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Coach Dawn Staley, il deus ex machina di South Carolina

Coach Dawn Staley
Autore: Isabella Agostinelli
Data: 20 Gen, 2022

Ha preso due programmi alla deriva e li ha fatti rinascere. Unica allenatrice nella storia ad aver vinto contro dei mostri sacri del college basket femminile come Geno Auriemma (UConn), Kim Mulkin (LSU) e Tara VanDerveer (Stanford) nella stessa stagione. Unica ad aver vinto il Naismith Award sia da giocatrice che da allenatrice e già Hall of Famer. Ma i suoi record non raccontano tutta la storia di coach Dawn Staley e non spiegano il perché sia diventata un vero e proprio modello per la black community di Columbia e dell’intera America.

“Osa fare ciò che non vuoi fare, per ottenere ciò che vuoi”

“Non ho mai voluto essere un’allenatrice. Ma quando credi di sapere cosa volere, ci pensa la vita a stravolgere i tuoi piani. Una cosa però è chiara: ho sempre amato sfidare gli altri ed essere sfidata”

Ed è proprio grazie ad una sfida che coach Staley ha iniziato la sua carriera.

Correva l’anno 2000. All’epoca era ancora una giocatrice delle Charlotte Sting in WNBA e della squadra nazionale americana con la quale si trovava a Philadelphia in occasione delle Final Four. Il direttore atletico di Temple University, Dave O’Brien, la invita a far visita al campus proponendole una vera e propria sfida: far rinascere il bistrattato programma femminile di basket.

“Non ho saputo resistere alle difficoltà e alle opportunità che c’erano in quella offerta”.

Da Temple al titolo Ncaa

Dopo appena un anno, nel 2001 le Owls vincono il torneo dell’Atlantic 10 e si qualificano al Torneo. Prima del suo addio nel 2008 arriveranno altri tre trofei e Temple diventerà una presenza fissa nella post season. Alla sua prima esperienza da allenatrice, nei suoi 8 anni alla guida di Temple, coach Staley ha un record di 172 vittorie e 80 sconfitte.

Numeri che non passano inosservati a Columbia, South Carolina. Sono cinque anni che le Gamecocks non raggiungono il torneo. Ancora peggio, le giocatrici più forti snobbano le offerte di SC preferendo UConn e Notre Dame. Chi meglio di coach Staley per ridare lustro al programma?

E lei accetta.

Dopo una prima di stagione di rodaggio con appena 10 vittorie, trasforma South Carolina nel miglior programma della nazione. Il segreto? La cura nei dettagli e nei rapporti con le giocatrici da parte di tutto lo staff. Nel 2014 arriva il primo trofeo di conference e la stagione successiva la prima posizione nel ranking, risultato mai raggiunto a quelle latitudini.

Le Gamecocks diventano così sempre più appetibili agli occhi delle grandi promesse del basket femminile. Un esempio su tutte? A’ja Wilson, futura MVP del Torneo, Player of the Year e stella della WNBA. É con lei in campo e con i suoi canestri che nel 2017 arriva anche il primo titolo NCAA della storia del programma (67-55 contro Mississippi State) e per il suo coach.

South Carolina 2017 National Champion

South Carolina 2017 National Champion

“Unire due gruppi di persone”

Ma non si tratta di un traguardo storico solo per l’ateneo: quel 4 febbraio, coach Staley diventa infatti la (sola) seconda allenatrice afroamericana della storia del basket femminile a vincere un titolo nazionale.

Le viene addirittura dedicata una strada, la Dawn Staley Way. Nulla di strano, se non fosse che i suoi genitori furono costretti ad abbandonare Columbia durante il periodo della segregazione razziale. E lei è ben consapevole della portata del suo successo.

Quello che ho fatto e sto facendo ha un valore simbolico. Molte persone di colore hanno iniziato a venire a vedere le partite solo perché c’ero io ad allenare. Il mio successo va al di là di vincere un semplice trofeo: si tratta di unire due gruppi di persone che erano, e che in qualche modo ancora sono, divisi”.

Un compito che coach Staley ha preso molto a cuore, tanto da entrare in politica.

“Ci siamo divertite. Ma voglio il Titolo”

La sua squadra rimane sempre e comunque il suo punto fisso. Dopo aver portato la nazionale femminile USA alla conquista dell’oro olimpico a Tokyo 2020, ha lasciato l’incarico per concentrarsi solo sulle Gamecocks e raggiungere un obiettivo che lo scorso anno le è sfuggito per un soffio: portare a casa il secondo titolo NCAA.

La cocente sconfitta contro Stanford per 66 a 65 nella semifinale 2021 ha gettato infatti ancora più benzina sull’animo già infuocato di Staley e delle sue ragazze. Non a caso, grazie anche all’extra year, tutto il quintetto stellare dello scorso anno ha deciso di rimanere per tentare un nuovo assalto.

Per questo, la vittoria dello scorso 21 dicembre proprio sulle Cardinal (65-61), alla fine di un’ incredibile rimonta dal – 18, è da considerarsi una vera dichiarazione di intenti.

 

“Difesa, difesa, difesa”

E per arrivarci, la parola chiave è “difesa”. I numeri parlano chiaro: difficilmente le Gamecocks lasciano più di 54 punti alle avversarie (secondo Her Hoop Stats, la media dei punti subita è di 53.4) . Merito soprattutto della pressione difensiva sotto canestro: SC è prima per stoppate (8.4 bpg)  e per rebound margin (17.3) . Non a caso coach Staley è considerata una delle “menti difensive” più brillanti del panorama del basket femminile.

Riuscirà a trascinare le sue ragazze al titolo? Al momento South Carolina è al primo posto del ranking con un record di 19-1. Le premesse ci sono tutte, ma si sa, a marzo tutto può accadere.

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