Quote by la sorpresa Oklahoma e big match in ACC e SEc

Isaac climbs the draft

Quando nella partita di cartello della giornata, con tutti i riflettori puntati addosso, un freshman mette a segno il career-high di 23 punti con 7/9 dal campo, 2/2 da 3pt, 7/7 ai liberi, 10 rimbalzi e … rullo di tamburi… 7 stoppate, beh quel freshman si fa notare. Parliamo di Jonathan Isaac che sta prendendo feeling con la Ncaa e beh, gustatevelo più che potete perché l’ascensore delle sue quotazioni al prossimo draft sta salendo velocemente. Ecco le parole su di lui del coach avversario dopo la gara “I knew he was active around the bucket, I knew he could block shots and fly and rebound, I didn’t think he could make shots. And that he made them when the game was on the line? I have a lot of respect for that young man”.

Cervello e tiro contro talento e panchina

Ci sarebbe poco altro da aggiungere. La partita ha visto confrontarsi da una parte una squadra che fa delle letture e del tiro da 3 la sua arma principale, ovvero i Fighting Irish, e dall’altra la formazione che probabilmente schiera più uomini in rotazione (ieri 13) e che ha profondità e atletismo da vendere. Basti dire che nella serata-no dell’uomo chiave di Florida State, Dwayne Bacon (solo 11 punti con 5/13 al tiro e 0/3 dalla lunetta), sono stati Isaac e uno scatenato Xavier Rathan-Mayes nel finale a chiudere la gara. Notre Dame è stata aggrappata alla partita (sempre inseguendo) grazie a uno strepitoso 15/21 da 3 punti, un 71% abbondante molto superiore al già ottimo 40% di media (“It’s hard to shoot 71 percent even if you’re in the gym and shooting alone”, ha detto a fine partita il coach dei Seminoles Leonard Hamilton). La differenza? Le 18 palle perse, record stagionale per il college allenato da Mike Brey.

Tra gli altri…

… vi segnaliamo le prestazioni del freshman Temple Gibbs che si sta guadagnando la fiducia del coach (season-high di 25 minuti in campo) e i cui 12 punti sono stati fondamentali per gli Irish e quelle del sophomore PJ Savoy e del senior Jarquez Smith, il primo unico vero pericolo da 3 punti per Florida State e il secondo che ha fatto molto male nell’area di Notre Dame.