui lo storytelling è fondamentale per vendere qualsiasi cosa, dall’uscita di un nuovo film, a una mostra fotografica, a un’idea politica fino, ovviamente, a qualsiasi prodotto commerciale, LaVar Ball ha iniziato uno storytelling legato ai suoi tre figli, giocatori di basket, iniziando dal liceo e passando per il college.

Ncaa basketball - LaVar e Lonzo Ball

LaVar e Lonzo Ball

Il primo e più grande dei tre figli, Lonzo Ball, nella passata stagione è stato “la” star di UCLA e non a caso ve lo abbiamo raccontato in tutte le salse. Lui, peraltro è risultato un giocatore di quelli che non passano inosservati, non solo per l’immediata leadership tecnica impressa sulla squadra (che ha portato ai risultati sul campo che tanto mancavano ai tifosi Bruins), ma anche per la naturalezza nello stare in campo, per le sue movenze feline e per la spettacolarità di alcune giocate.

Il tutto condito da un tiro bizzarro per meccanica ma efficacissimo per gran parte della stagione. E il tutto a Los Angeles, che forse è la piazza americana più “vetrina” che esista: il che vuol dire che le schiacciate al volo, i passaggi immaginifici e i tiri clutch uniti alle vittorie si sono trasformati in una pubblicità clamorosa. E così Lonzo sarà una delle star anche del prossimo draft dove probabilmente verrà scelto alla chiamata numero 2, ma che qualcuno non esclude possa addirittura essere prima scelta assoluta.

 

Nell’intervista con BN, Rick Fois (che fa parte dello staff tecnico di Gonzaga University) aveva detto che secondo lui Lonzo Ball potrebbe avere le stimmate del campione, quello capace di essere uomo franchigia di una squadra Nba. È sicuramente presto per avere la risposta definitiva in merito, ma è chiaro che l’hype intorno al ragazzo è enorme e, anche se ci sono detrattori (non mancano mai), al momento ci sono più estimatori del ragazzo. Gente convinta che potrebbe essere un grande giocatore.

Lonzo è il primo.

Poi ci sono i fratelli. LiAngelo, che la prossima stagione vestirà la maglia di UCLA come già fatto dal fratello e infine il più piccolo, LaMelo, quello che quest’anno durante una partita di liceo ha segnato 92 punti in 32 minuti con 37 su 61 dal campo. LiAngelo, dei tre fratelli, sembra quello meno dotato mentre LaMelo (anche lui destinato a UCLA, nulla è lasciato al caso) sembra un altro predestinato con il dono del canestro facile.

 

LaVar, il padre, ha deciso che da tanto talento devono derivare tanti soldi e prima ha chiesto a Nike, Adidas e Under Armour di mettere sotto contratto i figli per 1 miliardo di dollari, poi ha lanciato un marchio d’abbigliamento (Big Baller Brand) chiedendo a questi colossi di fare da senior partner per il lancio. Ricevendo come risposta ben più che un semplice “no”. George Raveling, il responsabile internazionale basketball di Nike, ha definito LaVar Ball “the worst thing to happen to basketball in the last hundred years“. Il che, onestamente, sembra fin troppo esagerato.

Cosciente o no, e sul tema è in corso un dibattito serrato, questo padre-pazzoide è riuscito a sfruttare a suo favore ogni pertugio esistente nel mondo della comunicazione. Il solo fatto che questo articolo esista ne è una prova. Ha detto che Lonzo Ball è più forte di Steph Curry, sfruttando di rimbalzo tutta la pubblicità che un’affermazione così palesemente demenziale ha generato. Non ha pagato per avere commenti sui social, li ha provocati. Dopodiché è finalmente uscito il primo paio di scarpe griffato BBB. Costo? 500 dollari. E giù grasse risate dei detrattori.

Scarpe copiate, scarpe di m…, scarpe troppo costose. Eppure qualcuno le ha già comprate. E qui si dirà: c’è sempre uno stupido in libertà che compie azioni stupide. No, tra chi ha pubblicamente annunciato che avrebbe comprato le scarpe c’è ad esempio il defensive-end dei Seattle Seahawks (football) Michael Bennett che ha consapevolmente difeso tutte le scelte dei Ball e, a chi accusava LaVar di “sfruttare” i figli, ha risposto: “No, sta dando loro la chance di non essere schiavi del sistema” e liberi dalle imposizioni delle grandi compagnie. Per chi volesse leggere tutte critiche e le contro-argomentazioni di Bennett o quelle di Chad “Ochocinco” Johnson, ex giocatore NFL, qui c’è un articolo abbastanza completo.

 

Tornando ai Ball, stabilito che se avesse prodotto sneakers da 50 dollari non le avrebbe comprate quasi nessuno, gli è bastato annunciare scarpe da 500 dollari per garantirsi una pubblicità che a Nike-Adidas-UA sarebbe costata milioni. Ecco il motivo per cui questa folle strategia ha iniziato a guadagnarsi anche l’attenzione degli esperti e non solo il biasimo generale.

Il cerchio si chiude con il college basketball. Papà Ball ha mostrato che, utilizzato in maniera adeguata, il mondo universitario può essere una vetrina pazzesca per il lancio o la preparazione di un giocatore, non solo dal punto di vista della pallacanestro ma anche del business. Come a dire: se non posso vedere i miei figli guadagnare mentre giocano al college, posso almeno sfruttare la visibilità che il college garantisce. Una visibilità, quella delle università Usa, molto superiore a quella di una sperduta squadra di professionisti in Cina. Lì pagano soldi contanti, ma la eco internazionale è quasi zero.

Ma come? Il college non era quel posto in cui non si guadagnano soldi e in cui vige il più severo dilettantismo? Sì e infatti la Ncaa non è felice di tutto il cancanaio montato dai Ball. Il Los Angeles Times di recente ha approfondito l’argomento (leggi qui l’articolo originale) chiedendosi se questa campagna non violi le regole universitarie. Qualcuno dice di sì, ma è più probabile, alla fine, che semplicemente papà Ball abbia trovato un modo per aggirarle, quelle regole, e questo (molto italiano) alla Ncaa non piace. Di fatto però Lonzo Ball non ha preso un soldo (ancora), né autografato nulla quando era al college. Insomma, Lonzo andrebbe punito perché ha un papà che dice che sarà più forte di Curry e che sostiene che le scarpe da 500 dollari della BBB sono da sballo. Una tesi complessa da difendere.

E così, per i prossimi anni, almeno due, vedremo il college basket anche nel ruolo sui-generis del più gigantesco showroom della storia. Una passerella (gratis) che l’anno prossimo sarà calcata da LiAngelo e tra due anni da LaMelo. Se Lonzo troverà spazio e riuscirà a dimostrare di essere un giocatore da Nba e i due fratelli dovessero dimostrare di essere anche solo la metà di quanto ci si aspetta, c’è chi scommette che la BBB farà parlare di sé ancora a lungo.

Quote by The Balls family will transform Ncaa

15/05/2017

On Thursday, May 11th, Forbes.com published an important feature on the struggles Snapchat, the social media giant, is going through. The company stocks were on the verge of a drop-off in value on the Wall Street market due to the disappointing results achieved so far. Forbes is a key website for all the people working in economy and finance, and every year releases a least of the richest men in the world (for the record, in 2017 Bill Gates is still on top of the list, with Warren Buffett a close second).

Last March, an article on the home page of the website titled “LaVar Ball: Marketing Genius, Out Of Control Dad, Or Both?”. One can easily guess the contents from the title, but the most interesting outcome is that the article brought back the debate about college and money, already a hot topic in the past.

Ultimately, the article stressed the importance of storytelling as a marketing tool, whether the subject is a movie, an exhibition, a political campaign or any kind of goods. That’s why LaVar Ball started his own storytelling about his three sons, all of them basketball players, from high school to college.

 

Ncaa basketball - LaVar e Lonzo Ball

LaVar and Lonzo Ball

The eldest is Lonzo Ball, THE star last season at UCLA. BN talked plenty about him, just like any other website. It’s not like the kid could get through college unnoticed. It was more than the leading role he had on the team (he carried the Bruins to one of the best season in years). It was also the ease with which he took the court, his cat-like movements, the highlights he produced.

He also has an awkward yet effective shot mechanic. And all of that happened in Los Angeles, arguably the biggest stage in the USA. Alley-oop dunks, otherwordly vision on his passes and clutch shots suddenly turned into a huge advertising campaign. That’s how Lonzo became one of the stars in the next draft and will likely be selected #2 overall, and even had some arguing he could go higher.

 

Rick Fois (member of the coaching staff at Gonzaga University) told BN months ago he believes Lonzo Ball is destined to be great, the kind of franchise-altering players Nba teams crave. It is obviously too early to know for sure, but there’s a lot of hype around him and, despite a few skeptics, the overall opinion on him is a net positive. The majority of scouts and experts believes he will achieve greatness.

Lonzo is only the beginning.

His brothers are coming. LiAngelo, who will play for UCLA next season, just like his brother, and LaMelo, the youngest, who scored 92 points in 32 minutes shooting 37-for-61 from the field in a high school game a few months ago. LiAngelo seems to be the least talented of the trio, while LaMelo might have a great career ahead of him. He at least proved he can get buckets.

 

LaVar, the father, decided that such talent deserves a lot of money. That’s why he asked Nike, Adidas and Under Armour to sign his sons to a contract worth 1 billion dollars, and then started a family brand (Big Baller Brand) and asked these major companies to become partners. He got more than a simple denial. George Raveling, Nike Global Director of Basketball, said that LaVar Ball is “the worst thing to happen to basketball in the last hundred years”. Which seems a bit extreme.

Whether he did it consciously or not, Ball senior found a way to turn every glitch in the media world in his own favor. The fact you are now reading this article is proof of it. He stated that Lonzo Ball is better than Stephen Curry, and had the benefit of all the advertising that such a silly statement created. He never paid to have people talk about him, he generated comments and started the conversation. He went on to release the first BBB sneakers, and priced them a preposterous 500$. And the world laughed.

He stole the design from other brands, the price is too high, they look like crap, and so on and so forth. And yet someone bought them. You might think there are always people doing silly things, but Michael Bennett, Seattle Seahawks defensive-end, did buy those shoes. Bennett was also a huge supporter of LaVar strategy and was quite vocal against all those people publicly attacking him for taking advantage of his sons’ popularity. Bennett tweeted that LaVar is “giving his kids the chance to be owners and not slave to the system” and that “not one player gets stock in Nike”. For those who want to further explore Bennett’s and Chad “Ochocinco” Johnson’s (the ex NFL player), here is a good link to start with.

 

As for the Balls, if he had priced those shoes 50$ nobody would have bought them. By pricing them 500$, he got plenty of coverage for his product. Nike, Adidas and UA would have to spend millions of dollars to get the same return. That’s why he decided to adopt this strategy and caught the attention of many economists, amidst the general scorn.

Everything goes back to college basketball. Ball senior proved that college sports has limitless marketing potential when it comes to “advertising” a player, when used in the right way. And it’s not just about sports, it’s very much about business. Which is more or less like saying “if my sons can not gain money while playing in college, I can at least use the popularity that comes from it to make some”. The kind of spotlight that no professional Chinese team can offer. They do pay real money over there, but the international return is close to zero.

College was supposed to be the kind of situation where no money is made and there is no professionalism among athletes. And the Ncaa is not happy about the LaVar Ball show. The Los Angeles Times delved into this topic and wondered if what LaVar is doing is breaking any college rule. Some argued that it indeed does, but the truth probably is that Ball found a way to bypass them, and the Ncaa does not like that at all. However, Lonzo Ball got no money at all, nor signed anything for any fans during his college career. In this situation, the only reason to punish Lonzo would be that a father argues his son is better than Curry and that the shoes his company sells are the best sneakers in the world. It is hard to punish a player because of that.

And that’s why, at least for the next two years, college basketball will become a huge advertising machine. The kind of red carpet that LiAngelo next year and LaMelo in two years will walk. If Lonzo had to find playing time and will prove to be an Nba player and his two brothers will prove to be at least half of what they are expected to be, BBB will be in the conversation for a long time.