Quote by Duke e Kansas regine per una notte

Quattro squadre con blasone, tecnica e un tasso di atletismo sopra la media e due partite combattute. Non si poteva chiedere di più al Championship Classic, evento che esiste da 2011 e che rappresenta il primo acuto della stagione di college basketball. La prima gara è stata vinta da Duke contro Michigan State per 88-81, mentre nella seconda sfida Kansas ha battuto Kentucky 65-61. Il coach di Kansas Bill Self ha commentato il torneo dicendo che per come sono andate le gare “hanno vinto tutti e non ha perso nessuno” e un po’ ha ragione. Ecco alcune considerazioni veloci.

Allen MVP, Jackson chiama la Nba

– Nota tecnica. Duke a zona 2-3 per 40 minuti. Non un grande spettacolo, ma efficace: pochi problemi di falli e Bridges arginato.

 – Grayson Allen ha esordito nel match segnando la 200esima tripla della sua carriera in maglia Blue Devils. Ha chiuso con 7/11 e career-high a 37 punti facendo intendere di essere il leader della squadra. E mandando un segnale all’intero college basket, chiudendo così la partita.

 

– Vittoria di Duke nonostante Marvin Bagley, il più atteso, abbia giocato solo 10 minuti (4 punti e 6 rimbalzi e un paio di salti da “wow”) prima di rimediare un colpo all’occhio e abbandonare la gara.

– In assenza di Bagley ha brillato l’altro freshman dei Blue Devils, Trevon Duval, che ha chiuso con 17 punti (ma 0/4 da 3). Nelle prime tre gare ha combinato 30 assist e sole 4 perse. E 12 recuperi, 6 contro MSU, compreso questo

 

 – Miles Bridges, controllato in avvio, ha atteso la ripresa per mostrare i suoi mezzi. Alla fine il sophomore di Michigan State ha segnato 19 punti con 5/10 dall’arco. Ma manca ancora qualcosa: voto 7 al talento, 9 alle potenzialità, ma 5 (e siamo buoni) alla leadership.

– Coach Tom Izzo sarà contento di quanto mostrato dal freshman Jaren Jackson: 19 punti, 7 rimbalzi, 3 stoppate e super impatto. Colpisce il mix fatto di aggressività in area e naturalezza nel tiro da tre (3/5 alla fine). In ottica draft è forse quello che ha aumentato di più le sue quotazioni.

 

– Note sparse. Nick Ward (MSU) resta un lungo coriaceo che corre bene il campo. Joshua Langford (MSU) se non segna da 3 è un po’ inutile. Per Gary Trent Jr (Duke) 35 minuti fatti di tante piccole cose utili. Caro Marques Bolden (Duke) anche quest’anno si gioca l’anno prossimo.

L’esperienza di Kansas batte la giovinezza di Kentucky

– I Jayhawks hanno vinto meritatamente perché più costanti e più quadrati. Migliori letture e migliori esecuzioni. Se tutto questo è vero, la prova di UK diventa un filo impressionante: senza far quasi mai canestro han perso di soli 4 punti.

– Sfatiamo un po’ di miti: Kentucky è più efficace in difesa e Kansas in attacco, mentre di solito si pensa il contrario. Le braccia lunghe dei Wildcats oscurano la visuale per tiri (35% dal campo per Kansas) e passaggi.

 – Devonte Graham leader senza-se-e-senza-ma di KU, eppure la vittoria la deve a Sviatoslav Mykhailiuk, unico costantemente pericoloso da fuori e a Udoka Azubuike, che con 5/5 dal campo più 8 rimbalzi e 2 stoppate ha portato un contributo decisivo.

 

 – Kansas ha fatto a fette UK a rimbalzo offensivo, soprattutto nel 1° tempo. E pensare che non giocava Billy Preston. Ah, btw, il lungo non ha giocato perché ha fatto un incidente in macchina del quale, sostanzialmente, non si capisce nulla. E in attesa di verifiche KU l’ha tenuto in panchina.

– Se c’erano dei dubbi sul fatto che Kevin Knox (UK) fosse un fenomeno, il ragazzo li ha spazzati via tutti risultando, pur da sconfitto, il migliore in campo. Peraltro se il tuo 2,05 è l’unico a metterla da fuori (3/6 dall’arco) e gli altri fanno 0/7, aver perso di 4 resta un mezzo miracolo.

 

– Note sparse. Hamidou Diallo (UK) è atleta spaventoso. Poi però per una guardia serve anche molto altro. Wenyen Gabriel (UK), qualcuno l’ha visto? Pare sia stato in campo 18 minuti. La SG Malik Newman (KU) “solo” 12 punti? Sì, ma miglior rimbalzista della squadra con 9.