Quote by Tennessee ferma la corsa di Gonzaga

La prima volta in assoluto per Rick Barnes, la prima volta in stagione per Mark Few: Gonzaga perde l’imbattibilità contro Tennessee perdendo 76-73 al termine di una partita di grande college basket, decisa solo negli ultimi secondi da una gigantesca prova di Admiral Schofield che dà al suo coach la prima vittoria contro una n.1 della sua carriera iniziata 40 anni fa.

Il cubo dominatore

5 punti nel primo tempo, 25 nel secondo, compresi gli 11 finali per un career high di 30 punti: Admiral Schofield è un armadio di 1.98 per quasi 110 chili che passerebbe inosservato se fosse un defensive lineman su un campo da football. In canottiera e pantaloncini un po’ meno, anche se è al suo quarto anno con la maglia dei Vols e ormai tutti conoscono lo strano nome di uno strano giocatore. Che ovviamente è tosto, molto tosto, ma ha anche tecnica e agilità per essere pericoloso in molti modi. Baciato dal sacro furore agonistico, ha semplicemente dominato i minuti finali di una partita anche grazie alla fortuna del vincente, visto che una delle triple decisive è arrivata di tabella

 

6/10 da 3 per lui, 41.3% la percentuale dall’arco nella sua straordinaria stagione in cui ha raddoppiato gli assist (da 1.5 a 3), aumentato i punti (da 14 a 18) e confermato rimbalzi (6) e trash talking: “Sarò onesto, mi piace quando mi urlano addosso, mi dà grandi motivazioni e reagisco”. Ecco, probabile che Zach Norvell abbia imparato la lezione e la prossima volta farà a meno di provocarlo.

La nemesi di Rui

Contro la versione minore di Zion Williamson, il giapponese di Gonzaga non ha ottenuto lo stesso risultato e tanto le sue giocate nel finale avevano dato la vittoria contro Duke, quanto le scelte fatte contro Tennessee hanno ottenuto l’effetto contrario. Criminale la sua difesa sulla tripla decisiva di Schofield, lasciato inspiegabilmente tutto solo

 

Schofield ha anche difeso benissimo su una sua penetrazione nel finale e il suo tiro della disperazione (ma non troppo, era comunque in equilibrio) per il pareggio ha preso solo il tabellone. Insomma, con RJ Barrett era andata decisamente meglio, ma è stato comunque il miglior marcatore dei suoi con 21 punti assieme a Brandon Clarke.

A proposito di Brandon

Sarà il caso di iniziare a segnarsi per bene il suo nome perché il transfer da San Jose State è senz’altro uno dei lunghi più interessanti del college basket. Probabilmente troppo piccolo (2.04) e poco pericoloso da fuori area per l’Nba, è invece perfetto per l’Europa. Agile, corre benissimo il campo, ha ottimi movimenti all’interno dell’area ed è una presenza difensiva. Eccome se lo è

Stili diversi, stesso risultato

Gonzaga e Tennessee sono due squadre che esprimono in modo diverso la loro ottima organizzazione di gioco, che è poi il motivo principale che ha reso la loro partita un grande spettacolo di pallacanestro. Tennessee è fisica e non concede nulla in difesa (13/a nella nazione per Defensive Rating) , mentre in attacco ha pochi giocatori di talento, tirano poco (35% dei punti) e male (34.6%) da 3, ma ha ritmo basso e una circolazione perfetta di palla alla ricerca della soluzione migliore. E non a caso, i Vols sono terzi nella classifica degli assist con 21 a partita.

Gonzaga gioca a un ritmo diverso e, dopo aver sofferto nei primi 20’, nella ripresa è salita a +9 correndo di più e difendendo (meglio) a zona, dando la sensazione di aver la partita in mano. Gli Zags i tiratori ce li hanno eccome, a partire da Zach Norvell riemerso nel secondo tempo, ma non è bastato perché il terzo miglior attacco della nazione con oltre 94 a partita (primo per Adjusted Efficiency) si è fermato a 73, senza superare per la prima volta in stagione quota 80. Ha vinto la difesa di Tennessee e questa volta l’uscita per falli di Grant Williams non è stata decisiva come era successo contro Kansas. Ma non ha perso Gonzaga che, ricordiamoci, sta giocando senza due pedine importanti come Killian Tillie e Geno Crandall e quindi può ancora migliorare.