Quote by Da Duke a Gonzaga, tutto sulle favorite

Sono le prime 4 squadre della nazione scelte sia dal Selection Committee per i seed #1 dei region sia dall’Ap per le prime 4 posizioni del ranking finale sia dai bookmakers per le quote più basse. Duke è la favorita assoluta di questa March Madness, ma North Carolina, Virginia, Gonzaga hanno tutto per arrivare fino in fondo.

Scopriamo pregi e difetti di ognuna delle 4 big del college basket.

DUKE

Quintetto

PG – Tre Jones
SF – Cam Reddish
SF – RJ Barrett
PF – Zion Williamson
C – Javin DeLaurier

Punti di forza: Zion Williamson è già da solo un punto di forza. In generale la squadra è bilanciatissima tra attacco e difesa. Quando possono correre fanno malissimo, così come sono pazzeschi nell’1vs1 visto il talento che hanno a disposizione.

Punti deboli: la squadra tira male da 3 (i peggiori del Torneo) e la panchina è molto corta a causa dell’assenza per infortunio del lungo Marques Bolden (non si sa come, quando e se sarà disponibile al Torneo) e prevede sostanzialmente solo Jack White e Alex O’Connell. Occhio ai falli.

Le star: Zion è stato LA star della stagione. Accanto a lui gioca l’unico in grado di rubargli la scena (RJ Barrett), Tre Jones è uno dei più sottovalutati di tutta la Ncaa ma è da Nba e così finisce che Cam Reddish che ovunque sarebbe un mezzo fenomeno qui sembri un gregario.

Nota bene: Duke è già una squadra mediatica ma grazie a Zion Williamson quest’anno è stata la più seguita di sempre, dando una grande spinta agli ascolti del college basketball.

 

NORTH CAROLINA

Quintetto

PG – Coby White
SF – Kenneth Williams
SF – Cameron Johnson
PF – Garrison Brooks
PF – Luke Maye

Punti di forza: il terzo attacco della nazione con oltre 86 punti segnati a partita funziona grazie a un’ottima circolazione di palla che produce 19.3 assist (solo Belmont fa meglio). Ma i Tar Heels sono nella top10 anche per efficienza difensiva ed è quindi il loro equilibrio sui due lati del campo a renderli una delle squadre migliori dell’Ncaa. Inoltre, pur non avendo un vero e proprio centro, sono primi nei rimbalzi in tutta la Division I.

Punti deboli: una squadra che viaggia spesso veloce rischia a volte di andare fuori giri e UNC supera abbondantemente le 13 palle perse a partita. Roy Williams ha dato la squadra in mano a un freshman come Coby White e la scelta ha pagato, ma proprio la sua PG titolare viaggia a quasi 3 a partita perché gli anni sono comunque 19.

Le star: tutti ad aspettare Nassir Little e invece il posto di SF titolare è rimasto di Cam Johnson che ha disputato un’ottima stagione da senior, con 17 punti di media e un eccellente 46.5% da 3. Tra i freshman meglio di Little è andato Coby White, che è migliorato costantemente e si è dimostrato pronto per l’Nba. E poi c’è Luke Maye, la certezza.

Nota bene: è la 50/a partecipazione di North Carolina al torneo e per la 17/a volta i Tar Heels hanno avuto il seed #1, record assoluto per l’Ncaa. E ora vanno a caccia della terza F4 in 4 anni.

 

GONZAGA

Quintetto

PG – Josh Perkins
SG – Zach Norvell
SF – Corey Kispert
PF – Rui Hachimura
PF – Brandon Clarke

Punti di forza: Numeri alla mano (quelli di KenPom), l’attacco di Gonzaga non è soltanto il migliore di quest’anno in D-I ma uno dei migliori degli ultimi 15 anni. Non c’è praticamente mattonella dalla quale non sappia colpire. E se pensate che le stats siano gonfiate dal giocare nella WCC, sappiate che nelle 8 gare disputate contro high-major ha viaggiato a quota 1.15 punti per possesso.

Punti deboli: Uscire dalla comoda WCC per affacciarsi subito sul palcoscenico più grande può portare a qualche sorpresa negativa. Basterà lo schiaffo subito con Saint Mary’s per essere pronti alle difficoltà?

Le star: Rui Hachimura è il prospetto top della squadra oltre a esserne il miglior realizzatore (20.1 punti). Brandon Clarke è molto probabilmente il miglior rim protector della D-I e non fa nemmeno mancare il suo apporto offensivo. Josh Perkins è il cuore pulsante dell’attacco coi suoi 6.5 assist a partita.

Nota bene: Gli Zags hanno passato gran parte della stagione senza quella che doveva essere la loro star principale, Killian Tillie. Se in salute, può essere un valore aggiunto incredibile in questa March Madness.

 

VIRGINIA

Quintetto

PG – Kihei Clark
SG – Kyle Guy
SG – Ty Jerome
PF – De’Andre Hunter
PF – Jack Salt

Punti di forza: La solita inossidabile retroguardia modellata sui concetti della Pack Line Defense e, sorprendentemente, un attacco che quest’anno risulta essere secondo per efficienza nell’intera Division I. Virginia è la squadra più equilibrata che ci sia.

Punti deboli: Nella metà campo offensiva, la disciplina di Virginia ha storicamente il suo rovescio della medaglia al Torneo: quando le cose si fanno difficili – e nella March Madness prima o poi succede a tutte – manca la capacità d’improvvisare. Kyle Guy e Ty Jerome dovranno essere elementi di discontinuità in questa poco invidiabile “tradizione”.

Le star: Guy e Jerome formano una delle coppie di esterni migliori della D-I. De’Andre Hunter è probabilmente il miglior difensore sulla palla che ci sia: il suo 45.7% da tre lo prospetta come 3&D molto interessante al piano di sopra.

Nota bene: I dieci anni di gestione Tony Bennett hanno portato molti successi nella ACC ma nemmeno una Final Four al Torneo. C’è da scrollarsi di dosso l’etichetta ingrata di “perdenti di successo”.