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East, Duke disinnesca la mina Oral Roberts

duke
Autore: Raffaele Fante
Data: 17 Mar, 2023

Duke si conferma una delle squadre arrivate al Torneo nella forma migliore e non ha nessun problema a eliminare Oral Roberts, cioè una delle mid più pericolose. Si complica invece la vita Tennessee che smette di segnare dopo metà del secondo tempo e soffre con Louisiana fino agli ultimi secondi.

#2 DUKE 74
#15 ORAL ROBERTS 51

Due anni fa fecero impazzire tutti con una corsa fino alle Sweet 16 davvero da classica Cinderella della March Madness. E in parecchi avevano scommesso che la storia si potesse ripetere quest’anno, visto che Oral Roberts ha ancora la sua stella Max Abmas ed è arrivata al torneo con la striscia vincente di 17 partite più lunga di tutti. Peccato per coach Paul Mills che Duke sia arrivata nello stesso stato di forma e con una dose di talento e centimetri ovviamente non paragonabile a quella dei Golden Eagles. E quindi quello che era un primo turno potenzialmente ad alto tasso upset diventa una mezza passeggiata per i Blue Devils.

Pronti via e la squadra dell’esordiente Jon Scheyer saluta e se ne va: 15-0 dopo 8 minuti e partita sostanzialmente finita. Non certo perché non ci sia tempo per recuperare, ma perché Duke continua a giocare con la stessa tostissima difesa e con una quantità di opzioni diverse in attacco che Oral Roberts non ha modo di fermare. Raggiunto il +27 nel secondo tempo c’è un solo parziale di 11-0 che riporta vagamente in partita ORU, ma dura poco. Tyrese Proctor ha ancora 18 anni ma si incolla al senior Abmas e lo tiene a 12 punti (con 4/15 al tiro), 10 in meno della sua media stagionale, Dariq Whitehead è finalmente il giocatore solido atteso da tutta la stagione e Dereck Lively oltre a 12 rimbalzi rifila 6 stoppate, record per un freshman al torneo.

Ma soprattutto Duke si può permettere anche un Kyle Filipovski da soli 6 punti perché ha un floor general come Jeremy Roach che ne mette 23 e porta letteralmente a spasso tutte le guardie avversarie

 

Davvero ottimo quindi l’esordio dei Blue Devils che confermano di essere una delle squadre più temibili del torneo e di non soffrire affatto la presenza di tanti freshman, perché sono arrivati al momento più importante della stagione davvero nella forma migliore

#4 TENNESSEE 58
# 13 LOUSIANA 55

Quanta fatica inutile e come complicarsi la vita. D’altronde nella March Madness funziona spesso così: quando meno te lo aspetti, una partita che sembra morta e sepolta diventa improvvisamente tirata con un finale punto a punto. E’ quanto successo anche tra Tennessee e Louisiana con l’aggiunta del classico e improbabile quasi eroe: Kobe Julien, cioè un panchinaro da neanche 10 minuti a partita e 3.6 punti di media, infila 3 triple e riapre una gara che i Volunteers pensavano di gestire senza problemi fino alla sirena.

Il vantaggio della squadra di Rick Barnes arriva infatti a 18 punti nel secondo tempo e ai Ragin Cajuns non basta la prova come al solito di grande cuore del loro leader Jordan Brown, che da solo non basta. Ed ecco quindi spuntare Julien che si inventa una partita da 15 punti e una rimonta che mette paura a Tennessee, priva della sua PG titolare, cioè Zakai Ziegler, e si è visto. Alla fine, niente upset ma la conferma che oltre alla difesa, i Volunteers hanno davvero poco e sono anche una delle squadre più brutte da vedere della Division I. Facciano il favore di uscire in fretta.

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