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March Madness, tutti i consigli per il bracket

Autore: Redazione BasketballNcaa
Data: 19 Mar, 2019

Come ogni anno, milioni di persone in tutto il mondo proveranno a compilare il bracket della March Madness, sperando di azzeccare il maggior numero di risultati possibile.

Ecco i consigli della redazione di basketballncaa.com. E poi venite a sfidarci nel nostro gruppo.

Qual è il fattore chiave per fare strada?

Giovanni Bocciero: esperienza, determinazione, il “fattore c…” e quel pizzico di follia che è essenziale per far avverare un sogno.
Ric De Angelis: Se davvero ne esistesse uno, sarebbe tutto molto noioso. Un attacco che sfrutta puntualmente i vantaggi e che sa mischiare le carte, unito a una difesa capace di traghettare la squadra nei momenti di secca offensiva: questi sono forse gli ingredienti fondamentali.
Manuel Follis: un attacco efficace. Negli ultimi 10 anni solo Connecticut ha vinto il titolo (due volte) con un attacco peggiore della sua difesa. Ovviamente quindi vinceranno Virginia o Texas Tech.
Paolo Mutarelli: coaching staff esperto nel preparare le partite, giocatore che sa segnare a gioco rotto e una buona dose di fortuna che non guasta mai.
Giulio Scopacasa: l’esperienza del roster è la chiave, o per lo meno un leader in grado di assumersi le responsabilità. Aggiungendo una buona difesa e continuità di gioco si può arrivare lontano.
Stefano Russillo: Tre sono le chiavi: identità di squadra e di gioco, avere il giocatore in stato di grazia in grado di togliere le castagne dal fuoco quando non è giornata e l’immancabile e determinante fattore C.
Raffaele Fante: Calma e gesso, quindi leader riconosciuti in grado di prendersi la squadra sulle spalle quando va in crisi. Perché tutte prima o poi vanno in crisi. Meglio se esperti, ma è molto più importante che sappiano gestire i palloni difficili e fare canestro, anche se hanno 18 anni.
Andrea Mauri: Talento e coesione di squadra. Un gruppo unito può andare molto lontano, soprattutto se possiede un leader che sa sì caricarsi la squadra sulle spalle, ma anche capire quando non è serata e mettere in ritmo i compagni per vincere. Il fattore “c”, poi, non guasta mai.

Quale regional è più equilibrato?

Giovanni Bocciero: senza alcun dubbio il West, dove Gonzaga, Michigan e Texas Tech possono anche essere delle favorite al titolo. E poi la sorprendente Florida State, la miglior mid-major Buffalo, Marquette, Nevada, Murray State del fenomeno Ja Morant…
Ric De Angelis: West. Ci sono almeno quattro squadre da Final Four.
Manuel Follis: West più complesso, East di Duke il più facile (che va bene al movimento però dai…). Gli altri due regional più o meno si equivalgono.
Paolo Mutarelli: Il West. Gonzaga, Michigan e Texas Tech possono ambire alle F4. La classe media, FSU, Marquette Buffalo e Nevada è di alto livello e ha due candidate Cinderella in Vermont e Murray State. Da gustarselo tutto.
Giulio Scopacasa: Il West è veramente combattuto. Tantissime squadre di livello medio sembrano essere in un ottimo momento, mentre i top team sono tutti sistemi ben funzionanti.
Stefano Russillo: il West salta subito all’occhio: una vera e propria tonnara con i primi tre seed che valgono le Final Four e una serie di outsider scomode sulla via di Minneapolis come FSU, Marquette, Buffalo, Nevada e la solita Syracuse. Occhio, però, al Mid-West dove non è detto che la Elite8 già scritta sia UNC-Kentucky o al South con una serie di squadre ostiche per un attacco come quello della #1 Virginia.
Raffaele Fante: anche se è la Kansas di questi tempi, il Midwest oltre ai Jayhawks ha North Carolina e Kentucky. Potremmo fermarci qui, ma aggiungiamoci i campioni della Big 12 (Iowa State) e della Sec (Auburn), Washington che ha dominato la Pac12 e Houston che ha dominato l’AAC, qualche mid temibile come Wofford e Utah State e il quadro è completo
Andrea Mauri: Sono d’accordo con Raffaele. Il Midwest può regalare tanto spettacolo e tanta incertezza. North Carolina e Kentucky sono due possibili vincitrici e si incontreranno prima delle Final Four, penso basti questo. Kansas ha qualche problema, ma resta una squadra dal sangue blu.

Un possibile upset

Giovanni Bocciero: mai come quest’anno potremmo assistere a tanti upset. Uno può essere Yale su Lsu, in cui può mettersi in grande evidenza un prospetto in odore di Nba come Miye Oni.
Ric De Angelis: Uno solo? Dico Northeastern. Non se la fila nessuno ma Bill Coen è un allenatore coi fiocchi.
Manuel Follis: Ho messo Yale vincente contro Lsu e New Mexico State contro Auburn. Rischiano anche Purdue e Florida State contro Old Dominion e Vermont (seguite Anthony Lamb). Mi piacerebbe Louisville che si ripete contro Michigan State ma la vedo dura.
Paolo Mutarelli: Murray State-Marquette, visto il calo dei Golden Eagles dell’ultimo mese. Ma spenderei il mio dollaro su New Mexico State e Ivan Aurrecoechea che mandano fuori Auburn al primo turno.
Giulio Scopacasa: Murray State, grazie a Ja Morant, potrebbe compiere l’impresa al primo turno contro Marquette.
Stefano Russillo: al primo turno ci sono una variabile di schegge impazzite come Liberty, Yale, Belmont e Murray State se avete coraggio fate come me e puntate sul loro upset.
Raffaele Fante: potrebbe fermarsi alle Sweet 16 la corsa di Texas Tech, perché Nevada è una squadra ignorante e incostante ma ha le armi giuste per far male anche alla difesa dei Red Raiders.
Andrea Mauri: Vermont e Anthony Lamb potrebbero fare uno scherzetto niente male a Florida State. Non sottovaluterei nemmeno Saint Mary’s contro Villanova, la vittoria contro gli Zags li ha gasati parecchio.

Possibile Cinderella

Giovanni Bocciero: la mia scommessa è Wofford. Ha avuto un seed alto (#7) e sul suo cammino può bombardare prima Seton Hall e poi la prevedibile Kentucky. Da lì in poi può giocarsela…
Ric De Angelis: Buffalo è una che può fare una corsetta fino alle Sweet 16. Spero di sbagliarmi però, perché sulla loro strada c’è Davide Moretti.
Manuel Follis: quest’anno mi sono giocato New Mexico State, ma occhio a Ohio State con la 11.
Paolo Mutarelli: Vermont. Anthony Lamb e i tre fratelli Duncan rischiano di pagare il gap fisico con FSU, ma hanno le capacità per giocargli uno scherzo. Al secondo turno, battere una tra una Marquette in calo e Murray State non dovrebbe essere difficile.
Giulio Scopacasa: Murray State ha le chances per dimostrare di essere qualcosa di più, trascinata dal proprio leader Ja Morant.
Stefano Russillo: B-factor: Buffalo e Belmont. I primi hanno il seed #6 ma sono pur sempre mid-major capaci di giocarsela con chiunque, fare fuori Texas Tech al secondo turno e centrare le Sweet 16. Stesso discorso vale per Belmont: un attacco scintillante, un leader come Windler e dopo l’upset al primo turno eccoli far fuori Yale e arrivare alla seconda settimana del Torneo.
Raffaele Fante: Ja Morant è arrivato finalmente sotto i riflettori delle tv nazionali e non vorrà certo lasciare il torneo in fretta. Murray State è praticamente solo lui, ma può arrivare al secondo weekend.
Andrea Mauri: Murray State e St. Mary’s. Ja Morant vorrà far vedere perché le sue quotazioni sono salite vertiginosamente e sono convinto che i Gaels possano arrivare alla seconda settimana, seppur con tanta fatica.

Una squadra sottovalutata

Giovanni Bocciero: con il seed #7 Louisville è stata sottovalutata. Certo con Minnesota sarà un match duro, ma al secondo turno potrebbe incontrare Michigan State che in stagione ha già battuto.
Ric De Angelis: Utah State gioca un ottimo basket ed è una delle squadre che più mi è piaciuto guardare quest’anno. Purtroppo il seed #8 la penalizza, condannandola a match-up improbabili. Nella Mountain West hanno raccolto più di Nevada e penso che meritassero una #7 almeno quanto loro.
Manuel Follis: per come arriva al torneo forse Oregon con la 12. Iowa viene da un finale deludente ed è squadra giovane, ma se riprende ritmo con la 10 può far male.
Paolo Mutarelli: Wisconsin, che se supera Oregon e la vincente di Uc Irvine-Kansas State, potrebbe essere molto insidiosa per Virginia.
Giulio Scopacasa: Florida arriva da un finale di stagione importante. Le quality wins trovate a fine stagione danno inerzia alla run dei Gators in questa March Madness.
Stefano Russillo: Oregon con il seed #12 paga una pessima stagione ma i Ducks hanno battuto la regina della Pac12, Washington, staccando il pass per la Big Dance, sono profondi e talentuosi e coach Dana Altman ha detto che in tutta la sua carriera non ha mai visto una squadra crescere così tanto in poco tempo. Louisville con il seed #7 può arrivare tranquillamente alle Sweet16.
Raffaele Fante: esperti, tosti, con tanti giocatori che sanno gestire i momenti difficili: in pochi puntano su Tennessee alle F4 ma questo potrebbe proprio essere l’anno della prima volta dei Vols.
Andrea Mauri: Seton Hall. In stagione ha già raccolto qualche scalpo importante tra cui proprio quello di Kentucky.

La tua Final Four

Giovanni Bocciero: Duke, Purdue, North Carolina, Michigan.
Ric De Angelis: Duke, Virginia, Kentucky, Michigan.
Manuel Follis: sono stato banale. Michigan State, Gonzaga, Virginia, Kentucky.
Paolo Mutarelli: Duke, Virginia, Texas Tech, Iowa State.
Giulio Scopacasa: Duke, Gonzaga, Tennessee, Kentucky.
Stefano Russillo: Duke, Gonzaga, Tennessee, North Carolina.
Raffaele Fante: Gonzaga, Duke, Tennessee, Kentucky.
Andrea Mauri: Duke, Michigan, North Carolina, Tennessee.

Chi vince

Giovanni Bocciero: Michigan, questo è l’anno buono.
Ric De Angelis: Kentucky
Manuel Follis: Gonzaga
Paolo Mutarelli: Texas Tech con Culver MOP
Giulio Scopacasa: Kentucky
Stefano Russillo: da romanticone dico Gonzaga che si prende la sua rivincita su UNC due anni dopo la F4 di Glendale.
Raffaele Fante: vorrei tanto rivedere Kentucky-Duke in finale. Non sarà il massacro di inizio stagione, ma i Blue Devils vinceranno ancora.
Andrea Mauri: Duke.

 

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