Quote by Non solo rimonte, USC costruita per vincere

UD Arena, Dayton. Primo turno del torneo Ncaa 2017. Va in scena il rematch del second round dell’anno precedente, ovvero USC vs Providence, vinto dai Friars. L’andazzo sembra lo stesso della gara di 12 mesi prima, tanto che Providence conduce di 15 punti a fine primo tempo.
Risultato finale? USC vince 75-71 completando l’undicesima rimonta della stagione e resta nel torneo. La dodicesima rimonta arriverà solo due giorni dopo contro SMU e i Trojans sfioreranno un clamoroso upset contro Baylor, confermando le caratteristiche, mostrate in stagione, di squadra talentuosa ma inesperta.

Ora i fari sono puntati sulla stagione 2017-2018 che si fa molto interessante. La maggior parte dei protagonisti di queste 12 rimonte hanno resistito alle sirene Nba e sono rimasti a godersi le spiagge di Palm Springs, coach Andy Enfield è rimasto al comando e infine in sede di recruiting è arrivato il talentuoso figlio di una vecchia gloria di UCLA, Charles O’Bannon Jr. USC ha tutte le potenzialità per essere una squadra da top 10 del ranking e per essere una delle candidate alla Final Four. D’altronde è da sempre a Hollywood che si scrivono le più grandi storie.

La miglior rotazione della nazione

Esagerato? Forse no perché, al di là delle due corazzate (Duke e UK) che ammassano ogni anno talenti dal reclutamento, USC avrà a disposizione una decina di giocatori, tutti di livello tra il buono e l’ottimo, che permetteranno a coach Enfield di sbizzarrirsi. Nella partita contro Providence citata all’inizio, la mossa decisiva fu ad esempio un insolito e anacronistico quintetto con tre lunghi che fece uscire di testa i Friars e che in questa stagione potrebbe benissimo essere riproposto. Il punto però è che la duttilità dei giocatori e la profondità del roster sono armi che potrebbero rivelarsi decisive nella preparazione delle gare di marzo.

 

L’unico che hanno perso è il senior Charles Buggs, ma parliamo di un giocatore da 8 minuti di media la cui assenza non avrà alcun effetto sulle fortune dei Trojans. Per il resto, la squadra è rimasta al completo, aggiungendo qualche freshmen di talento e un transfer.

Partiamo dai lunghi. I due giganti al terzo anno Bennie Boatwright e Chimezie Metu, entrambi intorno ai 210 cm, formano una delle coppie di lunghi più forti e meglio assortite della nazione: il primo è il miglior marcatore della squadra, un lungo che tira bene da tre (36% abbondante) e sa giocare vicino a canestro, il secondo viene da un breakout year nel quale ha aumentato tutte le statistiche, resta un grande stoppatore, ma ha migliorato come rollante e tirato con il 65% al ferro.

 

Nello spot di play, coach Enfield avrà l’imbarazzo della scelta nello scegliere tra il titolare dell’anno scorso, il senior Jordan McLaughlin, miglior tiratore da tre della squadra (40%), con un’ottima capacità nel dare inizio alla transizione, e Derryck Thornton, transfer da Duke, che nel suo unico anno di Ncaa aveva dimostrato capacità di accelerazione sopra la media (ma anche un tiro da tre ondivago e facilità nel perdere la palla). Il primo sembra esser il favorito a partire nello starting five ma, come detto, duttilità dovrebbe essere la parola chiave della stagione di USC, e quindi sarà da capire se la coppia McLaughlin-Thornton si pesterà i piedi o se sarà anche in grado di stare in campo in contemporanea.

La batteria di guardie-ali di USC è ricca di talento e fornisce varie opzioni per la lavagna tattica di coach Enfield, partendo dalle capacità balistiche di Elijah Stewart, passando alla dimensione da 3&D di Shaqquan Aaron, fino alla forza nell’arrivare al ferro di De’Anthony Melton e Jonah Mathews. Ma soprattutto, l’approdo di O’Bannon Jr aggiunge un attaccante completo, capace di segnare da tre, in penetrazione e scatenarsi in transizione grazie a un’altezza di quasi due metri e di un wingspan che sfiora i sette piedi.

Le prospettive

Il bilancio dei quattro anni di Enfield a Southern California è inequivocabile: record leggermente superiore al 50% (70-64), con i primi due anni (quelli della ricostruzione) deludenti e gli ultimi due da 67% di vittorie con due viaggi al Torneo. Insomma, dopo l’exploit con Florida Gulf Coast, coach Enfield sembra aver intrapreso di nuovo la via per costruire una cultura vincente in un programma che ha sempre vissuto di fortune alterne. Questa squadra ha le caratteristiche per essere una delle più forti e vincenti della storia di USC e lo è nonostante abbia perso la corsa per Marvin Bagley (che come vi abbiamo raccontato è stata vinta da Duke). In previsione del Torneo Ncaa, l’università ha anche deciso di sottoporsi ad una non-conference schedule più difficile dello scorso anno, nella quale affronterà Oklahoma e Texas A&M in casa e SMU in trasferta oltre a Princeton, Vanderbilt e Miami al Diamond Head Classic.

In generale, dopo esser stata saccheggiata dall’ultimo draft Nba con ben 14 talenti scelti, la Pac 12 sembra esser entrata in un anno di ricostruzione. UCLA ha perso tre quinti del quintetto, Oregon riparte da Payton Pritchard mentre Utah e Colorado hanno perso i loro migliori giocatori. L’unica sempreverde e inossidabile contender è Arizona, una squadra da top 5 nella prossima stagione, che sarà l’avversario da battere nella West Coast anche per USC.