Quote by Johnson vendica UNC, Bowman troppo solo

Siamo a circa metà della regular season dell’Atlantic Coast Conference, per questo proviamo ad analizzare l’andamento e soprattutto l’aria che si respira in ognuno dei quindici spogliatoi.

Le favorite

Virginia (record in ACC 8-1; 20-1 generale) continua ad essere in testa alla classifica, esprimendo il suo consueto gioco fatto di difesa asfissiante e attacco sotto controllo. Questa settimana a pagare dazio sono state prima NC State – che per la verità è uscita sconfitta di un punto dopo un overtime e a testa alta – e Miami.

 

La principale antagonista dei Cavaliers rimane Duke (7-1; 19-2), che con il suo attacco stellare ha spazzato via prima Notre Dame (tirando col 52.6% da 3 on the road, avvicinandosi al primato di 58.3% del 2014 con Wisconsin) e poi St. John’s. Contro i newyorkesi per la seconda volta in stagione l’intero quintetto è andato in doppia cifra, così l’attacco dei Blue Devils non è stato monopolizzato dai soliti RJ Barrett e Zion Williamson, che contro ND…

 

Non bisogna sottovalutare North Carolina (7-1; 17-4) che si è definitivamente ripresa. Questa settimana più che i freshmen è ritornato a crivellare i ferri Cameron Johnson (primo in ACC nel tiro da 3 con il 47.6%), top-scorer e giustiziere nel match contro Louisville servito per vendicare la sconfitta casalinga più cocente dell’era Roy Williams.

Le inseguitrici

Virginia Tech (7-2; 18-3) resta la prima candidata a far saltare il banco. Nickeil Alexander-Walker è il più continuo di una squadra lunga e con più frecce nel proprio arco. Per lui non dovrebbero esserci problemi ad aspirare ad un posto in lottery al prossimo draft.

Louisville (7-2; 16-6) è invece la sorpresa. Con coach Chris Mack ha trovato subito la quadra del cerchio. Dopo la vittoria ai danni di Wake Forest, ha perso in casa contro UNC mettendo fine alla sua striscia positiva di sei successi. Determinante per i Cardinals la gara sottotono di Jordan Nwora.

La stagione di Syracuse (7-2; 16-6) è paragonabile ad un giro sulle montagne russe, con tanti up and down. Attualmente gli Orange stanno vivendo un buon momento con le vittorie contro Boston College e Pittsburgh. Con BC il figlio di coach Jim Boeheim ha segnato 13 punti tirando 3/5 da 3 uscendo dalla panchina, mentre con Pitt ha suonato uno squillo Oshae Brissett con la doppia-doppia da 18 punti e 12 rimbalzi.

Le piazzate

Anche Florida State (4-4; 16-5) ha avuto un inizio di ACC al di sotto delle proprie possibilità. Strada facendo sta comunque ritrovando la retta via grazie anche all’esplosione di Mfiondu Kabengele. Potrà continuare a dare fastidio.

NC State (4-5; 16-6) sta vivendo l’esatto opposto. Più volte abbiamo evidenziato il grande lavoro di coach Kevin Keatts, che adesso invece sembra in leggera difficoltà. È vero che Markell Johnson, il metronomo dei Wolfpack, ha avuto qualche acciacco che ne ha condizionato le prestazioni, ma passare dal perdere di un punto contro Virginia a segnare solo 24 punti contro VT è da film dell’horror.

 

Le ritardatarie

Georgia Tech (3-6; 11-11) è squadra che lotta, si dimena e prova a superare gli ostacoli, ma il talento a disposizione di coach John Pastner è quel che è, quindi già non essere sul fondo della classifica è un traguardo più che soddisfacente.

Non si può dire lo stesso per Clemson (3-5; 13-8), che è irriconoscibile rispetto a quella che lo scorso anno face un bel cammino al torneo. Shelton Mitchell e Marcquise Reed non stanno riuscendo ad incidere, e non sembra ci siano possibilità di migliorare.

Ancor peggio Boston College (2-6; 11-9), che in avvio di stagione sembrava essere una squadra più dura da battere. Ky Bowman – terzo miglior marcatore dell’ACC (20.5 punti di media) dietro alla coppia Barrett-Williamson – predica nel deserto, ed è stato sfortunato che il freshman Wynston Tabbs, unico a dargli un’ottima mano, si sia infortunato al ginocchio.

 

Notre Dame (2-7; 12-10) è stata letteralmente falcidiata dagli infortuni. Il roster già non presentava molte alternative, ma con le defezioni di Rex Pflueger (out per la stagione), Robby Carmody e Juwan Durham (primo in ACC per stoppate, 3.2 a gara), è stato letteralmente ripescato il freshman Chris Doherty – che aveva richiesto la red shirt – per allungare le rotazioni. I risultati, ovviamente, non arrivano.

Per Pittsburgh (2-7; 12-10) già il fatto di non avere uno zero alla casella vittorie è un successo. La squadra è giovane e per coach Jeff Capel è normale avere prestazioni alte e basse. Forse si poteva fare qualcosina in più, ma per il momento può andare anche bene così.

Per coach Jim Larranaga e la sua Miami (1-8; 9-12), questa è una stagione davvero molto difficile. Ha addirittura provato a cambiare le carte in tavola, togliendo un’ala dal quintetto e adattandosi con quattro esterni ed un solo lungo. L’esperimento non ha portato i suoi frutti, con il transfer Zach Johnson che non è riuscito ad aggiungere praticamente nulla.

Chiude la classifica Wake Forest (1-8; 8-13) va seguita solo per due giocatori: Brandon Childress e Jaylen Hoard. Il primo si sta caricando la squadra in spalle, ma da solo può fare ben poco. Il secondo è il prospetto Nba che in realtà in questo contesto di squadra avrebbe dovuto fare ferro e fuoco e invece non sta impressionando.