Quote by Kentucky extralusso, poi Kansas batte Duke

La prima partita giocata alla “World Most Famous Arena” ha consacrato il talento dei freshmen di Kentucky, in una sfida che vedeva affrontarsi tra di loro ben 9 top recruit della Espn100. La giovane età media delle due squadre è stata rispecchiata dal ritmo della partita, con un continuo correre su entrambi i lati del campo e un gioco frenetico che ha portato a 34 palle perse combinate. Gara però quasi mai in discussione, chiusa dai ragazzi di coach Cal a inizio secondo tempo con un parziale di 16-7 dopo essere andati negli spogliatoi, all’intervallo, sul +8. Kentucky supera, così, a pieni voti il primo test stagionale contro una delle super potenze del college basket, non solo grazie ad un attacco stellare ma soprattutto per merito di una grande organizzazione difensiva.

 

Monk Night

Malik Monk (Kentucky)

Malik Monk (Kentucky)

È stata la serata di Malik Monk che ha infuocato il Garden con una prestazione balistica da 7 su 11 da tre, segnando 14 dei primi 26 punti dei Wildcats grazie a tre triple consecutive che hanno subito spezzato il ritmo del gioco a favore di Kentucky. Conosciuto alla high school prima come uno slasher e poi come tiratore, ha retto da solo il gioco dal perimetro con un vero e proprio clinic di tiro che ha mascherato lo 0/10 da tre del resto dei compagni. Una prestazione che non ha sorpreso coach Calipari, che a fine partita lo ha definito uno dei migliori tiratori mai avuti sotto la sua guida.

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Un mostro a tre teste

Oltre a Monk, a fare la differenza per UK sono stati i suoi due compagni di reparto Isaiah Briscoe e De’Aaron Fox che, insieme al cecchino, formano un vero e proprio mostro a tre teste capace di combinare per 56 punti dei totali 69. Briscoe è un giocatore totalmente diverso da quello dell’anno scorso, ha compiuto il famoso next step necessario che lo ha portato a essere il leader emotivo del roster, oro che cola in una squadra così talentuosa ma inesperta. In una partita all’insegna della frenesia è riuscito a guidare con ordine la transizione dei Wildcats mettendo a referto 21 punti e dimostrando, soprattutto, di non essere solo una guardia che va al ferro, ma di aver costruito anche un solido mid-range jumper, oltre ad aver superato, definitivamente, i problemi dalla lunetta che lo hanno limitato la scorsa stagione. Fox ha aggiunto 12 punti e 6 assist per i compagni, continuando, però, a dimostrare che il tiro da 3 è un vero e proprio problema (0/7 in stagione).

Adebayo e Gabriel: le ancore della difesa

Non fatevi ingannare dai numeri, la vittoria dei Wildcats non è stata solo frutto del mostro a tre teste ma anche del lavoro nel pitturato della coppia Bam Adebayo-Wenyen Gabriel. I due sono una forte presenza a rimbalzo e sono capaci di chiudere l’area agli avversari (chiedere informazioni a Bridges) grazie al fisico tutto muscoli da rim protector di Adebayo e alla verticalità e l’abilità di rubar palla di Gabriel, il cui fisico combinato a un’incredibile velocità di piedi gli permette di cambiare in difesa con chiunque. In attacco, invece, hanno fatto il lavoro sporco che ha permesso le penetrazioni al ferro del trio di guardie. Alla fine 20 palle perse per Michigan State sono state trasformate in 24 punti da Kentucky, un’enormità.

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“Benvenuto nel mondo reale Miles”

Con queste parole coach Tom Izzo ha accolto Miles Bridges a fine partita. Il coach degli Spartans ci ha tenuto a far presente al proprio talento che non siamo più all’high school e che le difese avversarie lo raddoppieranno costantemente, visto il talento a disposizione (ve ne abbiamo parlato qui). E in effetti la difesa di Kentucky ha saputo tenere a bada il freshman cinque stelle, chiudendo l’area e relegandolo a soli 6 punti (con 2/11 dal campo) e 9 palle perse, dopo il debutto sfavillante da 21 punti contro Arizona (ve ne abbiamo parlato qui). Bridges ha cercato di metterci del suo in difesa, con 2 stoppate e 12 rimbalzi, ma non è bastato. Che serva da lezione per le prossime partite perché, come ha detto il suo coach, “this is part of the process”.

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Miles Bridges Michigan State

Izzo abbiamo un problema (e non solo uno)

Il coach di MSU dopo due partite contro top team si ritrova con un record di 0-2 e con una serie di problemi da risolvere, non imputabili unicamente alla serie di infortuni che ha decimato la sua frontline. L’attacco non gira, nessun giocatore è riuscito ad andare in doppia cifra, e le percentuali al tiro sono pessime (32,8% dal campo e 5/26 dalla lunga distanza). È vero che gli Spartans hanno spesso schierato contemporaneamente ben quattro freshmen ma non basta questo a giustificare una prestazione povera in attacco, dove son mancate idee e circolazione della palla. Si attendono risposte soprattutto da Eron Harris, stranamente anonimo in questo inizio di stagione. Izzo si è dichiarato imbarazzato a fine partita, speriamo che i suoi ragazzi lo tolgano da questa situazione nelle due prossime sfide contro Mississippi Valley State e Florida Gulf Coast.

Quote by Super Kentucky, Duke falls to Kansas

16/11/2016