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Stefanini on fire, Daum e Davis sempre meglio

Autore: Manuel Follis
Data: 29 Gen, 2019

L’italiano Gabe Stefanini, ma anche il mini-Westbrook Jordan Davis. Ci sono alcuni protagonisti da non perdere nei promossi e bocciati di questa settimana. Dietro la lavagna? Ad esempio Lagerald Vick. Ecco perché

Chi sale

Purdue. Chiaramente una delle squadre più in forma della nazione al momento. La vittoria contro Michigan State (la quinta in fila) mostra che i Boilermakers possono vincere anche quando Carsen Edwards non fa canestro. Il che è davvero un problema. Per gli altri

Mike Daum (South Dakota St). Il ragazzone viaggia nelle ultime 4 partite a 33,5 punti di media con 18 rimbalzi sfiorando il 40% da 3 punti. Capire in che contesto potrà esprimersi in futuro è dura, ma non vediamo l’ora che passi al professionismo.

Villanova. 7-0 nella Big East e l’ultima vittoria infilata è una randellata sui denti di Seton Hall (+28) che sa quasi di vecchi Wildcats. Questa truppa non arriverà mai ai livelli espressi negli ultimi tre anni dai loro predecessori, ma quel che Wright ha fra le mani basta e avanza per collezionare un altro titolo di conference.

Gabriele Stefanini (Columbia). All’andata con Cornell aveva sbagliato il libero per l’overtime. Al ritorno si è rifatto con una prova da 24 punti, 8 rimbalzi e 5 assist. Segnando due liberi pesanti. Gabe sta pian piano superando gli acciacchi che lo avevano condizionato nell’ultimo mese: se al 100%, può fare grandi cose.

Makai Mason (Baylor). Magari qualcuno l’aveva dato per finito dopo due anni d’inattività quasi assoluta. L’ex Yale però sta sfruttando in maniera eccellente la sua ultima occasione al college ed è fra i giocatori più importanti (29 punti contro West Virginia!) di una squadra sorprendentemente in ascesa.

Jordan Davis (Northern Colorado). Chi lo conosce non si fa stupire dai suoi 24.1 punti di media ma, al suo anno da senior, il mini-Westbrook dei Bears sta ovviando alla sua lacuna storica – il tiro – in maniera impressionante: 39.4% da tre e 81.6% ai liberi sono un’enormità per un giocatore che aveva sempre avuto percentuali bassissime. Non più solo una combo da Europa, ma qualcuno che può anche provare a entrare in NBA dalla porta posteriore.

Chi scende

Lagerald Vick (Kansas). Premio ritardatario. Ha capito che i Jayhawks erano tornati in campo contro Kentucky a 30 secondi dalla fine della partita. Peccato, se qualcuno lo avesse avvisato Kansas avrebbe fatto una figura migliore.

Michigan State. Non è tanto la sconfitta contro Purdue, è che la squadra sta affrontando il misterioso infortunio di Joshua Langford, la guardia titolare assente ormai da settimane e per la quale non si capisce quando sia previsto il rientro.

Marcquise Reed (Clemson). Nella gara contro NC State aveva tirato 9/10 dalla lunetta, ma ha chiuso il match con 0/4. Una performance che ovviamente si è coronata con il tiro della vittoria dei Wolfpack. Destino beffardo.

Nebraska. Ha perso il senior Isaac Copeland, ovvero il secondo marcatore della squadra, che ha rotto il legamento del ginocchio. Una tegola non da poco per la squadra, che già veniva da 3 sconfitte consecutive.

St. John’s. Doveva essere la terza forza della Big East, ora invece mastica amaro dopo aver rimediato 4 sconfitte nelle ultime 5 gare. La squadra non è abituata a confrontarsi con aspettative alte. Bisogna maturare tanto e anche in gran fretta.

Santa Clara. Contro Gonzaga ha subito un passivo da squadra di Division III: -59, peggior scarto nella storia dell’ateneo. Ecco, nessuno si aspetta miracoli ma rimediare un 98-39 davanti al proprio pubblico è una di quelle cose che ti porti dietro per sempre, mica solo per una stagione.

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