Quote by Rookie italiani ai raggi X: Antino Jackson

L’offseason italiana è iniziata da qualche settimana e i movimenti di mercato sono già avviati. Ciò significa assistere all’arrivo di diversi volti nuovi e per parecchi appassionati i rookie che giungono dal college basket rappresentano degli oggetti misteriosi. Noi di BasketballNcaa, però, li abbiamo visti e rivisti in azione: siamo qui per presentarveli nel dettaglio e soddisfare la vostra curiosità ben prima dell’inizio della nuova stagione.

Partiamo dunque dalla prima firma rookie di questa estate: Antino Jackson, acquisto della Virtus Cassino, squadra neopromossa in Serie A2.

Point Guard 22enne di 1.83 metri d’altezza per 75 kg, Jackson ha vestito la maglia di New Mexico dopo tre anni passati ad Akron, potendosi quindi confrontare con un livello medio-alto della pallacanestro NCAA – la Mountain West, conference d’appartenenza dei Lobos, è infatti fra le migliori al di fuori delle 6 major conference.

MinutiPuntiFG%3P%FT%RimbalziAssistRecuperiPerse
23.510.440.738.876.12.14.61.42.4

Passando alla corte di coach Paul Weir, Jackson si è calato in uno stile di gioco molto diverso rispetto a quello cui era abituato presso gli Zips. New Mexico, seconda solo a Nevada nella MWC per efficienza offensiva, si è distinta per una pallacanestro frenetica nella metà campo d’attacco, con una ricerca costante del contropiede come prima opzione. Da questo punto di vista, il numero 3 dei Lobos si è distinto per la sua capacità di divorare il campo in un amen col pallone in mano e di compiere scelte rapide per innescare i compagni.

 

Altra caratteristica offensiva di New Mexico, è stato l’accento posto su spaziature e circolazione di palla volte a premiare i tiratori da tre. Proprio le conclusioni dall’arco rappresentano la fetta più grossa del repertorio di Jackson in attacco (quasi 2/3 dei suoi tentativi dal campo sono avvenuti dalla distanza). Percentuali discrete, le sue (38.8%), soprattutto se si tiene conto del numero basso di conclusioni assistite (44.9% secondo Hoop-Math), unico giocatore della squadra con licenza di tentare tiri dal palleggio con frequenza.

 

Poco esplorato l’arresto-e-tiro dalla media (e anche poco efficace, visto il suo 22.6% nei jumper da due punti), Jackson è tra quelli che non esita nel puntare il canestro. Le sue percentuali al ferro (54.5%) sono sostanzialmente nella media per un giocatore di college del suo ruolo e taglia ma nulla vieta di pensare che possano migliorare ulteriormente, vista la sua capacità nel lasciare solo la polvere agli avversari dopo averli battuti in uno-contro-uno – caratteristica che ovviamente torna molto utile anche quando si tratta di creare per i compagni.

 

In difesa, l’arma principalmente utilizzata da UNM era una full court press asfissiante e piuttosto dispendiosa sul piano fisico (non a caso, Weir usava rotazioni allargate rispetto agli standard del college basket): uno stile non riproducibile nella pallacanestro professionistica ma che, in questo caso specifico, ha messo in luce le qualità di Jackson nella propria metà campo.

Inserito nel miglior quintetto difensivo della conference, il play difende in maniera pulita ma aggressiva, è capace di porre una pressione molto alta sul pallone e di risultare utile sui cambi, sapendo contenere anche avversari di stazza maggiore rispetto alla sua. Nella clip sottostante, l’azione termina con un canestro a dir poco improbabile, ma l’opposizione posta da Jackson è ineccepibile, sia prima che dopo la ricezione del pallone da parte del suo diretto avversario.

 

Col passaggio in Serie A2, Jackson dovrà adattarsi a una pallacanestro diversa, proseguire la china che l’ha portato a migliorare il suo rapporto assist/perse (non ancora del tutto ottimale) e arricchire ulteriormente il suo gioco contro la difesa schierata (ha però già mostrato cose interessanti nella gestione dei pick and roll). Il carattere e la voglia di emergere sembrano comunque essere dalla sua parte.