In due settimane è cambiato tutto. C’erano due squadre che sembravano destinate a dominare (Michigan e Michigan State) che invece hanno mostrato tutti i loro punti deboli, c’era una in ascesa (Maryland) che invece è tornata a inciampare e una in crisi (Illinois) che ha dato segnali di risveglio. Vediamo cosa è successo questa settimana nella Big Ten.
Dosunmu trascina Illinois
Che Ayo Dosunmu fosse uno dei nomi destinati a far parlare di sé l’avevamo detto all’inizio di stagione. Poi, complice anche una partenza non brillante della squadra, il talento del freshman degli Illini era andato perdendosi. Avevamo scritto che nei piani di coach Brad Underwood Dosunmu doveva “andare a formare un backcourt da incubo (per gli avversari) insieme a Trent Frazier“. Ecco, la previsione si sta avverando. La partita vinta contro Michigan State ha visto la coppia Dosunmu-Frazier trascinare Illinois con 39 punti e 7/15 dall’arco. Il duo è stato supportato anche dal georgiano Giorgi Bezhanishvili, altro freshman in crescita. Il record è sempre negativo, ma con 3 vittorie nelle ultime 4 partite Illinois ha ripreso vigore.
Sono tornati i Badgers
La chiamano “red belt mentality” ossia pensarsi sempre con la cintura rossa del karate, quella che precede la nera, che in definitiva significa ambire sempre a qualcosa di più. La Wisconsin della stagione 2018-2019 non è certo la più talentuosa della storia, ma attorno a un fenomeno vero come Ethan Happ (contro Maryland 18 punti, 11 rimbalzi e 6 assist) sta scalando pian piano la classifica della Big Ten proprio grazie alla red-belt-mentality. La squadra ora è in striscia vincente da 6 partite, striscia iniziata sconfiggendo Michigan, che è proprio l’avversario che i Badgers riaffronteranno sabato. Una seconda vittoria li proietterebbe in vetta alla conference. Per riuscirci, di sicuro non dovrà mancare il contributo di Brad Davison, il sophomore che insieme a D’Mitrik Trice è il giustiziere da 3 della squadra.
Indiana senza Morgan ma con Langford
Il miglior modo per uscire da una crisi prolungata (7 sconfitte) è registrare una grande vittoria. Proprio quello che hanno fatto gli Hoosiers sul campo di Michigan State. Partita vinta in OT e peraltro senza il contributo di Juwan Morgan, il cui problema alla spalla per fortuna sembra però già risolto (è tornato ad allenarsi). Va detto che sono tornati in campo sia Devonte Green sia De’Ron Davis, giocatori fondamentali per gli equilibri di Indiana. La nota più positiva è stato il carattere mostrato da Romeo Langford, che continua a selezionare in maniera non impeccabile e prendere tiri in solitaria dal palleggio, ma che è stato autore di canestri pesanti e della tripla decisiva ai fini della vittoria.
Squadre in crisi
Sembrava dovesse essere l’anno buono per Nebraska, invece dopo una serie di prestazioni positive è arrivata la crisi. In più, l’infortunio di Isaac Copeland ha provato la squadra (evidentemente) del suo barometro offensivo. La squadra nelle ultime 6 partite (tutte perse) ha segnato una media di poco più di 58 punti (45 contro Maryland) e ora è terz’ultima in conference. Non va meglio a Michigan State, passata dalle stelle (imbattuta) alle stalle (3 sconfitte consecutive) e ora alla disperata ricerca di punti di riferimento visto che il solo (gigante) Cassius Winston si è visto che da solo non può bastare.
Le altre
Michigan. Sconfitta da Iowa, resta molto forte ma sembra aver perso lo smalto di inizio stagione
Purdue. La squadra più in forma della conference, ma la vera sfida arriverà il 12 in casa di Maryland
Maryland. L’unico costante nelle prestazioni è Bruno Fernando. Ma la squadra è giovane e imprevedibile
Iowa. L’abbiamo definita squadra ciclotimica e confermiamo. Grande gara contro Michigan, ma venivano da due sconfitte di fila
Minnesota. Stagione finora incolore, senza acuti ma anche senza passi falsi evidenti.
Ohio State. Una delle delusioni della stagione visto l’inizio scoppiettante. L’attacco batte in testa
Rutgers. Due sconfitte consecutive hanno spento i festeggiamenti della settimana precedente
Northwestern. La stagione 2016-2017 sembra un lontano ricordo.
Penn State. Prima vittoria in conference contro Northwestern. Una lotta tra deluse