Quote by Kalin Bennett è autistico e giocherà in Ncaa

Precursori. La storia dello sport l’hanno scritta anche e soprattutto loro. Atleti che hanno raggiunto traguardi importanti o hanno abbattuto barriere sul piano sociale prima che sul piano sportivo. La pallacanestro non fa eccezione e può vantare, nella sua ultracentenaria vita, diversi esempi eccellenti e degni di rimanere impressi nei libri di storia. A questi si è aggiunto quello del 18enne Kalin Bennett, che ha firmato di recente una letter of intent per giocare a Kent State a partire dalla prossima stagione.

Kalin Bennett

Kalin, che proviene da Little Rock nell’Arkansas, è il primo ragazzo autistico ad aver mai ricevuto una borsa di studio nell’intera Division I. Non solo per quanto riguarda il basket, ma nell’intero panorama degli sport universitari. Attualmente Bennett, che si è già diplomato con ottimi risultati nella primavera del 2018, sta frequentando la Link Year Prep di Branson (Missouri) in preparazione del grande salto. Sul campo è un lungo di 2.08m per 138kg ed è conosciuto per essere uno straordinario rimbalzista.

Un modello per gli altri

Lo ha chiarito più volte, comunque: oltre a quella di Kent State aveva diverse offerte sul tavolo, non è stato reclutato per il suo autismo e per farne una bandiera di sensibilizzazione sul tema. È stato reclutato perché ama giocare a basket e, soprattutto, è bravo a farlo. Ciononostante, appare subito chiaro che la sua presenza nel college basketball potrebbe aprire le porte ad altri giocatori con lo stesso disturbo o, in ogni caso, aiutare a meglio comprendere una condizione che è spesso poco conosciuta o trattata superficialmente.

Fino ai quattro anni di età, Kalin non ha mai camminato e fino ai sette non ha mai parlato. Lo specialista che lo ha seguito nei primi anni di vita, addirittura, era arrivato a ipotizzare che non avrebbe mai fatto nessuna delle due cose. Una sentenza che ora Bennett guarda con la consapevolezza del percorso fatto per arrivare fino a qui, ma anche con un po’ di apprensione per le altre persone nella sua condizione che si sentono piovere addosso diagnosi di questo tipo. Ne ha parlato di recente direttamente con il suo terapista, pregandolo di non dire mai a nessun altro quello che ha scritto nella sua cartella durante l’infanzia.

Kalin Bennett con sua mamma

Dopo la notizia del reclutamento, un po’ di esposizione mediatica è già arrivata ed è inevitabile che ne arriverà ancora di più in concomitanza con il debutto e con le successive prestazioni di Bennett in Ncaa, soprattutto se il rendimento dovesse essere di buon livello. Il ragazzo, lo abbiamo detto, vuole essere giudicato solamente per le prestazioni sul campo, ma è anche consapevole di poter essere un esempio per le persone: «Molti si sentono soli e, crescendo, è capitato anche a me. Attraverso il mio esempio voglio che le persone, autistiche e non, sappiano che, se ce la faccio io, ce la possono fare anche loro», ha dichiarato a The Plain Dealer.

L’adattamento a Kent State

Tra tutte le alternative, la scelta di Bennett è ricaduta su Kent State per una serie di ragioni: prima fra tutte, la possibilità che è stata data a sua madre di accompagnarlo e di seguirlo al campus. Bennett ha dichiarato che – seppur soffra ancora di attacchi d’ansia – non ha più particolari problemi con l’idea del distacco, ma vuole comunque sua madre al suo fianco in questo delicato passaggio. L’ingresso in una struttura universitaria delle dimensioni di Kent State (circa 30mila studenti al campus) potrebbe provocargli difficoltà e ora sta affrontando l’ultima annata alla Link Year Prep anche per prepararsi ad essere più autonomo.

 

Per l’ateneo si tratta di una sfida, ma di contro era anche difficile trovare un’università che fosse più preparata ad accogliere il ragazzo: Kent State ha messo in piedi diversi programmi per supportare e migliorare la qualità della vita delle persone autistiche, come AIREO (Autism Initiative for Research, Education and Outreach) e PALS (Partnering for Achievement and Learning Success), e dunque ha già dimostrato grandissima attenzione sul tema. Altra circostanza che ha portato Bennett ad optare per questa soluzione.

Nella Mid-American della #20 Buffalo, i Golden Flashes, sul campo, stanno vivendo una buonissima stagione (11-2 di record), trascinati dai senior Jaylin Walker (24 punti e 5.3 rimbalzi per gara) e Jalen Avery (13 punti e 4 assist di media), che non saranno dunque compagni di squadra di Bennett nella prossima stagione. Kent State, dunque, dovrà passare da una ricostruzione che vedrà anche il primo ragazzo autistico nella storia dello sport collegiale. Il passo più importante per infrangere la barriera è stato compiuto, adesso starà a Bennett far parlare il campo all’interno di quella che sarà sicuramente una delle storie più interessanti della prossima stagione.