Quote by La zona di Washington ora fa paura

La Pac12 è ormai al giro di boa, diamo un’occhiata a come stanno messe le squadre di una conference che ha un chiaro padrone.

1.Washinghton (10-0, 19-4)

Imbattuta e miglior partenza dal 1952-53. Tutto parte dalla difesa: la zona 2-3 di coach Hopkins è un incubo (primi per punti concessi, % concessa, stoppate e palle rubate) e Matisse Thybulle è semplicemente il miglior mastino dell’Ncaa (1° per palle rubate, 22° per stoppate e stiamo parlando di una guardia). Aggiungeteci il talento da Nba di Jaylen Nowell, la solidità in area di Noah Dickerson, un David Crisp “on fire” da oltre il perimetro (30/61 da tre) e l’energia di Nahziah Carter in uscita dalla panca. Come finì nel lontano 1953? Con le Final Four del Torneo Ncaa…

 

2.Arizona State (6-4, 15-7)

La solita altalenante ASU è l’unica altra squadra della conference con chance di un invito al gran ballo di marzo (certo sconfitte casalinghe come l’ultima contro Washington St. non aiutano). Con l’inizio della conference il freshman delle meraviglie Luguentz Dort ha iniziato a faticare ma in compenso sono saliti in cattedra Remy Martin (top scorer o assistman all’occorrenza) e soprattutto Zylan Cheatham, unico giocatore a viaggiare in doppia-doppia di media nella Pac12 (11.9+12.4).

2.Oregon State (6-4, 14-8)

La candidata underdog della Pac12 può contare sull’Mvp della conference Tres Tinkle (unico giocatore in Division I a viaggiare ad almeno 20 punti, 8 rimbalzi e 4 assist) e sulla connection tra i fratelli Thompson fondamentali nel backcourt dei Beavers. Ah tra le file di OSU gioca anche il miglior stoppatore dell’Ncaa: Kylor Kelley (3.6 di media). Ostici e rognosi in difesa: sono loro, finora, la sorpresa dell’anno.

 

2.USC (6-4, 13-10)

Il record dei Trojans non rispecchia il talento del roster di coach Andy Endfield. Squadra dipendente dal duo Boatwright-Rakocevic (uno dei migliori giocatori europei in Ncaa). Se Jonah Mathews è il solito cecchino affidabile dalla lunga distanza (45.3%) lo stesso non si può dire per Derryck Thornton in cabina di regia. E il prodotto da Nba Draft Kevin Porter Jr? Flash di talento puro uniti a problemi fisici e fuori dal campo: prendere o lasciare.

 

2.Utah (6-4, 12-10)

Gli Utes sono la mina vagante della conference, squadra giovane e talentuosa capace di giocarsela con chiunque su partita singola come dimostrano le vittorie esterne contro ASU o USC. Il senior Sedrick Barefield, oltre a essere il leader, è una guardia tutta punti nelle mani che vedremo protagonista in Europa. Il futuro di Utah appartiene, però, al duo freshman Allen-Gach e al sophomore Donnie Tillman protagonisti già del presente degli Utes.

6.Arizona (5-5, 14-9)

Anno di transizione per i Wildcats in attesa del nostro Nico Mannion. Dopo un inizio promettente, guidati da uno straripante Brandon Randolph, sono arrivate 4 sconfitte consecutive nelle ultime 4, coincise (guarda caso) con le difficoltà al tiro del sophomore (16/57 dal campo nelle 4L). La guardia Brandon Williams ha mostrato flash di gran potenziale mentre la PG Justin Coleman va a sprazzi, non propriamente ciò che ci si aspetta da un senior. Chase Jeter, alla miglior stagione in carriera (12.3+7reb), è l’unica certezza di coach Miller.

6.Oregon (5-5, 14-9)

La grande delusione della Pac12. Indicati in preseason come i grandi favoriti hanno dovuto fare i conti con gli infortuni dei loro top recruit (prima Louis King, poi Bol Bol) e le prestazioni altalenanti di quelli che dovevano essere i leader dei Ducks (Payton Pritchard e Paul White su tutti). Dana Altman non è mai riuscito a costruire un vero gioco di squadra ma può almeno consolarsi in ottica futura con il potenziale espresso dai vari King, Richardson, Bailey Jr e Norris.

6.Stanford (5-5, 12-10)

Si scrive KZ Okpala si legge Nba, l’ala è esplosa al suo secondo anno e in conference sta viaggiando a 19.2 punti di media con 6 rimbalzi e 2.8 assist mentre salgono le sue quotazioni in ottica Draft. Dietro a lui i Cardinals assistono ai miglioramenti della coppia sophomore Davis-Da Silva e al sorprendente Cormac Ryan. Si sono tolti lo sfizio di battere squadre come Arizona State e Oregon State. La prossima stagione sarà quella del definitivo salto di qualità?

 

6.UCLA (5-5, 12-11)

L’altra grande delusione della Pac12. L’equazione “cambio coach = torno a vincere” da Alford a Bartow è durata giusto le prime 3 partite di conference, dopo sono arrivate 5 sconfitte nelle successive 7. La difesa fa acqua da ogni parte, Jaylen Hands alterna partite degne del suo talento a prestazioni a dir poco rivedibili mentre Moses Brown è un fattore solo a un metro dal ferro. Stanno tirando i liberi con il 61.4% e abbiamo detto tutto. Salvate il soldato Kris Wilkes.

10.Colorado (4-6, 13-9)

Dopo l’ottima non conference schedule i Buffaloes sono tornati con i piedi per terra. L’asse play-lungo Wright IV-Bey è sempre una garanzia e si ripartirà da loro, e da un roster giovane e promettente. Già in modalità: next season.

11.Washington State (2-8, 9-14)

Da segnalare Robert Franks e il sorprendente (a partire dalla capigliatura) freshman CJ Elleby, dietro di loro però c’è il nulla. Altra solita stagione perdente.

12.California (0-10, 5-17)

La domanda è solo una: riusciranno a vincere una partita?