Quote by Tornei di Conference, la caduta delle “grandi”

 

L’inizio dei tornei di Conference ha portato con sé molte sorprese, con alcune grandi squadre che sono subito inciampate. I nomi? Duke, North Carolina, Maryland, Virginia, ma anche squadre che sono “grandi” nelle loro conference come Winthrop nella Big South o Monmouth nella Maac. Ma questo in fondo è proprio il bello del college. La morale è che sono rimaste solo tre squadre ancora imbattute: Villanova, Baylor e Gonzaga, tutte premiate nel reshuffle del ranking AP. Vediamo un po’ cosa è successo mentre il resto del mondo festeggiava Capodanno.

Monk ancora tu? Ma non dovevamo vederci più

Kentucky domina sotto tutti i punti di vista e sbanca il The Pavillon, battendo 99-76 Ole Miss. Partita chiusa dopo un clinic offensivo pazzesco nel primo tempo da parte dei Wildcats, nel quale hanno segnato 60 punti e praticamente sovrastato i Rebels in qualunque situazione di gioco. Bam Adebayo ha spadroneggiato sotto il canestro, facendo valere il proprio fisico e l’inesauribile energia che il suo corpo dispone, alzando l’asticella del suo season high alla barretta numero 25. Monk ritorna ad essere quello ammirato contro UNC, e non la copia sbiadita vista a Louisville, segnando 34 punti con sedici tiri.

Ancora più impressionante Isaiah Briscoe che mostra finalmente tutte le sue potenzialità e colleziona una tripla doppia, 19+11+10, giocando una delle migliori partite in maglia Wildcats della sua carriera.

Losing effort per lo spagnolo Sebastian Saiz (di cui vi abbiamo parlato qui) che inizia bene la partita, giocando alcuni possessi in post, battendo di astuzia Adebayo. Man mano che la partita scivola via dalle mani dei ragazzi di coach Andy Kennedy, anche Saiz però si defila, accontentandosi del pick&pop come unica soluzione. Ad Ole Miss quest’anno manca talento, perché tolto Saiz, il resto della squadra al momento si assesta nell’aurea mediocritas, ma manca soprattutto un po’ di quella pazzia che sulle sponde del Mississippi eravamo abituati a vedere, prima con Marshall Henderson e poi con Martavious Newby e Stefan Moody.

Minnesota rialza la testa

Se quest’estate la panchina di Richard Pitino sembrava poter esser calda, l’inizio di questa stagione è servito a riportare calma e fiducia al figliol prodigo. Minnesota, che veniva da una sconfitta bruciante all’overtime contro Michigan State nell’opener della Big 10, si è subito rifatta battendo 91-82 Purdue, ex #15 della nazione, all’overtime grazie a una prova straordinaria del suo play Nate Mason (doppia-doppia da 31+11 assist).

Il piano difensivo dei Golden Gophers è stato quello di raddoppiare, se non triplicare, l’uomo in post di Purdue, dato che la squadra di coach Matt Painter gioca con le due torri. Questa scelta ha forzato la mano ai due lunghi, Haas e Swanigan, i quali hanno perso sette palloni. Cosa che comunque non ha impedito a Swanigan (28+22) di collezionare il quarto 20+20 della stagione, forzando l’overtime con un layup e aggiungendo anche sei assist.

 

Quote by The fall of the giants

03/01/2017