Quote by Culver risponde a Morant, flop K-State

Upset, career high, un Culver da Nba e qualche flop inatteso. Dopo avervi raccontato le 16 partite del secondo giorno, vediamo gli spunti principali che hanno chiuso il primo turno della March Madness.

La partita

Numero 10 (Iowa) contro numero 7 (Cincinnati). Attacco contro difesa. Gioventù contro esperienza. Una partita in equilibrio, segnata dalle folate difensive dei Bearcats e dalle rimonte e i recuperi dei Hawkeyes. E poi, nel secondo tempo, punto a punto e una lotta a ogni canestro. Pari a 5 minuti dalla fine, ancora pari a 4 minuti dalla fine. Punto a punto a 2 minuti dalla fine. Chi ha rotto gli equilibri? Il freshman Joe Wieskamp, che vi avevamo segnalato come arma in più di Iowa. Suo il tiro da 3 (per Iowa 0 triple nel primo tempo e 11 nel secondo) che ha rotto gli equilibri e dato la vittoria agli underdog. A Cincinnati non sono bastate la durezza di una difesa match up che è sempre un incubo per gli avversari, il talento di Jarron Cumberland e la serata di grazia di Justin Jenifer. Iowa è stata più squadra, ha trovato punti importanti da molti protagonisti (13 di Jordan Bohannon, 10 di Nicholas Baer e 20 del sempre più concreto Luka Garza) finendo per far prevalere l’attacco sulla difesa.

 

L’upset

Se il tuo MVP (Dean Wade) è fuori per infortunio, il tuo secondo miglior giocatore a roster (Barry Brown Jr) stecca la sua ultima partita in carriera (5 punti) e una persa sanguinosa nel possesso decisivo) e il supporting cast ha piu falli che punti, è normale uscire al primo turno: così coach Bruce Weber dice addio al Torneo e alla miglior Kansas State di sempre. UC Irvine centra un upset meritato dopo un primo tempo in cui ha saputo tenere testa ai Wildcats. Per gli Anteaters ha funzionato tutto a partire dalla difesa, la vera specialità della casa con una zona capace di tenere gli avversari al 37.3% dal campo. Il mostro a tre teste Hazzard-Cartwright-Leonard ha messo a ferro e fuoco la difesa di Kansas State a suon di triple (9) e penetrazioni, combinando a fine partita per 48 dei 70 punti di squadra. Aggiungeteci i 19 punti, tutti pesanti, del duo Welp-Jones in uscita dalla panca e l’upset è servito. Ostici e motivati: in poche parole da evitare.

La prestazione

La prestazione di Jarrett Culver contro Northern Kentucky non farà lo stesso identico rumore di quella di Ja Morant ma è stata senza dubbio una delle cose migliori che abbiamo visto in questi primi due giorni: 29 punti con un 10/17 dal campo (7/12 da due e 3/5 da tre) oltre a 8 rimbalzi e 7 assist in 34 minuti per trascinare Texas Tech alla vittoria. La sua efficacia altissima in avvicinamento a canestro non è una novità, né il fatto che sia capace di avere giornate molto buone al tiro nelle quali può infilare jumper dal palleggio con una certa scioltezza, anche dall’arco. Dato che parliamo di una guardia nel corpo di un’ala, sono allora forse quei 7 assist a meritare di essere sottolineati. A difesa schierata o in contropiede, Culver ha fatto un ottimo lavoro nell’imbeccare il compagno in posizione per avere il tiro migliore, segno di un playmaking cresciuto nel corso di questa stagione e che non potrà che fare molto comodo a Texas Tech nel torneo.

 

Up

 

Oregon. Dopo l’infortunio di Bol Bol, sembrava tutto finito. E invece è arrivata la vittoria nel torneo della Pac12 e l’upset nei confronti di Wisconsin. Bentornati Ducks.

Big Ten. Eccola ancora qua la conference più forte che manda 7 squadre al secondo turno, eguagliando il record assoluto nella storia del torneo.

Tacko Fall. Come essere decisivi segnando pochi punti: 28 minuti in campo, “solo” 13 punti, ma 18 rimbalzi e 5 stoppate. E la sfida lanciata a Zion Williamson.

Caleb Homesley. Upset di Liberty ai danni di Mississippi State, e già ci sarebbe una bella storia. Ma Homesley ha vissuto la giornata registrando il suo career high con 30 punti e segnando tutti i canestri decisivi della rimonta dei suoi. Roba da raccontare per anni a figli e nipoti.

Down

Big. Mai successo nella storia che due n.1 fossero sotto all’intervallo al primo turno. North Carolina e Virginia hanno poi evitato sconfitte clamorose, ma non hanno fatto una gran figura. Aggiungiamoci le fatiche di Tennessee e avrete una giornata complicata per le big.

Mississippi. Una legnata senza storia presa da Ole Miss, un upset inaspettato incassato da Mississippi State da una squadra come Liberty che non aveva mai vinto una partita al torneo. E uno stato senza più squadre per cui tifare.

Atlantic 10. VCU presa a schiaffi da UCF, Saint Louis umiliata da Virginia Tech, con la peggior prestazione offensiva (18 punti) in un tempo di tutto il primo turno. Pessima annata per una pessima conference.

Iowa State. Ovvero la maledizione della vittoria al torneo della Big12. Tre tornei da campioni di conference negli ultimi cinque anni, un solo turno superato. Coach Steve Prohm faccia i suoi calcoli l’anno prossimo.