Quote by Louisville ha distrutto passato e futuro

Flashback. Anno 2013.

Louisville vince il titolo Ncaa, coach Rick Pitino entra nella storia.

Ci sono tornei che per qualche motivo hanno qualcosa di particolare, restano in mente. La March Madness del 2013 è uno di quei tornei. C’è tutto, Trey Burke che manda Michigan alla Final Four eliminando Kansas, la gamba spezzata di Kevin Ware, la cinderella più spettacolare degli ultimi anni ovvero Florida Gulf Coast ribattezzata “dunk city” ma anche la prima apparizione tra le squadre di vertice di Wichita State.

Louisville championship 2013

La finale è spettacolare, vincono i Cardinals trainati da Luke Hancock (a destra col cappellino nella foto), tipica storia da Ncaa, un giocatore che poi è sparito nel nulla e oggi milita nei Louisville Diesel, squadra affiliata alla Universal Basketball Association, lega minore americana semi professionale. Tutto bello, tutto molto college basketball.

Flash forward. Anno 2017.

Louisville affronta il secondo scandalo in pochi mesi, coach Pitino viene licenziato in tronco e con lui il direttore atletico dell’università.

Dalle stelle alle stalle. Una parabola così rapida e vertiginosa che difficilmente non lascerà segni su uno dei programmi sportivi universitari più blasonati del college basketball. Lo scandalo partito da un’indagine della Fbi (che vi abbiamo raccontato nel dettaglio), peraltro ancora in corso, è piombato come un tornado su Louisville causando una rivoluzione al vertice (di cui vi abbiamo parlato qui). La morale è che oggi ci si interroga sul futuro di un programma che sembra sull’orlo del crack.

I fatti

Il college prima è stato condannato per aver organizzato festini con prostitute per “incoraggiare” il reclutamento di atleti. L’indagine è partita dopo le rivelazioni/confessioni della principale escort coinvolta in questi festini. Le violazioni accertate hanno già portato al ban dalla post season del 2015 e potrebbero portare la Ncaa a ritirare il titolo del 2013.

Mentre si cercavano di capire le conseguenze del porno-scandalo, l’università è finita al centro di una seconda inchiesta, questa volta della Fbi, che ha rivelato (attraverso video e intercettazioni) i legami tra Adidas e alcuni coach. Il brand sportivo avrebbe pagato la famiglia di almeno un atleta (Brian Bowen, sospeso) perché frequentasse Louisville.

Bruce Bowen

Brian Bowen

Rick Pitino, il coach dei successi degli ultimi anni che ha riportato ai vertici il programma di basket, nel primo scandalo (quello a luci rosse) ha fatto la figura del fesso cui capitavano le cose sotto il naso (sospeso per 5 partite dell’ACC) mentre nella seconda inchiesta, anche se non è ancora stata fatta la comunicazione ufficiale, sembra fosse direttamente coinvolto partecipando alle riunioni e prendendo accordi telefonici per il reclutamento illegale.

Louisville ha cacciato sia Pitino (che tecnicamente non è stato ancora licenziato) sia l’athletic director Tom Jurich rimpiazzati rispettivamente ad interim (cioè al momento solo per questa stagione) da David Padgett e Vince Tyra.

Il college ora sta cercando di rescindere il contratto firmato poche settimane fa proprio con Adidas (“un nostro legale sta cercando di capire se alla luce dei fatti quell’accordo sia ancora valido”, ha detto un portavoce), che prevedeva 160 milioni di dollari per 10 anni e per la cronaca anche Kansas sta cercando di fare un passo indietro e allontanarsi dal brand tedesco.

David Padgett - coach Louisville

David Padgett – coach Louisville

Gli effetti

Gli unici contenti sono gli avvocati, visto che in poche settimane si sono scatenate una serie di cause nel mondo della Ncaa che hanno portato ogni soggetto coinvolto a proteggersi con uno o più legali. Per il resto, il programma di basket rischia quasi di sparire. Paradossalmente la stagione in corso, ammesso che la squadra non venga colpita da divieti o penalizzazioni, è quella in cui Louisville potrebbe ambire a fare più strada al Torneo, visto che al di là della sospensione del talento Bowen il resto del roster è di ottimo livello e ha esperienza.

Il problema è che il team adesso è nelle mani di Padgett alla sua prima esperienza assoluta da capo allenatore e con poca esperienza persino da assistente. Certo, il neo coach potrebbe stupire tutti e dimostrarsi un fenomeno, ma le probabilità che questo accada sono molto basse.

L’inchiesta ha permesso a molti commentatori di togliersi sassolini (macigni) dalla scarpa e inveire contro Pitino, tanto bravo come coach (innegabile) quanto talentuoso nell’attirarsi le antipatie dei colleghi e degli addetti ai lavori, sempre pronto a pontificare da un presunto pulpito. La sua nomea di moralista e ipocrita non gli è stata d’aiuto in questo frangente delicato della sua carriera. C’è chi come Jason King l’ha proprio distrutto, definendolo in un lungo articolo un “bust”, e chi invece è preoccupato che questo ennesimo scandalo finisca per oscurare quanto di buono ha fatto sul campo.

Ironia social dopo lo scandalo a Louisvillev

Ironia social dopo lo scandalo a Louisville

Pitino però è già il passato di Louisville, mentre il problema è il futuro. Siccome, appunto, non si può pagare per i reclutamenti, l’immagine di un college gioca un ruolo fondamentale sulle scelte dei prospetti più talentuosi. Parlando della prossima stagione (quella 2018-2019) l’ala piccola Anfernee Simons e la point guard Courtney Ramey hanno già ritirato il loro impegno verbale a giocare per Louisville. E convincere altri giocatori, anche meno talentuosi, a vestire la maglia dei Cardinals sarà complesso.

Tutto questo per un college che, come vi abbiamo raccontato, nel 2017 ha registrato la terza più grande affluenza di pubblico stagionale: 354mila spettatori (con una media di 20.800 ad incontro) e che proprio grazie alle luci della ribalta conquistate dal programma di basket e dalle vittorie di Pitino nel 2015 ha abbandonato la American Athletic Conference per spostarsi nella più ricca e blasonata Atlantic Coast Conference. Parallelamente l’università aveva anche spinto e sponsorizzato sempre di più il programma di football, un tempo più in ombra rispetto al basket, che potrebbe essere una delle vittime collaterali dello scandalo.

Il problema, in tutto questo, è nascosto in un inciso di questo articolo che recita “… indagini che peraltro sono ancora in corso…”. Come dire che il peggio potrebbe ancora arrivare. E quel magnifico titolo del 2013 trema sempre di più.