Quote by Drell ed Eboua, da Pesaro verso l’Nba

Mentre Vasa Pušica e Federico Mussini guardano con un pizzico di nostalgia il passato americano, tra i loro compagni di squadra c’è chi invece guarda Oltreoceano con tanti sogni nel cassetto. Si tratta dei due golden boy della Carpegna Prosciutto Basket Pesaro: Paul Eboua e Henri Drell. La società li ha presentati ai tifosi lo stesso giorno e non a caso, sono entrambi giovani (classe 2000) e ambiziosi, ricoprono lo stesso ruolo (ala) ed entrambi sono già sotto osservazione dagli scout NBA, al punto che nel mock draft ESPN dello scorso 25 settembre Drell è alla 31 ed Eboua alla 36.

Il mock draft Espn 2020

Eboua è nato in Camerun ma è giocatore di formazione italiana, avendo fatto le giovanili alla Stella Azzurra Roma. Drell è nato invece in Estonia e ha conosciuto coach Federico Perego in Germania prima di arrivare in Italia. Li abbiamo incontrati a Pesaro, ecco cosa ci hanno raccontato.

Il sogno della NBA è il sogno di tanti giocatori, soprattutto giovani come voi. Ma quando si decide di rendersi eleggibili al draft bisogna anche essere molto convinti dei propri mezzi. Cosa vi ha fatto pensare: ok, ora è il momento giusto? Qual erano le sensazioni che avevate e quali le caratteristiche tecniche che vi sembrano già adeguate per la NBA?

Eboua: All’inizio non credevo che potessi essere all’altezza o che il mio gioco potesse interessare le squadre NBA, ma quando ho avuto gli inviti per il Jordan Classic e l’Adidas Next Generation ho iniziato a crederci sempre di più, tanto che adesso è diventato un mio grande obiettivo. Non c’è un momento esatto in cui decidi “ora mi candido”: è un processo di consapevolezza nei propri mezzi.

Drell: Esatto. Neppure io mi aspettavo l’invito all’NBA Global Camp ma, quando è arrivato, ho iniziato ad essere più consapevole del mio talento e dei miei mezzi fisici. Da lì a decidere di provare la carta NBA, il passo è stato breve.

Poi entrambi avete deciso di ritirare il vostro nome: come siete arrivati a questa decisione e come vi siete sentiti?

Eboua: Quando ho dovuto ritirare il mio nome dal draft, mi sono arrabbiato. Non lo nascondo.  A quel punto, io e il mio agente, ci siamo detti che quest’anno lo avremmo sfruttato per migliorare su quegli aspetti del mio gioco che sicuramente ancora non erano all’altezza della NBA, come la posizione in campo e la visione di gioco. Sono stato fermo ai box per qualche mese a causa di un infortunio, ma ora sono pronto a lavorare per potermi migliorare.

Drell: Anche a me ha fatto arrabbiare. Ma non è stata una delusione. Anzi, per me è stato uno stimolo e sono qui per raggiungere i miei obiettivi.

Henri Drell – Foto dal sito victorialibertas.it

Molti giovani europei stanno facendo la scelta di giocarsi le proprie carte nella NCAA per poi sperare in una via più diretta nella NBA: voi avete preferito la carta italiana (e Drell prima quella tedesca). Come mai? Potrebbe essere un fattore a vostro sfavore o anzi, è una carta in più da giocarsi in USA?

Eboua: Non penso che possa essere un fattore a sfavore. La serie A2 italiana mi ha dato modo di crescere e soprattutto sono stato seguito moltissimo nella mia crescita professionale. In fondo se ho ricevuto gli inviti, vuol dire che il lavoro che ho fatto in Italia è stato buono.

Drell: Fare l’anno di college in USA può essere utile per unire sport e studio, ma in termini di basket il campionato europeo non ha nulla da invidiare a quello statunitense. Per esempio, nelle giovanili del Brose Bamberg ho potuto misurarmi con un campionato di altissimo livello, dove militano molti giovani di talento e sono stato seguito passo dopo passo da uno staff fantastico.

Paul Eboua - foto dal sito victorialibertas.it

Paul Eboua – foto dal sito victorialibertas.it

Perché la scelta di Pesaro? Come vi può aiutare questa piazza a raggiungere il vostro obiettivo?

Eboua: Di Pesaro conoscevo la storia e sapevo che avrei fatto parte di un team molto giovane nel quale avrei avuto il mio spazio. Venivo dalla serie A2 e quindi ho pensato che, come prima stagione nella massima serie, fosse la soluzione migliore.

Drell: Innanzitutto l’ho scelta per la presenza di coach Perego che mi ha allenato lo scorso anno in Germania. Inoltre, non è facile trovare squadre professionistiche che diano così tanto spazio a noi giovani e quindi non avrei potuto scegliere un ambiente migliore per poter fare esperienza e lavorare sul mio gioco. L’inizio di questa stagione non è stato dei più semplici, ma poter competere giorno dopo giorno con giocatori professionisti mi sta aiutando a crescere sempre di più.

E il palcoscenico pesarese, nonostante il difficile momento della VL (ultima in campionato con 0 punti), sembra essere quello adatto per i due giocatori. Infatti, proprio in questi giorni, alla Vitrifrigo arena sono spettatori fissi degli allenamenti dei bianco rossi due scout NBA (uno per i Boston Celtics e uno per i Philadelphia 76ers) che stanno osservando da vicino i due ragazzi. A giugno si capirà quanto questo interesse li porterà in alto nel draft.