Quote by Kansas sopravvive, Vols con molti rimpianti

«Questa vittoria ci serve più di quanto serva a Tennessee. Siamo giovani e non siamo duri abbastanza». Le parole di Bill Self alla vigilia del big match fra due Top 5 mettevano ben in chiaro quale fosse il momento di Kansas e, per la sua gioia, la squadra è riuscita a strappare il risultato sperato: vittoria per 87-81 dopo un supplementare all’atto finale del NIT Tip-Off di Brooklyn. Una partita dura, con diversi imprevisti sgraditi da entrambe le parti e che, alla fine, ha premiato la maggiore profondità dei Jayhawks.

Dedric Lawson spadroneggia ma Azubuike serve

«Adoro New York ma qui la gente è maleducata, qualcuno ha lasciato che la porta mi sbattesse in faccia». Beh, non è che Dedric Lawson sia uno che chiede permesso, perlomeno su un campo da basket. L’ex Memphis è stata la stella più brillante della serata, autore del terzo ventello e della terza doppia-doppia in questo inizio di stagione: 24 punti (9/16 dal campo, 6/11 ai liberi), 13 rimbalzi e 5 assist in 41′.

Non è il giocatore che spezza le difese con esplosività ma i suoi colpi di fioretto in avvicinamento al ferro sono efficacissimi e si lasciano guardare, anche. Attaccando frontalmente dalla linea dei tre punti o spalle a canestro, il controllo del corpo e l’intelligenza di Lawson nello scegliere i movimenti giusti sono stati davvero importanti per la produzione offensiva di Kansas.

 

Lawson è stato da applausi ma questa partita insegna anche che i Jayhawks non possono prescindere da Udoka Azubuike. Il centrone è rimasto in campo per soli 17′ causa problemi di falli, limitando la solidità difensiva in area e le opzioni offensive della squadra. Stavolta è andata bene, ma quante volte Kansas potrà permettersi le ingenuità del nigeriano? In definitiva: Lawson è stato un eccellente sostituto di Azubuike, ma le cose vanno nettamente meglio quando i due possono giocare uno accanto all’altro.

 

Tante frecce nell’arco di Kansas

Marcus Garrett infortunato e Quentin Grimes ancora sottotono? Nessun problema: gli interpreti di qualità abbondano nel roster di coach Self. Silenzioso nel primo tempo, Lagerald Vick ha chiuso la serata con 15 punti e 4 assist, capace di farsi sentire nei momenti delicati: esaltanti i suoi 8 punti (segnati in poco più di un minuto) nel parziale di 10-0 che aveva lanciato Kansas sul +5 a 6’05” dalla fine.

 

Utilissimi KJ Lawson (8 punti e 6 rimbalzi in 19′) e Charlie Moore (9 punti e 2 assist in 32′) dalla panchina, Devon Dotson ha giocato una gara di una maturità impressionante per una matricola, scandendo i ritmi dell’attacco e mostrando molta furbizia nel leggere le situazioni. Per lui, 17 punti (5/8 dal campo, 6/7 ai liberi), 4 rimbalzi e 2 assist in 40′. Una sicurezza per Bill Self e un giocatore che ci delizierà ancora con prove del genere.

Grant Williams decisivo suo malgrado

Grant Williams ha fatto spesso pentole e coperchi durante la partita, dimostrando una volta di più l’ampiezza del suo repertorio. 18 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, la capacità di Williams di creare per sé e per gli altri in una vasta gamma di situazioni non è qualcosa che si vede tutti i giorni, specie se abbinata a un’intelligenza sopraffina e a uno spirito di sacrificio indefesso. Decisivo in positivo per larghi tratti del match, la sua uscita per falli a 1’24” dal termine dei tempi regolamentari ha lasciato un vuoto tecnico e di leadership troppo grande da colmare per il solo Admiral Schofield (21 punti con 9/22 al tiro).

 

Air France stenta a decollare

Rick Barnes ha avuto di che rimproverare i suoi in conferenza stampa, a partire da una selezione di tiro rivedibile (25.9% da tre) e dal mancato sfruttamento delle possibilità di attaccare l’area e strappare viaggi in lunetta. Se gli esterni dei Vols meritano una bella tirata d’orecchi, l’uscita anzitempo di Williams ha però messo a nudo un altro problema, ovvero la scarsa profondità del reparto lunghi. Oltre a Kyle Alexander, c’è un po’ il vuoto: John Fulkerson e Derrick Walker hanno limiti evidenti, mentre Yves Pons appare ancora troppo acerbo. L’ala francese avrebbe i mezzi per fare sconquassi in entrambi i lati del campo ma i suoi lampi e la sua buona volontà cedono il passo a tanti errori: deve maturare, in fretta, e non sarà affatto facile.