Quote by Sorprese e giocatori chiave delle F4

Ci sono i leader, giocatori che sono stati determinanti per portare fino a Glendale le loro squadre, ma se c’è uno sport di squadra per eccellenza questo è il college basketball, dove la vittoria non è mai merito di uno solo ma sempre il risultato ottenuto da tanti.

Vediamo nel dettaglio quali saranno i nomi da tenere d’occhio in queste Final Four.

Gonzaga

Leader: Nigel Williams Goss – Inserito in tutti i quintetti dell’anno e nella cinquina di tutti i finalisti in corsa per i premi di Mvp, è l’unico rimasto del trio di PG esperte alternativa ai talentuosi freshman, da Ball a Fox a Fultz. Melo Trimble (sicuro) e Monte Morris (probabile) pensano al draft, lui alle Final Four al termine di una stagione ottima: al primo anno con gli Zags, ha preso subito in mano la squadra e riempito tutte le statistiche (16.7+5.9+4.6+1.8) dimostrandosi un grande floor general. Al torneo, la sua peggior partita è stata contro la press di West Virginia (2/10 e 5 perse) e contro i Gamecocks avrà addosso una difesa altrettanto tosta. E’ andata bene una volta, non rischierà una seconda.

Giocatore chiave: Przemek Karnowski – Un uomo che l’anno scorso non riusciva neanche ad alzarsi dal letto per il mal di schiena e che ora porterà i suoi quasi 140 chili e 215 centimetri su e giù per il parquet delle Final Four. Quella del polacco di Torun è una delle storie più belle della March Madness e la prestazione del frontcourt degli Zags sarà decisiva per andare in finale. Deve riempire l’area per tenere lontane le guardie dei Gamecocks e in attacco può segnare ogni volta che prende la palla perché ha tecnica sia con la destra che con la sinistra e un fisico che i suoi avversari non possono contenere.

 

Sorpresa: Johnathan Williams – Arrivato dal Missouri senza particolari squilli di tromba, ecco un altro dei transfer che, assieme a Williams-Goss e Jordan Mathews, hanno cambiato la stagione degli Zags. Complemento ideale di Karnowski, è passato dal 41% al 59% al tiro nel giro di un anno, trovandosi alla perfezione negli schemi di Mark Few. Anche lui può far male a South Carolina sia in attacco che in difesa (chiedere informazioni a Xavier), è solo da togliere nei minuti finali punto a punto visto che al torneo ha un terribile 6/19 ai liberi.

South Carolina

Leader: Sindarius Thornwell – Miglior giocatore e miglior realizzatore del torneo, i suoi 103 punti in 4 partite dicono che non ha ancora trovato nessuno in grado di fermarlo. Neanche Gonzaga ha una guardia che lo può contenere fisicamente ed è quindi probabile che Mark Few cercherà di raddoppiarlo sempre in tutte le zone del campo o passerà presto a zona. Toro dalle braccia lunghe che aggiunge anche 7 rimbalzi a partita al suo tabellino, è anche il miglior difensore dei Gamecocks. In una parola: fondamentale.

 

Giocatore chiave: Duane Notice – Classico glue guy, difensore molto più che attaccante, ma quando supera la doppia cifra le cose solitamente funzionano molto meglio per Frank Martin. Decisivi i suoi 17 punti contro Duke, decisivi anche i suoi 4 passi non fischiati in una delle azioni finali contro Florida, deve mantenere altissima la pressione in difesa ma dare anche il suo aiuto a Thornwell nella metà campo offensiva, sperando che la sua ondivaga mano da 3 sia nella serata buona. Sono loro i due senior del quintetto di SC, da loro passano le chance di andare in finale.

Sorpresa: Maik Kotsar – Il freshman da Tallinn non ha visto una palla contro Duke, ha dato un apporto basico contro Baylor, ed è stato fondamentale contro Florida. Se sorprende ancora tutti e si ripete anche contro i lunghi di Gonzaga, ecco che le chance di vincere dei Gamecocks aumentano sensibilmente perché fisicamente è l’unico che può provare a dar fastidio a Karnowski. Dipende dalla sua testa, spesso non sempre sulla partita, e da come affronterà la pressione delle Final Four. Di certo, è un altro da mandare spesso in lunetta, visto che non arriva al 40% in stagione.

North Carolina

Leader: Joel Berry II – Le speranze di titolo di UNC girano intorno alle sue caviglie: dopo essersi slogato la destra al 1round, è arrivato il turno della sinistra contro Kentucky e ora è addirittura in forse per il match di sabato. Senza di lui i Tar Heels perdono un giocatore fondamentale per playmaking e clutchness. Il suo stato fisico ha condizionato non solo le sue prestazioni ma anche quelle di squadra: non a caso l’unica vittoria “facile” è arrivata con un Berry sano, e da 26 punti, alle Sweet16 contro Butler.

Giocatore chiave: Justin Jackson – È il factotum del Torneo e i suoi numeri parlano chiaro: 19.8pts, 6.3reb, 4.3ast, 1.5stl. Si fa trovare sempre al posto giusto, con una gran capacità di lettura del gioco e un atletismo che lo rendono un rebus per le difese avversarie con la sua capacità di creare innumerevoli matchup. È il tiratore più pericoloso da oltre l’arco dei Tar Heels (40.7%) in una squadra che sta faticando a trovare ritmo dalla lunga distanza. In una parola: onnipresente.

Sorpresa: Luke Maye – Da walk-on a Most Outstanding Player del South Regional: la tipica favola da Torneo per questo ragazzo che a Marzo ha doppiato il suo fatturato (5 punti di media in stagione diventati 12.5). Ha vissuto un weekend da eroe registrando, e poi migliorando, i suoi career high contro Butler e Kentucky (16 e 17 punti rispettivamente), per poi entrare definitivamente nella storia dei Tar Heels con il tiro che li ha mandati a Phoenix. Pronto a vivere un altro fine settimana eroico?

 

Oregon

Leader: Dillon Brooks – Il gioco dei Ducks passa attraverso le sue mani come dimostrano le statistiche: 16.3pts, 5reb, 3.3ast. Stretch-4 che rischia di essere un vero e proprio grattacapo per i lunghi di UNC con la sua capacità di giocare dentro-fuori (41% da tre). Gioca con la voglia di chi ha sempre da dimostrare qualcosa senza la paura dei grandi palcoscenici, motivato dalla sua grande competitività. Ha lasciato il ruolo da protagonista finora al duo Dorsey-Bell ma è pronto a prendersi il palcoscenico delle Final Four.

Giocatore chiave: Tyler Dorsey – “Mister Madness” o “Mister March” come preferite chiamarlo voi è stato il giocatore più elettrizzante di tutto il Torneo, il vero MVP con i suoi 24.5 punti di media. Il 65.4% con il quale sta tirando da tre (17/26) è semplicemente irreale, non di certo una buona notizia per North Carolina che ha nella difesa sul perimetro il suo punto debole. Ah chiamatelo pure “Mister Clutch”, per informazioni chiedere a Rhode Island, Michigan e Kansas.

 

Sorpresa: Jordan Bell – L’infortunio di Chris Boucher sembrava aver spezzato i sogni di gloria di Oregon, è stata invece l’occasione per il breakout month di Bell che si è trasformato nella “bestia del pitturato”, l’ancora difensiva intorno alla quale i Ducks hanno costruito le loro fortune. La sua sola presenza ha tenuto due attacchi come Kansas e Michigan sotto i 70 punti. Le sue 3 stoppate (8 nel block-party contro i Jayhawks) unite alla doppia-doppia di media da 12.5pts+12.5reb, gli sono valsi il titolo di Most Outstanding player del Midwest Regional. Contro la frontline di UNC sarà uno scontro tra titani.

Quote by Leaders, revelations and more

30/03/2017

Most talks are about the leaders, the players who carried their teams to Glendale, but college basketball is all about the team and victory does not come from a single player.

That’s why we want to focus on a few names to keep an eye on for the Final Four, leaders and beyond.

Gonzaga

Leader: Nigel Williams Goss – he has been included in every MVP short list and he is the lone survivor of the trio of experienced point-guard that was supposed to be the alternative to Ball, Fox and Fultz. Melo Trimble already declared for the draft, Monte Morris is likely to do the same, Williams-Goss has the Final Four to take care of. In his first season with the Zags he took control of the team, filled the stat sheet (16.7 points, 5.9 rebounds, 4.6 assists and 1.8 steals) and proved to be an excellent floor general. His worst game in the tournament came against West Virginia’s press defense (2-for-10, 5 TO) and the Gamecocks will present another huge challenge. He might have been lucky once, but he is not going to risk it twice.

Key Player: Przemek Karnowski –Last year, he could not get up from bed because of back issues. He will now bring his 7-1, 300-pound body to the Final Four. His run is one of the most amazing stories in March Madness and he will be crucial for the Zags to reach the final game: he will be tasked with patrolling the paint and keeping the Gamecocks’ guards away from the basket. He will also have the chance to score at will: he has an obvious size advantage and he is effective with both hands.

 

Revelation Player: Johnathan Williams – the Missouri transfer came without much noise, but he was as crucial for the Bulldogs’ season as much as Williams-Goss and Jordan Matthews, all transfers. He is the perfect complement to Karnowski, going from 41% to 59% from the field and fitting perfectly in Mark Few’s style. He can hurt South Carolina on both offense and defense, but if the game stays close in the final minutes, his 6-of-19 at the free throw line might send him to the bench.

South Carolina

Leader: Sindarius Thornwell – Best player for his team and top scorer in the tournament so far, his 103 points in 4 games shows that nobody was able to stop him yet. Gonzaga has no guard that can match him in size and strength, which means coach Few will have to double him everywhere on the court or switch to zone defense. He is built like a tank and his length allow him to grab 7 rebounds per game and be the best defender on his team.

 

Key Player: Duane Notice – mostly a defensive player and a glue guy, when he can score in double figures things usually go in the right direction for the Gamecocks. His 17 points were crucial against Duke, as much as his 4 steps in the final seconds of the Florida game the referees never saw. He will have to deliver on defense, but Thornwell will need help on offense: he’d better hope his up-and-down percentages from beyond the arc will not let him down. Notice and Thornwell are the two seniors and leader in SC starting five, any chance to reach the final goes through them.

Revelation Player: Maik Kotsar – the Estonian freshman never touched the ball against Duke, was acceptable against Baylor and crucial against Florida. If he had to outperform again and have a great game against Gonzaga’s frontcourt, the Gamecocks chances to win the game will increase, since he is the only player with the size to bother Karnowski. Most of it will depend on his focus, which is not always there, and on how he will handle the pressure of the Final Four. Nobody will regret sending him to the line anyway, since he is shooting free throws at a 40% rate.

North Carolina

Leader: Joel Berry II – UNC’s title hopes weight on his ankles: he sprained his right one in the first round, and then his left one against Kentucky and he is now in doubt for the Saturday game. Without him the Tar Heels lose their main playmaker and a reliable decision and shot maker with the game on the line. His health did influence the whole team, and the only “easy” win came when he was fully healthy: a 26-point blowout in the Sweet 16 against Butler.

Key Player: Justin Jackson – he is the do-it-all of the tournament and his numbers are impressive: 19.8 points, 6.3 rebounds, 4.3 assists, 1.5 steals. He has the ability to be in the right place at the right time, has a good feel for the game and his athleticism turn him into a problem for any defense. He is the most dangerous 3-point shooter for the Tar Heels (40.7%), a team that has had issues with outside shooting all season long.

Revelation Player: Luke Maye – he went from being a walk-on to Most Outstanding Player of the South Regional. If this is a dream, just don’t wake him up: this March he increased his scoring from 5 to 12.5 points per game, he was the hero of a whole weekend when he went for a career high 16 points against Butler and then 17 points against Kentucky and sneaked into Tar Heels history with the shot that sent the team to Phoenix. Will he be the hero once again?

 

Oregon

Leader: Dillon Brooks – he is the main playmaker of the Ducks and he is averaging 16.3 points, 5 rebounds and 3.3 assists. He has the tools to be a huge problem for UNC’s frontcourt, since he can be effective both inside and outside the three point line (41% from beyond the arc). He plays like he has nothing to lose, he is hyper-competitive and unafraid of the big stage. He let the Dorsey-Bell duo take the spotlight so far but he is ready to rise to the occasion in the Final Four.

Key Player: Tyler Dorsey – “Mister Madness”, or “Mister March” if you like, is the tournament MVP and is averaging 24.5 points per game while shooting an unreal 65.4% from behind the arc (17/26). North Carolina must not be happy about that, since defending the three-point shot is a weakness for the Tar Heels. By the way, “Mister Clutch” is good too, Rhode Island, Michigan and Kansas would agree.

 

Revelation Player: Jordan Bell – Oregon’s dreams for the tournament could have been crushed by Chris Boucher’s injury. Instead, Bell took over for his teammate and became the defensive anchor the team needed. His presence kept two offensive juggernauts like Kansas and Michigan below 70 points. His 3 block per game add up to the a double-double of 12.5 points and 12.5 rebounds and earned him the Most Outstanding Player in the Midwest Regional. It will be a clash of giants against UNC’s frontcourt.