Quote by FIBA U19, il quintetto della fase a gironi

I Mondiali U19 non sono ancora finiti ma quanto visto fin qui è sufficiente per tirare un primissimo bilancio. Fra i tanti giocatori NCAA (al presente o al futuro) impegnati a Creta, abbiamo scelto i cinque che ci hanno convinto di più finora.

 

Tyrese HALIBURTON (USA, PG, 1.96, Iowa State)

Nella fase a gironi, Haliburton si è consolidato come la mente di Team USA, dimostrando le sue qualità di playmaker puro. È probabilmente il giocatore più esperto nella squadra americana, avendo già alle spalle un’intera stagione in NCAA con un team importante come Iowa State (6.8 PTS e 3.6 AST in 35 partite).

I suoi punti di forza consistono nella capacità di creare gioco per i compagni senza prendersi tiri forzati. Il suo rapporto assist/perse (4.5) rispecchia l’ottima visione di gioco. Buono anche l’apporto difensivo, con diverse palle rubate (ben 5 contro la Lituania, match nel quale ha dominato aggiungendo 21 punti e 8 assist).

Dovrà lavorare parecchio invece sul fisico (troppo smilzo), suo più grande limite in vista di un possibile approdo in NBA. Un limite che si rispecchia anche nella sua creazione offensiva, con numerose penetrazioni rifiutate, concentrandosi quasi esclusivamente sui tiri in isolamento.

Il best case è un misto tra Lonzo Ball e Patrick Beverley, giocatori molto simili fisicamente e nel quale si rispecchia attualmente per i suoi punti di forza.

 

Joël AYAYI (Francia, SG, 1.90, Gonzaga)

Il giocatore francese, dopo aver brillato nell’ultimo Eurobasket U18, ha messo in mostra nelle prime tre partite come il lavoro svolto a Gonzaga lo abbia aiutato, benché il suo spazio nelle rotazioni sia stato finora limitato. Cresciuto in una famiglia di giocatori, Ayayi è cresciuto praticamente con la palla in mano.

In questo Mondiale ha brillato dimostrando le sue grandi capacita offensive e difensive. 26 punti contro Porto Rico, 10 contro la Cina (match stravinto nel quale ha giocato solo 17 minuti) prima della super performance da 33 punti contro la Serbia del compagno di squadra Petrušev. Il suo punto di forza è sicuramente la consapevolezza offensiva: non ha paura di puntare l’avversario e ha doti atletiche sufficienti per essere molto difficile da marcare. Proprio queste capacità gli permettono di essere anche un’abile scippa-palloni (12 in 3 match, oltre a numerose palle sporcate). Unico punto debole sulla quale dovrà ancora lavorare è il tiro da fuori, il 27% da tre e il 29% ai liberi non riflettono le sue abilità offensive e un miglioramento è necessario per puntare in alto.

 

Cade CUNNINGHAM (USA, SF, 2.01, uncommitted)

Il giocatore di Montverde era chiamato al primo appuntamento importante della sua carriera contro ragazzi di due anni più vecchi e sta rispondendo benissimo. È un giocatore che predilige dirigere il gioco offensivo e non ha paura a prendere i tiri allo scadere. Le sue discrete dote di playmaking gli permettono di gestire in prima persona gli schemi, rendendolo una combo-guard moderna molto interessante. Non a caso è classificato come prospetto da lottery per il Draft 2021. Il punto di forza è sicuramente il fisico già sviluppato che gli permette di tenere senza problemi gli avversari nella fase difensiva e ne approfitta in fase offensiva, soprattutto nelle situazioni di pick and roll.

Come gioco ricorda vagamente Ben Simmons e nel corso della sua carriera NCAA (a Oklahoma State molto probabilmente, visto che solo una settimana fa hanno ingaggiato il fratello come assistant coach) potrebbe venir riconvertito in play per sfruttare la sua taglia.

 

Oumar BALLO (Mali, C, 2.08, Gonzaga)

Il maliano è sicuramente uno dei giocatori più interessati dei Mondiali per via di un fisico incredibilmente sviluppato per un ragazzo di 16 anni. Dopo aver saltato le prime due partite per infortunio, Ballo ha esordito contro l’Australia e ha fatto faticare parecchio Sam Froling, giocatore reduce da una stagione intera a Creighton e qualche mese da professionista in Australia a Queensland. Venti punti a cui ha abbinato 7 rimbalzi, 3 stoppate e 2 palle rubate, con nessun fallo commesso. Ottimi segnali anche dal suo mid-jumper, che non lo limitano al pitturato, ma gli permettono di spaziare, facendo muovere il centro avversario.

Anche lui probabilmente finirà in lottery nel 2021 e grazie al lavoro di Mark Few e del suo staff potrebbe salire molto più su del previsto. Assomiglia molto a Thomas Bryant, ma sicuramente il centro di Washington non può essere fissato come suo best case, visto che Ballo ha il potenziale per diventare un giocatore molto più importante e dominante.

 

Filip PETRUŠEV (Serbia, C, 2.10, Gonzaga)

Petrušev è indubbiamente uno dei giocatori più pronti del Mondiale. Anche quest’anno, come al solito, è trascinatore e principale terminale offensivo di una grande Serbia, insieme al socio di sempre Marko Pecarski. Nella scorsa stagione ha iniziato a entrare nella rotazione di Gonzaga, trovando spazio discreto durante l’infortunio di Killian Tillie, ma il salto maggiore verrà fatto nella prossima stagione visto che dovrà coprire l’importante vuoto lasciato da Brandon Clarke, ora in NBA. In questa prima fase ha dimostrato tutte le sue abilità in fase offensiva e difensiva, registrando nelle tre partite una doppia doppia di media (20+10) oltre a ottime stats difensive.

Il best case è il connazionale Nikola Jokic, giocatore molto simile per movimenti e spaziature. Probabilmente Petrušev non svilupperà mai le stesse abilità di playmaking di Jokic, ma ha sicuramente il potenziale per diventare un giorno un giocatore altrettanto importante nel panorama mondiale.