Quote by Houston non sbaglia un colpo, UConn in crisi

Inizia ad allungarsi la classifica della American Athletic Conference. Houston batte il ferro finchè caldo, con una sola sconfitta, così come Cincinnati, che non vuole allentare la presa. Il ritmo è alto nelle prime posizioni della classifica. Nelle retrovie, invece, non sono poche le squadre a fare fatica.

Houston è inarrestabile

La squadra di Kelvin Sampson, quest’anno, è al limite della perfezione. 21 vittorie (8 nella AAC), una sola sconfitta sono il risultato di un attacco che gira benissimo. La difesa è ordinata, ma non eccellente. Grazie all’ormai certo apporto di Corey Davis Jr. e Armoni Brooks, i Cougars sanno di avere in tasca una trentina di punti a partita grazie alle due guardie. Nelle ultime uscite è Dejan Jarreau ad aver guadagnato minuti nelle rotazioni. La sua doppia doppia da 14 punti e 12 rimbalzi ha permesso a Houston di vendicare l’unica sconfitta subita in stagione da Temple. Nella stessa partita, Nate Hinton si è rotto il naso, in uno scontro con un avversario durante il primo tempo.

Insegue Cincinnati

Continua la sfida a distanza tra Houston e Cincinnati. Lo scontro diretto del 10 marzo potrebbe essere decisivo per il titolo di regular season di conference. I Bearcats sono dipendenti da Jarron Cumberland. Senza di lui, la produzione della squadra si riduce esponenzialmente. Con 18.4 punti di media è il leading scorer di questa squadra, seguito da Keith Williams a 10.9, unici due giocatori in doppia cifra. Nonostante le vittorie continuino ad arrivare, l’attacco sembra davvero statico e contro avversari di livello più alto potrebbe rivelarsi problematico segnare con continuità. La peggior sconfitta in conference è arrivata contro East Carolina. Contro Temple, invece, i Bearcats sono riusciti a tirare fuori il carattere vincendo in rimonta da -14.

Passo falso di UCF

Il terzo posto provvisorio nella AAC è un buon piazzamento per Central Florida. Contro Memphis arriva una sconfitta di 20 punti, la più pesante di questa stagione. Per il resto UCF “is rolling”, come direbbero negli States.  BJ Taylor e Aubrey Dawkins hanno preso in mano la squadra, rispettivamente con 16.9 e 15.1 punti di media. Terrell Allen è quello che, rispetto alle aspettative, sta avendo più difficoltà ad incidere sulle partite, mentre Tacko Fall ha diversi problemi in difesa e in attacco non riesce a dire la sua, subito colpito dai falli degli avversari. Le sue percentuali ai liberi sono imbarazzanti, attorno al 28%. UCF vuole provarci veramente nella AAC, nonostante il talento a disposizione sia minore rispetto alle corazzate Houston e Cincinnati.

L’altalena di Memphis

Un paio di sconfitte, qualche vittoria. Un po’ di vittorie, qualche sconfitta. I Memphis Tigers sono davvero troppo incostanti. Nell’ultima uscita contro South Florida, 13 punti nel primo tempo, 65 nel secondo. Non sono bastati i 41 punti di Jeremiah Martin nel secondo tempo. Essere a metà classifica è un lusso, considerando la quantità di occasioni sprecate dalla squadra di Hardaway. Kyvon Davenport sta illuminando i Tigers con una stagione ottima. In pochi si sarebbero aspettati un apporto così consistente quest’anno. Forse, ancora un po’ di esperienza per il coaching staff non farebbe male, in attesa del talento in arrivo dal recruiting del prossimo anno.

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Crollo UConn

Sei sconfitte nelle ultime nove partite. Per gli Huskies, le probabilità di vincere aumentano esponenzialmente quando le proprie guardie giocano bene. Contro Tulane, Jalen Adams mette a segno 31 punti, portando alla vittoria UConn. Nelle ultime uscite è mancato anche Alterique Gilbert, fuori per infortunio. L’assenza del top scorer numero tre di questa squadra si è fatta sentire sulle spalle degli altri titolari, con Adams spesso soggetto a raddoppi già lontano da canestro. Dopo le penalità auto inflitte per la gestione di Kevin Ollie, è ancora palese che l’ateneo non sia ancora uscito dalla bufera e non sia bastato l’arrivo di Dan Hurley per far ripartire effettivamente il nuovo ciclo