Quote by La sorpresa Golden Griffins alla riscossa

Prima che inizi una stagione, in qualsiasi sport, tutti vogliono leggere ranking e previsioni per capire chi saranno le favorite e le possibili outsider. Nel college basket è uno degli esercizi più rischiosi, sia perchè le squadre sono 351, sia perchè è altissimo il numero di giocatori nuovi che arrivano dalle high school e che in pochi hanno visto sul campo. Nella MAAC, era data per scontata una corsa a due fra Monmouth e Iona e invece c’è una terza squadra che sta stupendo tutti.

Siamo a Buffalo, ma non nell’università principale della città (UB) bensì in un piccolo college privato gesuita intitolato a St Peter Canisius. Il Canisius College ha meno di 400 studenti e i Golden Griffins non sono esattamente nell’elite della pallacanestro universitaria.

La March Madness non la vedono da più di 20 anni, esattamente dal 1996 quando chiusero la stagione con 19 vittorie e 11 perse dopo aver vinto il torneo di Conference. Allora alla guida della squadra c’era un certo John Beilein che era alle prime esperienze come capo allenatore. mentre ora è uno dei coach più importanti della Division I e dal 2007 siede sulla panchina di Michigan.

Da quell’anno di sconfitte ne sono passate tante, visto che in 23 stagioni solo 8 sono state sopra al 50% e ben 6 sotto al 35% di vittorie. Nel 2012 con l’arrivo di Jim Baron in panchina è iniziato un processo di crescita che adesso sta proseguendo sotto la guida di Reggie Witherspoon che, al suo secondo anno sulla panchina di Canisius, rischia già di scrivere un pezzo di storia della squadra, con la miglior partenza nella conference dalla stagione 1996-97.

E ricordiamo sempre i ranking prestagionali: la CBS nella sua classifica di inizio stagione li aveva messi in 260/a posizione, senza prevedere evidentemente l’esplosione di due giocatori: il sophomore Isaiah Reese e il freshman Takal Molson che è originario di Lancaster, paesino a 20 km da Buffalo.

Dopo una stagione d’esordio comunque positiva da 7 punti 3 rimbalzi e 3 assist, Reese ha mostrato una crescita che forse nessuno si aspettava. Migliorato praticamente in ogni statistica, è l’arma in più della squadra come dimostrano i suoi 16 punti di media ai quali aggiunge quasi 6 rimbalzi e 5 assist. Cifre che nelle ultime 5 partite hanno visto un aumento fino a 18,6 punti e 5,5 assist con una leggera flessione nei rimbalzi. Un giocatore totale come non se ne vedono spesso in questa conference, e che può essere decisivo per le sorti di una squadra

 

L’altro artefice di questo miracolo sportivo è ancora più inatteso: Takal Molson ha ricevuto un’unica offerta di borsa di studio e quindi non ha avuto proprio l’imbarazzo della scelta. La strada per una possibile carriera da pro passava solo da Canisius e finora ha fatto tutto il possibile per meritarsela. Con 13 punti di media (17 nelle ultime 5) con 5 rimbalzi e 3 assist, sta dimostrando di essere una guardia con un buon tiro e giusto qualche problema alla linea dei liberi. Alla prima in carriera si era presentato con 25 punti proprio contro Buffalo, solo 5 punti alla fine hanno diviso le due squadre in quella che poteva essere subito la partita della stagione.

 

Due le sconfitte finora nella conference, una sul campo di Siena per pochi punti, l’altra in casa con Niagara, probabilmente l’unica partita giocata davvero male dai Golden Griffins. Le (presunte) big della conference sono in difficoltà, lo spazio per fare strada c’è tutto. E anche per raggiungere un torneo che manca dal 1996.

 

Autore Stefano Bei